venerdì 28 agosto 2009

La montagna pigliatutto


DOMODOSSOLA - 27/08/2009
Saranno stati sole e caldo, che a Ferragosto latitavano gli anni scorsi, sarà stata la promozione turistica fatta nei campeggi sul lago, che ha portato tanti olandesi e tedeschi a scoprire le valli, sarà stato anche il gran numero di iniziative, ma quest’anno, sconfessando tutti i timori della vigilia, la stagione turistica in Ossola è andata bene. I dati, ovviamente, sono ancora provvisori, ma dal Distretto turistico dei laghi e dei monti dell’Ossola sprizzano ottimismo. Le indagini telefoniche con gli operatori del settore fatte dopo Ferragosto e ripetute pochi giorni fa, hanno dato tutte esito positivo. Il minimo comune denominatore del turismo è il “mordi e fuggi”, al massimo di due o tre giorni, elemento che soddisfa di più i ristoratori rispetto ai semplici albergatori. Vanno bene le strutture più “leggere” (bed & breakfast, agriturismo e case vacanza) con numeri da tutto esaurito. Spiega Antonio Longo Dorni, presidente del Distretto: «Analizzando le singole zone, in Vigezzo la stagione, grazie al bel tempo, è stata positiva, con un picco di 30 mila presenze registrato ai fuochi d’artificio a Santa Maria Maggiore. Anche in valle Anzasca sole e caldo hanno giocato un ruolo decisivo: le strutture sono piene anche in questi giorni. Tra i turisti tanti erano italiani e dopo ferragosto c’è stato il boom nell’afflusso alle seconde case. In Formazza, oltre al picco di 10 mila presenze per i fuochi artificiali alla Cascata del Toce, è stata una buona stagione, con tanti italiani, olandesi e svizzeri. Tanti dai campeggi sul lago hanno raggiunto le valli. E’ andata bene - conclude Longo Dorni - anche ad Antrona e Bognanco, che quest’anno hanno vissuto un’autentica riscoperta, specie per i rifugi in quota». Anche i primi cittadini sono soddisfatti dell’andamento della stagione: ad esempio il sindaco di Macugnaga, Giovanna Boldini, parla di «anno stupendo dal punto di vista meteorologico che ha premiato una stagione partita tardi». Tanti i turisti olandesi che hanno usato gli impianti del Belvedere: «Avevamo timori per la chiusura del Monte Moro, ma è andata bene - dice Boldini - su una media di mille presenze al giorno oltre la metà erano olandesi». E a Domo? Anche il capoluogo ossolano è stato meta di turisti: «Non ho dati precisi - ammette il sindaco Michele Marinello - ma la presenza di turisti, specie stranieri era lampante». Un esempio su tutti? «Il sentiero Stockalper: ad agosto era aperto un cantiere per i lavori e durante i sopralluoghi si vedevano di continuo i turisti. Per la gioia di esercenti e ristoratori, che, dati i tempi di crisi, tirano un sospiro di sollievo.
Roberto Bioglio

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