mercoledì 28 ottobre 2009

Giovane scomparsa, fidanzato confessa omicidio



Il corpo fatto a pezzi e seppellito nelle campagne di Augusta

SIRACUSA - Risolto dai carabinieri il giallo della scomparsa di Francesca Ferraguto, la barista di Augusta (Siracusa) di 22 anni della quale non si avevano notizie dalla fine dello scorso maggio. I militari dell'Arma della compagnia di Augusta hanno infatti posto in stato di fermo con le accuse di omicidio ed occultamento di cadavere il fidanzato della ragazza, Gianfranco Bari, 35 anni, operaio, pure lui di Augusta. L'uomo, messo alle strette dopo mesi e mesi di indagini, ha confessato. Il corpo privo di vita della giovane donna è stato così ritrovato, orribilmente fatto a pezzi e seppellito in un fondo nei pressi dell'abitazione rurale del padre dell'operaio fermato, nelle campagne di Augusta. All'origine del delitto ci sarebbe stato l'ennesimo litigio originato da motivi di gelosia.

I GIORNI DELLA SCOMPARSA - La scomparsa di Francesca Ferraguto era sembrata un allontanamento volontario. Della vicenda si era occupata la trasmissione "Chi l'ha visto", ma l'ipotesi dell'omicidio era tenuta a distanza. Lo scorso 9 luglio l'auto della ragazza era stata trovata dalla polizia nei pressi della stazione di Catania. La vettura era aperta e con le chiavi inserite nel cruscotto. La ragazza viveva da due anni con il fidanzato, in una casa poco distante dall'abitazione dei genitori di lei, che alcuni giorni dopo la scomparsa della figlia, avvenuta il 25 maggio, avevano avvertito i carabinieri.
IL CADAVERE FATTO A PEZZI CON UNA SEGA - Per fare a pezzi il cadavere della compagna appena uccisa, l'assassino ha utilizzato un flex, una sega elettrica in genere utilizzata per tagliare materiali duri come il marmo. L'agghiacciante particolare è emerso dalla ricostruzione fatta dagli investigatori sull'uccisione di Francesca Ferraguto da parte del fidanzato Gianfranco Bari, operaio trentacinquenne sottoposto a fermo dopo la sua confessione. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Augusta, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa Manuela Cavallo. Bari ha detto di ricordare solo di aver picchiato la donna, che sarebbe caduta a terra battendo violentemente la testa e morendo. Dopo avrebbe utilizzato uno dei suoi attrezzi di lavoro per tagliare in più parti il corpo, chiuderlo in sacchi di plastica da rifiuti e quindi gettarli in una profonda buca che aveva scavato in un terreno vicino all'abitazione rurale dei suoi genitori, dove i resti sono stati trovati ieri sera dopo che Bari, messo alle strette, aveva confessato.
I TENTATIVI DI DEPISTAGGIO - Gianfranco Bari ha raccontato agli investigatori che la sera del 25 maggio aveva accompagnato Francesca Ferraguto dall'estetista, in serata era passato a riprenderla e, insieme, avevano mangiato un panino fuori. Poi il ritorno a casa, dove i due vivevano. L'uomo era separato e i suoi tre figli, nati dal precedente matrimonio, che gli erano stati affidati, abitavano con i suoi genitori. Una volta a casa tra i due era scoppiato un litigio, l'ennesimo, ma questa volta con un epilogo tragico. Anche dalle testimonianze di amici e parenti della vittima è emerso che la relazione tra i due fosse a tratti burrascosa. Inizialmente Gianfranco Bari agli inquirenti aveva raccontato che dopo la litigata aveva fatto una doccia e mentre era in bagno aveva sentito il rumore della porta di casa che si chiudeva con violenza: Francesca era andata via. L'uomo costruisce il suo alibi così: telefona dal suo cellulare a quello di Francesca lasciandole messaggi in segreteria telefonica e invitandola a ritornare. Nei giorni successivi, utilizzando il telefono cellulare della compagna che aveva con sé, invia alcuni sms sia al proprio telefonino che a quello della madre, e anche ad un sottufficiale dei carabinieri, suo conoscente, che si stava occupando delle ricerche della ragazza. Nel testo dei messaggini Bari, fingendosi Francesca, scrive di essersi allontanata da casa perché vuol stare sola. I messaggi giungono da parti diverse del territorio, avvalorando per gli investigatori - che avevano messo l'utenza sotto controllo - l'ipotesi di un allontanamento volontario. La svolta nelle indagini sull' omicidio di Francesca Ferraguto avviene quando l'assassino, Gianfranco Bari, commette l'unico errore di questa vicenda: una sola volta pone la sim card della ragazza nel suo telefono personale per leggere alcuni messaggi. In quel momento gli investigatori hanno la certezza che l'uomo ha anche il telefono (trovato ieri sera nell'abitazione rurale dei genitori del fermato) e la sua sim. Nel tentativo di depistare gli investigatori, Bari inserisce la sim del telefono di Francesca in un altro suo vecchio apparecchio telefonico: sale su un treno diretto a Milano ma prima che il convoglio si muova nasconde il cellulare acceso nell'imbottitura di un sedile e scende. Il telefono di Francesca parte da solo per Milano per poi tornare, alcuni giorni dopo, ormai spento, ad Augusta. I carabinieri presidiano le stazioni di Catania e Augusta ma in quel treno, dove Francesca non è mai salita non c'é ovviamente traccia della ragazza. Questi spostamenti virtuali di Francesca lungo l'Italia trovano eco, hanno spiegato gli investigatori, anche nella trasmissione di Rai 3 "Chi l'ha visto", che si occupa del caso in più di un'occasione. Diverse le segnalazioni di persone che affermano di aver visto e anche parlato con Francesca. Tutto questo sembra dare credito all'alibi di Bari. Ma il pm Manuela Cavallo è convinta che quella di Francesca non sia una sparizione volontaria e va dritta per la sua strada. Ieri pomeriggio convoca per una nuova audizione l'operaio, che messo alle strette, incalzandolo in particolare sulla vicenda delle sim card, confessa.



