A Samoa oltre cento morti per lo tsunami
30 settembre, 19:29
BANGKOK - Almeno 75 morti accertati, centinaia di edifici crollati, migliaia di persone ancora sotto le macerie: quattro settimane dopo un altro potente sisma al largo dell'isola di Giava, la terra in Indonesia è tornata a tremare. Stavolta il terremoto si è verificato al largo di Padang, la principale città dell'isola di Sumatra, la più occidentale dell'arcipelago: una scossa di magnitudo 7,6 gradi Richter che - a poche ore dal maremoto che ha colpito le isole Samoa - ha fatto scattare anche un allarme tsunami, poi rientrato. Ma il bilancio delle vittime, con i soccorritori che faticano a raggiungere le aree più colpite, sembra destinato ad aumentare. Il sisma, verificatosi alle 17.16 locali (le 12.16 in Italia), ha avuto il suo epicentro nell'Oceano Indiano, a 50 km da Padang, ma è stato percepito nitidamente fino a Singapore, 440 km a nord-est, e a Kuala Lumpur, ancora più a nord.
Successivamente, una potente scossa di assestamento ha fatto registrare una magnitudo di 6,2 Richter, di poco inferiore a quella che lo scorso aprile colpì l'Abruzzo. A Padang, che conta poco meno di un milione di abitanti, testimoni hanno riferito di scene di panico, con numerosi focolai di incendi a causa dei cavi elettrici spezzati. La rottura delle tubature ha invece provocato allegamenti in varie zone della città. Gravissimi i danni alla rete dei trasporti. Il tetto dell'aeroporto cittadino Minangkabau è crollato e lo scalo, che collega Padang alla capitale Giakarta con 10 voli al giorno, è stato chiuso.
In città numerosi ponti sono parzialmente crollati. Tra gli edifici ridotti in macerie c'é anche l'ospedale Jalin. A causa dell'interruzione delle linee telefoniche, le autorità hanno avuto difficoltà a compilare una lista delle vittime, cresciuta con il passare delle ore. In serata, mentre a Padang è stata sospesa l'elettricità ed è calato il buio, il vicepresidente indonesiano, Jusuf Kalla, ha fornito l'ultimo bilancio di 75 vittime, aggiungendo che "migliaia di persone rimangono intrappolate" sotto gli edifici crollati. Il totale delle vittime potrebbe salire ulteriormente man mano che verrà fatta chiarezza sulla situazione a Pariaman, 78 km a nord-ovest di Padang, che ha subito anch'essa danni su larga scala. Secondo l'agenzia missionaria Misna, qui vi sarebbero non meno di 20 vittime, ma alcune fonti parlano già di oltre 75. Testimoni riferiscono di palazzi crollati e di un numero elevato, ma imprecisato, di persone sotto le macerie.
Nel frattempo, il ministero della Salute ha messo insieme squadre d'emergenza da inviare nelle due città colpite. Ma l' arrivo in zona dei soccorritori - una quarantina di medici, insieme a provviste di cibo e medicine - non è previsto prima di domani mattina. Padang non è nuova ai terremoti: l'ultimo sisma a provocare vittime (57 morti) si verificò nel marzo 2007. La città, che secondo gli esperti rischierebbe di venire cancellata da un sisma di elevata potenza, poggia proprio al di sopra dell'Anello (o Cintura) di fuoco del Pacifico, che si allunga per circa 40 mila km abbracciando per intero le coste dell'oceano Pacifico (tranne l'Antartide e l'Australia), e che viene colpita frequentemente da terremoti ed eruzioni vulcaniche. L'arcipelago indonesiano si sviluppa lungo questa faglia, tra le placca euro-asiatica e quella indo-australiana, ed è ad altissimo rischio sismico: lo scorso 2 settembre, un terremoto di magnitudo 7 aveva provocato 80 morti sulla costa meridionale dell'isola di Giava. Al largo di Sumatra si verificò anche il sisma di magnitudo 9,1 che il 26 dicembre 2004 causò il devastante tsumami nell'Oceano Indiano, provocando 230 mila morti in undici Paesi.