lunedì 26 ottobre 2009

Ladri fanno saltare il caveau dell'Ikea


Nel mirino il punto vendita di Rimini. Mistero sul bottino

RIMINI - Una violenta esplosione ha scosso intorno alle 5 del mattino l'area nei pressi del casello autostradale di Rimini Nord dove ha sede l'Ikea: alcuni banditi hanno cercato di forzare il caveau facendo saltare una carica di esplosivo che ha provocato ingenti danni agli uffici del centro commerciale. Al momento non è dato sapere se e quanti soldi i rapinatori sono riusciti a sottrarre alle casse dell'Ikea. Sul posto si sono recati i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona. Sull'accaduto indaga la Polizia di Stato.

mercoledì 21 ottobre 2009

I SIMPSON COMPIONO 20 ANNI


Il 16 Settembre iniziano i festeggiamenti planetari per il 20° Anniversario della serie tv con l’uscita della Stagione 12 in DVD.

A partire dal 16 Settembre, in concomitanza con l’uscita del cofanetto DVD della Stagione 12 de I Simpson, 20th Century Fox Home Entertainment invita tutti i fan della serie tv a cartoni più longeva della storia, a partecipare ai lunghi festeggiamenti planetari per il 20° Anniversario de I Simpson!
Risale infatti al 1989 la prima messa in onda americana dei corti animati “antenati” de I Simpson durante il Tracey Ullman Show. In America lo show debuttò in prima serata il 17 dicembre 1989. In Italia abbiamo dovuto attendere il 1991 per vedere Homer, Marge, Lisa, Bart e Maggie in prime time (prima su Canale 5 e poi su Italia 1). Ma oggi, dopo quasi 20 anni di messa in onda tv, la geniale parodia della famiglia americana creata dal fumettista Matt Groening (papà anche di American Dad e Futurama) ha ancora la forza satirica e la comicità sempre al passo con i tempi per riflettere sulla condizione umana, la cultura, la famiglia, la società e anche la stessa televisione.
Le celebrazioni di questo importante anniversario coinvolgeranno la divisione Home Entertainment di 20th Century Fox con speciali iniziative a livello globale ed eventi studiati per l’occasione che si svilupperanno lungo tutto il corso del 2009, per culminare a Gennaio 2010.
La prima sorpresa riservata a tutti i fan è l’uscita il del nuovo cofanetto a 4 dischi con tutti gli episodi della stagione 12, prevista per il 16 Settembre. Tra i 21 episodi sono inclusi: “Party Posse: musica e follia”, ovvero l’odissea di Bart e della sua boy band – i Party Posse – alle prese con un repertorio musicale dai testi alquanto subliminali e “Trilogia di una giornata”, nel quale si raccontano le giornate tipo di Lisa, Bart e Homer attraverso linee narrative diverse.Tantissimi anche gli extra inclusi in ogni singolo disco tra i quali un’introduzione agli episodi di Matt Groening.
E ancora, dal 16 Settembre, tutte le prime 11 stagioni in DVD de I Simpson, sono per la prima volta disponibili ad un prezzo davvero eccezionale!

I SIMPSON STAGIONE 12

CONTENUTI SPECIALI

- Disegno e animazione: parlano gli animatori.                                                                                               - Panoramica dell’animazione picture in picture.
- Episodi in varie lingue.
- Un momento divertente con Matt Groening.
- Il meglio de “L’uomo dei fumetti”.
- Galleria di bozzetti: parlano gli animatori
- Pubblicità.                                                                                                                                                - Scene tagliate
- Il Global Fan Fest.
- Commento audio degli episodi

CARATTERISTICHE TECNICHE

Audio: Italiano 5.1 Dolby Digital, Inglese 5.1 Dolby Digital
Video: 1.33.1, 4:3.
Menu: Italiano, Inglese, Spagnolo.
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Spagnolo.

I Simpson:
La più longeva sitcom in onda sulla tv americana, I Simpson ha raggiunto lo storico traguardo del 400° episodio nel Maggio 2007 seguito dal planetario successo del primo lungometraggio I Simpson, Il film (2007). Gli acclamatissimi personaggi della serie, Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie Simpson, utilizzano i tradizionali stereotipi della vita familiare e li stravolgono. Esploso come fenomeno culturale nel 1990, I Simpson si conferma uno dei prodotti più acclamati e distribuiti internazionalmente oltre che in USA. I Simspon possono vantare una Stella nella Walk of Fame di Hollywood dal 14 Gennaio 2000 e sono famosi anche per la partecipazione, come doppiatori, di molte star e celebrità non solo americane. Nella primavera del 2008 è stata inaugurata The Simpsons Ride presso gli Universal Studios ad Orlando in Florida e ad Hollywood in California. La multi premiata (I Simpson hanno incassato ben 10 Emmy Award®) serie tv è attualemente giunta alla 21° stagione. I Simpson è una produzione Gracie Films in associazione con 20th Century Fox Television. I produttori sono: James L. Brooks, Matt Groening, e Al Jean. La divisione Licenze e Marketing di Gracie Film sviluppa e produce i cofanetti DVD della serie. I Simpson sono prodotti dallo studio grafico Film Roman.

mercoledì 14 ottobre 2009

H1N1, primo vaccinato. E' un medico di Milano


MILANO - All'Asl di Milano e' stata vaccinata la prima persona in Italia contro il virus H1N1 responsabile dell'Influenza A. A dirlo all'ANSA e' Luciano Bresciani, assessore alla Sanita' della Regione Lombardia. Il primo vaccinato e' un operatore sanitario della stessa Asl, di circa 40 anni. A vaccinarlo e' stato lo stesso assessore, medico e cardiochirurgo.

"Abbiamo appena varato la sconfitta dell'influenza A" ha dichiarato Bresciani subito dopo aver iniettato il primo vaccino. A riceverlo, in dose unica, è stato Giorgio Ciconali, medico e direttore del servizio di igiene pubblica della Asl di Milano. Nel corso della giornata, spiega l'assessore, si procederà con altre vaccinazioni, aumentandole grado per grado fino a portarle a regime nei prossimi giorni. Il tutto avverrà in linea con le dosi che si renderanno via via disponibili: si attende in Lombardia una consegna da parte del Ministero della salute ogni due-tre giorni.

lunedì 12 ottobre 2009

Fabrizio Corona condannato


ROMA 12 OTT - Fabrizio Corona e' stato condannato per la detenzione e la ricettazione di una pistola rubata e per detenzione e spendita di banconote false. Il 'fotografo dei vip' e' stato condannato con rito abbreviato dal Gup di Milano Mariolina Panasiti a 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa, convertiti in una pena pecuniaria di 4.560 euro. Il Pm aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione.

Bomba contro caserma, due feriti a Milano


MILANO - Un libico di 35 anni ha fatto esplodere una bomba rudimentale, stamani alle 7.45, davanti alla caserma Santa Barbara in piazzale Perrucchetti a Milano. I feriti sono due: un militare colpito lievemente da una scheggia e lo stesso attentatore che ha invece riportato gravi lacerazioni a una mano, che gli è stata amputata, e al viso. L'attentatore è regolare in Italia, residente a Milano e con precedenti penali che, però, secondo fonti di intelligence, non hanno niente a che fare con il terrorismo.

Le indagini sull'attentato compiuto stamani contro la caserma santa Barbara di Milano sono condotte congiuntamente da Ros dei Carabinieri e Digos della Questura di Milano.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha convocato il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza Pubblica. All'ordine del giorno la verifica delle iniziative antiterrorismo, anche alla luce dei recenti episodi nazionali e internazionali. Al Comitato prendera' parte anche il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), prefetto Gianni De Gennaro.
L'intelligence al momento considera l'attentato 'il gesto isolato di una persona che non ha alcun precedente specifico'. Secondo una prima ricostruzione dell'attentato, il libico, cercando di infilarsi tra l'auto di un militare che stava entrando dalla porta carraia della caserma e il muro, è stato affrontato, da lontano, dai militari di guardia che gli hanno spianato contro il fucile mitragliatore. A quel punto, dicendo solo brevi parole in arabo, il libico ha fatto saltare in aria la valigetta in metallo che aveva in una mano. In tasca aveva un biglietto ferroviario per una tratta proveniente da Napoli sul quale gli investigatori stanno ancora lavorando per capirne l'importanza. Si escludono al momento in Procura, a Milano, collegamenti tra l'attentatore di questa mattina e i 4 marocchini, due dei quali arrestati nel dicembre del 2008, che avevano intenzione di compiere attentati contro obiettivi sensibili tra cui proprio la caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti. Il comandante della caserma, il Colonnello Valentino De Simone, e fonti investigative hanno "smentito categoricamente" che il libico abbia proferito frasi inerenti ai nostri militari in Afghanistan.
Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, in una conferenza alla quale hanno partecipato anche i capi della Digos e del Ros di Milano e i vertici dei carabinieri di Milano. Spataro ha spiegato che l'esplosione "non ha visto utilizzata l'intera quantitativo di esplosivo". In sostanza l'ordigno, a base di nitrati, sostanze che si trovano liberamente in vendita, non è esploso del tutto. Spataro ha comunque sottolineato che non si sa se il libico arrestato "abbia da sé confezionato l'ordigno" e che "la quantità della sostanza utilizzata e quella inesplosa non è ancora stata accertata".
L'attentato di questa mattina, afferma il direttore della polizia di prevenzione (Ucigos), il prefetto Carlo De Stefano, "presenta aspetti di gravità e virulenza che fanno ipotizzare che l'obiettivo dell'attentatore fosse quello di provocare vittime". Allo stato, aggiunge inoltre, "é difficile stabilire se si tratta di un gesto isolato di un fanatico o del disegno di un gruppo integralista". Il direttore dell'Ucigos conferma che la caserma Santa Barbara "era già emersa come possibile obiettivo di un'azione terroristica" ma che Mohammed Game non aveva "alcun collegamento" con i marocchini che progettavano attentati in Lombardia e arrestati nel dicembre scorso a Milano.