DEVASTATE LE SAMOA, IL MARE FA STRAGE
SYDNEY - Le onde assassine tornano a fare paura nel Pacifico. Uno tsunami ha devastato le Samoa, arrivando ad uccidere anche a Tonga. Le ondate sono state scatenate da un terremoto di magnitudo 8,0, registrato in mare, ad una profondità di appena 18 chilometri. Il sisma è stato seguito da altre tre scosse di magnitudo di almeno 5,6. Lo tsunami ha inondato e distrutto interi villaggi nell'arcipelago e causato ben oltre 100 morti. Ma è un bilancio ancora destinato ad aggravarsi: sono molte decine i dispersi, senza contare che il terremoto ha interrotto le linee di comunicazione con molti villaggi e con le isole minori. Persone e auto sono state trascinate in mare. A migliaia hanno cercato rifugio sui rilievi, dove trascorreranno la notte. Una serie di ondate alte fino a otto metri ha colpito la parte meridionale dell' arcipelago, diviso tra Samoa americane e Samoa occidentali (ex territorio tedesco amministrato dalla Nuova Zelanda dal 1914 fino all'indipendenza nel 1962) che hanno oltre 280 mila abitanti.
Al calar della notte, il bilancio ufficiale dei morti era di 113: nelle Samoa occidentali 84 secondo fonti ospedaliere, e 22 nelle Samoa americane secondo le autorità, mentre altre sette persone sono perite e tre disperse in un'isola dell'arcipelago di Tonga, Niuatoputato, la più vicina. Fra le vittime un bimbo britannico di due anni e una bambina australiana di sei. Morti anche un neozelandese e un'australiana che celebrava i suoi 50 anni con il marito, rimasto ferito. Altri sei australiani risultano dispersi e sette ricoverati in ospedale. Non si ha notizia, secondo le ambasciate d'Italia in Nuova Zelanda e in Australia, di cittadini italiani tra le vittime.
Ad essere duramente colpita è stata la costa meridionale dell'isola maggiore, Upoli, la più frequentata dai turisti, costellata di resort rimasti distrutti. "Sono viva per miracolo": ha raccontato Daniela Brussani, originaria di Roma, proprietaria del resort Iliili, distrutto dall'onda di tsunami. "Ero a letto quando, poco dopo l'alba, c'é stato un terremoto fortissimo. Mi sono alzata per fuggire, ma a malapena riuscivo a stare in piedi", ha detto la signora raggiunta telefonicamente dall'ANSA. Brussani ha sottolineato che non è scattato nessun allarme da parte delle autorità locali per mettere in guardia la popolazione: "Il governo ha fatto esercitazioni, promesso l'invio di sms di avviso ed il suono delle campane nelle chiese, ma non c'é stato nulla. I bambini sono morti mentre giocavano ignari sulle spiagge". "Non c'é stato tempo per mettersi in salvo, anche perché le spiagge colpite sono ai piedi di un'alta scogliera e bisogna camminare per due chilometri per raggiungere la strada e salire in luoghi più alti". Questa la testimonianza di Monalisa Punivalu, medico presso l'ospedale di Apia, rilasciata all'agenzia missionaria Misna. "Da stamattina abbiamo ricoverato 200 pazienti, di cui molti in condizioni serie ed alcuni hanno avuto bisogno di interventi chirurgici. Sono invece 82 le persone arrivate già senza vita".
Il premier Tuilaepa Sailele Malielegaoi si è detto "sotto shock" per la tragedia "inimmaginabile" che ha colpito l'arcipelago, spazzando via interi villaggi, compreso il suo. "Abbiamo perso tanto, tante persone sono scomparse", ha detto Malielegaoi, che appariva scosso e angosciato, partendo da Auckland in Nuova Zelanda per rientrare in patria. Nelle Samoa americane lo tsunami ha colpito l'unico Parco Nazionale Usa a sud dell'Equatore, dove decine di turisti e operatori risultano dispersi, e l'acqua ha inondato fino ad oltre un chilometro di terraferma. Il presidente Barack Obama ha dichiarato lo stato di calamità naturale nell'arcipelago, dove molte aree sono rimaste senza elettricità e acqua. Intanto l"Unione europea si è unita agli Usa e ad Australia e Nuova Zelanda, nel dare il via libera ai primi aiuti per le vittime, con 150 mila euro che saranno messi a disposizione della Croce Rossa internazionale per i bisogni essenziali della popolazione come acqua e medicine.