sabato 10 ottobre 2009

Messina: oggi i funerali. In migliaia per l'addio


MESSINA - Negozi chiusi e saracinesche abbassate in tutta la città: Messina celebra l'addio alle vittime dell'alluvione che ha colpito la zona a sud della città il primo ottobre. Alcune migliaia di persone sono già radunate sul sagrato antistante la cattedrale dove l'arcivescovo Calogero La Piana celebra i funerali. La città è stretta attorno alle vittime e ai loro familiari e in tanti vogliono dare l'ultimo saluto a chi ha perso la vita per le frane che hanno devastato Giampilieri Superiore e Scaletta Zanclea.

Ventuno le bare avvolte nel tricolore poste ai piedi dell'altare. Su ogni feretro cuscini di fiori rossi e le foto delle vittime. Fuori, intanto, sono già alcune centinaia le persone che si sono radunate per l'ultimo saluto ai morti. Saranno presenti, tra le autorità, anche il premier, Silvio Berlusconi, il presidente del Senato, Renato Schifani, in rappresentanza del capo dello Stato.
Proclamata la giornata di lutto nazionale, sollecitata nei giorni scorsi dal sindaco, Giuseppe Buzzanca, e dallo stesso vescovo. Giunto al Duomo, il ministro Alfano però ribadisce: "Non c'é stato alcun ritardo nella proclamazione del lutto nazionale per la tragedia di Messina. Lo abbiamo deciso al primo Consiglio dei ministri utile". Il Guardasigilli ha aggiunto poi che "Berlusconi si è assunto l'onere della ricostruzione e rispetterà tempi e modi". "Bisogna fare chiarezza su quanto accaduto - ha concluso - ciascuno deve fare la sua parte: il governo, la magistratura e le istituzioni locali".
Una piccola bara bianca, avvolta nel tricolore, cui è legato un palloncino con scritto il suo nome, Ilaria. E' il feretro della più piccola, 5 anni, delle vittime dell'alluvione del messinese recuperate. Il suo feretro è accanto a quello della madre, Teresa Macina, di nazionalità polacca. Le mani delle sue amichette hanno adagiato sul feretro due pupazzetti ed un disegno con un grande cuore. Poco più in là altri due palloncini bianchi stanno a simboleggiare gli altri due bambini vittime della tragedia, Lorenzo, di 2 anni, e Francesco, di 6. Tutti e tre i piccoli vivevano a Giampilieri Superiore, ma solo il corpicino di Ilaria è stato recuperato. Per Lorenzo e Francesco le ricerche ancora proseguono per dare loro una degna sepoltura. Intanto la loro "presenza" è testimoniata da quei due palloncini legati al feretro della madre, Maria Letizia Scionti.
Ieri sera oltre un migliaio di persone ha reso omaggio alle vittime con una veglia funebre. In cattedrale sono state portate 21 bare, tutte avvolte nella bandiera tricolore tranne una, quella di una donna romena, con la bandiera del suo paese. I familiari di altre sei vittime hanno preferito esequie in forma privata, mentre deve ancora essere riconosciuto il cadavere di uno dei morti estratti dalla macerie. Durante la veglia momenti di intesa commozione, sopratutto tra i familiari delle vittime.
Intanto si leva la voce del comitato formatosi tra i cittadini colpiti dal disastro: chiedono che le nuove case non vengano costruite altrove. "Gli abitanti e i commercianti di Scaletta, Giampilieri, Altolia e degli altri villaggi colpiti dal nubifragio nel Messinese non vogliono aver costruite case in posti diversi e preferiscono tornare dove hanno vissuto per tanti anni", spiega Ernesto Fiorilo, presidente nazionale di Consumatori Associati e presidente del comitato. "L'alluvione di Messina - aggiunge - è un evento totalmente diverso dal terremoto dell'Aquila e richiede interventi differenti. La ricostruzione delle case e dei negozi deve avvenire nei villaggi di origine per non cancellare queste realtà e deve essere affidata alle imprese locali per rilanciare l'economia. Gli imprenditori infatti devono essere aiutati subito perché altrimenti le attività commerciali rischiano di scomparire per sempre". "Non vogliamo inoltre più sentire dire - prosegue Fiorillo - che la colpa di tutto è dell'abusivismo edilizio perché la causa esclusiva della tragedia è la mancata attenzione di chi doveva prevenire il dissesto idrogeologico, già dopo l'alluvione disastrosa del 2007 e la frana del 2008, e invece, ha ignorato il problema".

venerdì 9 ottobre 2009

Bomba sulla Luna, riuscito impatto


La sonda LCROSS ha scaglia un proiettile contro un cratere lunare
NEW YORK - A segno la prima fase della missione Lcross della Nasa per cercare acqua sulla Luna. Un razzo Centaur si e' schiantato sul cratere lunare Cabeus vicino al Polo Sud lunare alla ricerca di eventuali riserve idriche, seguito dalla 'sonda madre'. L'impatto a oltre 7.000 chilometri orari del 'missile bomba' Centaur, il primo stadio della sonda, con la superficie lunare e' avvenuto alle 7:33 ora di Cape Canaveral, con alcuni minuti di ritardo sull'orario previsto, sollevando una nube di polvere lunare.

La sonda ha avuto quindi soltanto quattro minuti per filmare e fotografare gli effetti dell'impatto e, attraverso gli strumenti di rilevamento a bordo, per cercare vapore acqueo o frammenti di ghiaccio nella nube di detriti alzata dall'esplosione. La spettacolare missione potrebbe confermare i risultati della sonda indiana Chandrayaan-1, che ha scoperto tracce d'acqua sulla superficie lunare, aprendo scenari di esplorazione alla 'Star Trek', il telefilm cult di fantascienza: la presenza di acqua è, infatti, considerata l'elemento essenziale per un eventuale ritorno dell'uomo sulla Luna, e stavolta per rimanerci, in una base spaziale stabile. Nel programma della Nasa, in attesa dell'approvazione della Casa Bianca, questa ipotesi è fissata per il 2020. Alla stampa americana Alan Andrews, che ha progettato la missione LCROSS, non ha nascosto la sua eccitazione per l'evento, che verrà trasmesso in diretta sul sito della Nasa: "La tempesta di polvere che si scatenerà e che potremo vedere sarà fantastica, come se la Luna ci venisse addosso", ha detto.
Il Centaur ha espresso una potenza pari a una tonnellata e mezzo di dinamite, sollevando una nube di 350mila chilogrammi di detriti lunari e aprendo una voragine che gli scienziati ritengono avrà un diametro di circa venti metri. La nube sollevata dal Centaur, che arriverà a quasi dieci chilometri d'altezza, sarà visibile anche dalla Terra con un telescopio di dieci pollici. La Luna, però, non corre alcun rischio: in media quattro volte al mese viene colpita da corpi celesti che provocano crateri equivalenti. La differenza, in questo caso, è che il punto dell'impatto è stato scelto dagli scienziati con cura, al polo sud della Luna, dove la luce del Sole non batte mai e dove potrebbero trovarsi depositi di ghiaccio nascosti nel sottosuolo. Svolto il suo primo compito 'dinamitardo', la sonda LCROSS rimarrà nello spazio per studiare la superficie lunare, in cerca del sito migliore per il futuro, eventuale, atterraggio sulla luna.

Obama Nobel per la Pace


Al presidente Usa il prestigioso riconoscimento

09 ottobre, 11:30

Barack Obama ha vinto il Nobel per la pace 2009. Il presidente Usa è stato insignito del premio "per i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli", si legge nella motivazione.

"Il Comitato ha dato grande importanza all'impostazione di Barack Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari", ha detto il presidente del Comitato per il Nobel, Thorbjoern Jagland. Nell'annunciare il premio, Jagland ha precisato che forse ad alcuni l'assegnazione al neopresidente americano può essere considerata prematura, ma per statuto il premio va assegnato a chi ha fatto il massimo per la pace nell'anno precedente.
Il premio verrà consegnato ufficialmente il 10 dicembre a Oslo, nell'anniversario della morte del fondatore, l'industriale e filantropo svedese Alfred Nobel. Il riconoscimento consiste in una medaglia, un diploma ed un assegno da 10 milioni di kronor (circa un milione di euro).

giovedì 8 ottobre 2009

Tsunami, il Pacifico trema ancora


SYDNEY - Due forti terremoti sottomarini hanno colpito il Pacifico sud-occidentale innescando per un paio d'ore un allarme tsunami per l'intera area appena una settimana dopo che ondate-killer avevano travolto l'arcipelago delle Samoa uccidendo circa 150 persone.

L'allarme-tsunami è stato lanciato dapprima per 11 nazioni, tra cui Papua Nuova Guinea, le turistiche isole Figi e altri paradisi come Vanuatu e la Nuova Caledonia, dove le autorità hanno spinto la popolazione ad evacuare la costa est dell'isola e le prospicienti Loyalty Island incitando la gente a spostarsi su alture.
Un portavoce della polizia di Noumea, capitale dell'arcipelago governato dalla Francia, aveva riferito che le ondate erano attese per 02:15 italiane. L'allarme è stato poi esteso ad Australia, Nuova Zelanda, Indonesia, Tonga e Samoa, le isole colpite dallo tsunami che la settimana scorsa ha spazzato via interi villaggi. Verso le due e tre italiane è arrivato il cessato allarme dato che le scosse hanno generato solo una piccola onda. Il breve incubo è stato innescato da due terremoti sottomarini, uno di magnitudo 7,8 e un altro di 7,3, rilevati ad un quarto d'ora l'uno dall'altro tra Vanuatu e le isole Salomone quando in Italia era da poco passata la mezzanotte.
La polizia nella capitale dell'isola, Port Vila, ha riferito di non aver avvertito il sisma e che non è stato notato alcun innalzamento del livello del mare. A Luganville, sulla costa meridionale dell'isola, sono state invece segnalate scene di panico con gente in fuga per strada. Poco prima un altro sisma, stimato dapprima in 6,9 ma poi scalato a 6,7 gradi Richter aveva scosso l'arcipelago sud-orientale filippino di Sulu che si sta appena riprendendo da un tifone che ha ucciso 22 persone.

mercoledì 7 ottobre 2009

Messina, 25 morti Arrivano 40 mln


Annuncio di Bertolaso. Sabato i funerali solenni e scoppia la polemica

MESSINA - "Sono 25 le vittime recuperate, non risulta il rinvenimento di altri corpi". E' quanto affermano dall'unità di crisi allestita in Prefettura a Messina. Nel pomeriggio il sindaco di Scaletta Zanclea, Mario Briguglio, aveva detto che dalle macerie nel paese erano stati estratti 2 corpi. In serata il primo cittadino, interpellato, ha affermato di aver avuto "notizie errate". "Il corpo recuperato è uno", aggiunge.

Secondo il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il bilancio definitivo "dovrebbe quindi essere di 35 vittime, visto che per i 10 dispersi non c'é nessuna speranza che siano trovati in vita".
SABATO I FUNERALI DELLE VITTIME - Sabato, alle 10.30, nella Cattedrale di Messina, saranno celebrati i funerali delle vittime dell'alluvione. Ad officiare le esequie sarà mons. Calogero La Piana, arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela. Per sabato il sindaco Giuseppe Buzzanca ha dichiarato il lutto cittadino ed a palazzo Zanca saranno issate a mezz'asta le quattro bandiere che sventolano normalmente nella sede municipale, la Europea, l'Italiana, la Regionale e quella Civica. Oggi pomeriggio, alle 15, nella chiesa di S. Maria Annunziata ed Assunta, a Forza d'Agrò (Me), saranno celebrati da padre Gennaro Currò, i funerali di Roberto Carullo, l'agente della Polfer vittima della tragedia di Giampilieri. Al rito funebre parteciperà il sindaco Buzzanca.
E' POLEMICA SUL LUTTO CITTADINO - "In questa fase non vogliamo fare polemiche, ma vorrei sapere perché non è stato proclamato il lutto nazionale per i funerali delle vittime dell'alluvione". Lo ha detto Giuseppe Buzzanca il sindaco di Messina. "Speriamo - ha aggiunto Buzzanca - che alla fine sia proclamato, altrimenti sarebbe molto grave: noi siciliani siamo forse figli di un Dio minore?"
BERTOLASO, IN ARRIVO 40 MILIONI PER LE EMERGENZE - Domani sarà emanata un'ordinanza di protezione civile che stanzia 20 milioni di euro per le prime emergenze dopo il disastro di Messina. La somma si aggiunge agli altri 20 stanziati dalla Regione Sicilia. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, in un'informativa alla Camera. L'ordinanza nomina il presidente della Regione commissario all'emergenza.

martedì 6 ottobre 2009

Burqa vietato in Italia, nuova battaglia della Lega


La proposta è di quelle destinate a far discutere. Arriva dalla Lega, sottoscritta da tutto il gruppo parlamentare, una proposta di legge 'anti-burqa'. Il testo, depositato il 2 ottobre e per il quale il Carroccio auspica "tempi strettissimi", modifica la legge Reale del 1975 in materia di 'tutela dell'ordine pubblico e identificabilità delle personé che prevede il divieto di utilizzare "senza un giustificato motivo" caschi o qualsiasi altro tipo di oggetto o indumento che impedisca il riconoscimento della persona. La Lega, come è stato spiegato dal capogruppo Roberto Cota e dalle deputate del Carroccio Manuela Dal Lago e Carolina Lussana in una conferenza stampa, propone di togliere il "giustificato motivo" fonte, tra l'altro, di contenziosi tra sindaci e prefetti, e inserire tra gli oggetti che non possono essere utilizzati, in quanto impediscono di essere riconosciuti, "gli indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa". Leggi il burqa. Cota sottolinea che si tratta "di una legge per fare chiarezza".

"Non siamo razzisti - sottolinea ancora Cota - non abbiamo niente contro i musulmani, ma la legge deve essere uguale per tutti. La nostra proposta è assolutamente generale, come deve essere una legge". "Nessuno - sottolinea anche la Dal lago - è contro la religione islamica. Il Corano, tra l'altro, non parla del burqa e anche l'imam del Cairo, che si è schierato contro il 'Niqab' ci dà ragione. Noi vogliamo solo dare un chiarimento affinché tutti siano riconoscibili nei luoghi pubblici". Mentre Carolina Lussana, esperta di giustizia del Carroccio, sottolinea come la dizione "senza giustificato motivo" della legge del 1975, sia stata causa di diversi contenziosi tra sindaci e prefetti. "Tra la tutela della libertà religiosa e la tutela della sicurezza dei cittadini - chiarisce - per noi la priorità è la sicurezza". La proposta della Lega lascia invariate le sanzioni della legge del '75 prevedendo l'arresto da uno a due anni e l'ammenda da mille a duemila euro oltre che la possibilità dell'arresto in flagranza.
FERRANTI (PD): PROGETTO "INCOSTITUZIONALE" - "''E' una norma incostituzionale che lede la libertà religiosa e sono del tutto strumentali i richiami all'ordine pubblico. La verità è che si vuole colpire gli immigrati islamici nel loro intimo". Lo afferma Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, a proposito della proposta di legge presentata questa mattina a Montecitorio dalla Lega contro il burqa. "Ma come può una legge parlare di affiliazione religiosa? Le suore sarebbero affiliate? Ma stiamo scherzando? E poi: come si può pensare di modificare una cultura con una norme? - domanda la Ferranti - L'unico effetto dell'entrata in vigore di questa legge sarebbe quello di segregare in casa le donne islamiche. E' una legge cattiva contro gli immigrati, ma soprattutto è una legge razzista e soprattutto una legge contro le contro le donne".

lunedì 5 ottobre 2009

Save the Children: un sms per salvare un bambino


05 ottobre, 17:03



Ogni tre secondi nel mondo muore un bambino ma bastano tre secondi per salvarlo.

Se è vero che ogni tre secondi nel mondo muore un bambino, è altrettanto vero che bastano tre secondi per salvarlo: è il tempo necessario per inviare un sms e donare due euro. E' questo il senso della campagna internazionale 'Everyone' lanciata oggi da Save the Children per salvare 500 mila bambini all'anno nei Paesi in via di sviluppo.

"Bisogna garantire il diritto alla vita dei bambini, ha detto il presidente di Save the Children Italia, Claudio Tesauro, mentre il direttore generale, Valerio Neri, ha sottolineato come il grosso del problema della mortalità infantile, in 68 Paesi a basso reddito, "é intorno al momento della nascita". E quindi bisogna concentrare gli sforzi, ha precisato, "su questo drammatico momento neonatale".
La campagna, lanciata in contemporanea in oltre 40 Paesi, vuole mobilitare globalmente 60 milioni di persone per raggiungere 50 milioni di bambini e donne in età riproduttiva entro il 2015. La sezione italiana di Save the Children sarà direttamente impegnata a sostenere finanziariamente e operativamente alcuni progetti in Etiopia, Mozambico e Malawi.
E lo farà anche con l'appoggio di alcuni testimoni di eccezione, come Giobbe Covatta, Alessia Marcuzzi, Fabrizio Frizzi o la campionessa di pentathlon Alessia Pieretti, con una campagna pubblicitaria e con una raccolta fondi: da oggi al 1 novembre 2009, inviando un sms solidale al 48544 si potranno donare due euro.
OGNI 3 SECONDI MUORE UN BIMBO. TUTTI I NUMERI - Ogni tre secondi nel mondo un bambino con meno di 5 anni perde la vita; in un giorno ne muoiono 24 mila, in un anno 9 milioni. Di questi, 2 milioni muoiono il giorno stesso della nascita. E la maggior parte di questi decessi avviene per cause facilmente prevenibili come complicazioni neonatali (37%), polmonite (19%), diarrea (17%), malaria (8%), morbillo (4%).
Sono i dati agghiaccianti che emergono dal rapporto "La nuova sfida: dire basta alla mortalità infantile", presentato da Save the Children in occasione della conferenza stampa di lancio della nuova campagna mondiale dell'organizzazione contro la mortalità infantile. Il 97% dei bambini morti prima dei 5 anni riguarda 68 Paesi in via di sviluppo, e quello con il peggior tasso di mortalità infantile è la Sierra Leone, con 262 bambini morti ogni 1.000 nati, seguita dall'Afghanistan con 257 su 1.000. E non sempre alla crescita economica di un Paese corrisponde una diminuzione della mortalità infantile: ne è un esempio l'India, che registra un quinto dei decessi di tutto il mondo.
Secondo Save the Children, in base agli attuali trend di miglioramento annuo, il quarto Obiettivo di Sviluppo del Millennio, che si propone di ridurre dei due terzi la mortalità infantile, sarà raggiunto nel 2045 anziché nel 2015. E questo significa che ancora milioni di bambini moriranno, perché non si sono messe in atto soluzioni semplici e a basso costo che, però, possono costituire la differenza tra la vita e la morte. Tra queste, l'assistenza di personale specializzato durante il parto, immediate cure post-natali, trattamenti preventivi e terapeutici per polmonite, diarrea e malaria, supporto per la nutrizione, allattamento al seno, più ampi programmi di protezione sociale. Diversi paesi hanno dimostrato che un cambiamento è possibile: Bangladesh, Brasile, Egitto, Indonesia, Cina, Messico, Nepal e Filippine sono sulla strada giusta per raggiungere l'Obiettivo di sviluppo numero 4.
Per raggiungerlo entro il 2015, secondo il rapporto, è necessario salvare la vita di 5 milioni d 400 mila bambini all'anno, e perfarlo serve un investimento aggiuntivo dai 36 ai 45 miliardi didollari all'anno, cifra che corrisponde a meno della metà di quanto si spende annualmente in acqua imbottigliata.

domenica 4 ottobre 2009

Messina, fango e rabbia. Il premier: "Case nuove"


Berlusconi: "Emergenza prevista, ma non cosi' grande". Gli sfollati: "Non ci abbandonate"


MESSINA - Mi auguro si possa stanziare un miliardo per le zone a rischio idrogeologico così come fatto con le zone a rischio terremoto. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa nella prefettura di Messina al termine del sopralluogo nelle zone colpite dall'alluvione. "Il governo nel prossimo Cdm farà uno stanziamento di fondi, che si aggiungerà a quello della Regione", ha aggiunto Berlusconi, ricordando che la Regione Sicilia ha già stanziato 20 milioni di euro per far fronte all'emergenza. Il premier ha anche indicato nel governatore della Regione Raffaele Lombardo il commissario straordinario che si occuperà di gestire il post-emergenza.

"Bloccheremo le tasse e i mutui ai cittadini delle zone colpite dall'alluvione. La ricostruzione costa troppo e non è sicura. Quindi faremo come a L'Aquila: nuove abitazioni in altre zone ma sempre all'interno del tessuto urbano", aveva detto il premier appena arrivato a Messina.
"Quello che ho visto dall'elicottero è davvero impressionante. Meno male che siete scampati. Per poco non veniva giù l'intera montagna. Coraggio, state tranquilli". Sono le parole che Berlusconi ha rivolto nell'hotel Capo Peloro, a Messina, ad alcuni degli sfollati delle zone alluvionate. Il premier si e' recato poi in un villaggio turistico dove sono altri 190 sfollati. Le persone hanno elogiato il lavoro della protezione civile, delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco ma hanno chiesto di "non essere abbandonati" e di volere tornare presto nelle proprie abitazioni. Gli sfollati mentre ascoltavano le parole del presidente del Consiglio hanno applaudito per due volte. Con Berlusconi vi sono i ministri Matteoli e Prestigiacomo, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca.
Il nubifragio che si e' abbattuto sulla zona di Messina ''era stato previsto con anticipo: tutto era stato previsto, era stato previsto che si sarebbero verificato delle situazioni in queste zone. Avevamo dato avviso per tempo'', ha detto il premier, precisando pero' che ''poi la precipitazione e' stata ancora piu' intensa del previsto''. Berlusconi ha poi sottolineato che si e' comunque trattato di una ''emergenza idrogeologica eccezionale, che sarebbe sempre potuta accadere''.
Al momento sono 22 le vittime ufficiali dell'alluvione. Berlusconi ha spiegato che 13 sono state identificate e nove ancora no. "E temiamo - ha aggiunto - che ci siano circa 40 dispersi". Oggi sono state trovate altre vittime. Un corpo è stato estratto a Molino e altri 5 sono stati individuati a Giampilieri dove altre due vittime erano state recuperate nella notte.
CONTESTAZIONI PER IL PONTE SULLO STRETTO - Il presidente della Regione Raffele Lombardo all'arrivo in prefettura è stato contestato dal comitato "No ponte" e da alcuni cittadini che gli hanno gridato: "Ci sono voluti i morti per farvi venire a Messina". Un cartello compare tra la folla: "Non più vittime, vogliamo sicurezza. No a opere faraoniche". Lo ha realizzato Giuseppe Lanza, un bancario cinquantenne che vive a Giampilieri marina, la cui casa ha subito danni. "Non sono ideologicamente contrario al ponte - spiega - ma bisogna fare qualcosa per alleggerire i rischi. Mi pare che in questo momento l'idea del ponte sia davvero bizzarra".
NELLA NOTTE ALTRA FRANA - Nella notte e' caduta un'altra frana, sulla strada che collega Molino ad Altolia ed ha di nuovo ostruito la strada fra le due frazioni di Messina rimaste isolate per oltre 48 ore dopo il nubifragio di giovedì. E' invece libera la strada che da Giampilieri porta a Molino. Attualmente dunque solo Altolia è nuovamente isolata.
FAMILIARI, VOGLIAMO CORPI PER FUNERALI - I familiari di alcune vittime dell'alluvione chiedono la restituzione dei corpi dei parenti per poter celebrare i funerali. In obitorio stanno spiegando loro che senza autorizzazione i corpi non possono essere restituiti, considerato anche che è stata aperta un'inchiesta.

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