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mercoledì 30 settembre 2009
martedì 29 settembre 2009
I tormenti di Vasco Rossi
Notizia del 21 settembre 2009 - «Creativamente è un grande momento, è tutto il resto che è un casino: ho molte ansie e qualche angoscia. In un certo senso è un miracolo che io sia vivo, con tutte le sigarette che fumo e i tranquillanti che prendo». E il rocker arriva a mettere in forse
Altro che "voglio una vita esagerata", a 57 anni quella di Vasco Rossi sembra più che altro tormentata. Angoscia, ansia, sensazione di inadeguatezza: sono sintomi di un malessere che lui riconosce e che in un certo senso utilizza per fare musica. «Creativamente è un grande momento. Ho molte cose da dire, le canzoni vengono fuori quasi da sole. È tutto il resto che è un casino - ha raccontato il rocker emiliano in una lunga intervista a Tv Sorrisi e Canzoni -. Psicologicamente sono confuso, ho frequenti sbalzi di umore». Come ogni grande artista, il Blasco vive le sue emozioni molto profondamente, «Ho molte ansie e qualche angoscia», spiega, «La mia autostima, poi, è sottoterra. Non è che se migliaia di fan mi dicono che sono un dio poi io mi ci senta. Anzi: più me lo dicono, più mi sento male. Perché io lo so come sono fatto dentro. Il punto è che non esiste un solo Vasco. Dentro di me ne convivono almeno due, ma forse anche di più. Ed è una lotta continua tra le diverse personalità per il controllo delle mie azioni. Uno dei miei difetti peggiori è che cerco sempre di compiacere gli altri. Sono bravo, in questo. Ho spesso usato il mio desiderio di far contenta la gente per sedurre il pubblico dal palco. Qualcuno dirà che è un talento, ma per me non lo è. Vorrei essere duro e puro, forte. Sembro il più bravo di tutti e invece sono una frana».
Vasco Rossi è amatissimo dai suoi fan, che certo si allarmeranno di fronte a certe dichiarazioni. «In un certo senso è un miracolo che io sia vivo, con tutte le sigarette che fumo e i tranquillanti che prendo per stare calmo», dice. La migliore medicina in questo momento complicato? La musica. «Fosse per me, non andrei mai a dormire. Ogni mattina, quando riapro gli occhi, devo cominciare tutto da zero, mi tocca ricostruirmi completamente. Mi servono almeno due o tre ore. Meno male che c'è la musica. Suonare è un piacere fisico. E a me, poi, danno pure dei soldi. Ma certi giorni sento di essere al limite, sul punto di salutare tutti e salpare verso i mari del Sud. Magari la fine di questo tour io neppure la vedrò, la vedrà solo il pubblico. Incontro in giro dei ragazzi che mi dicono di aver comprato i biglietti per dei concerti che terrò tra un anno e a me vien da dire: "Non dovessi esserci io, voi andateci lo stesso. Trovatevi tra voi"».
Il tour internazionale "Europe Indoor" partirà il 6 ottobre da Pesaro (il 2 anteprima a Mantova aperta agli iscritti al Blasco Fan Club), debutto che sarà acompagnato dalla trasmissione in radio, a partire dal 25 settembre, di "Ad ogni costo", testo originale scritto dal rocker sulla musica di "Creep" dei Radiohead. «La considero - dice Vasco - una delle più belle musiche degli ultimi 15 anni, è così intensa e struggente che mi è venuta voglia di interpretarla con un testo mio». Dopo Pesaro, dove sono previsti quattro show, il tour proseguirà per Ancona (4 concerti) e Caserta (6 concerti). Nel 2010 l'Indoor si trasferirà a Milano, Torino, Londra, Bruxelles, Zurigo, Berlino, Barcellona, Bologna, Firenze. È la prima volta che in Italia vengono messi in vendita i biglietti di un tour con un anno di anticipo.
Altro che "voglio una vita esagerata", a 57 anni quella di Vasco Rossi sembra più che altro tormentata. Angoscia, ansia, sensazione di inadeguatezza: sono sintomi di un malessere che lui riconosce e che in un certo senso utilizza per fare musica. «Creativamente è un grande momento. Ho molte cose da dire, le canzoni vengono fuori quasi da sole. È tutto il resto che è un casino - ha raccontato il rocker emiliano in una lunga intervista a Tv Sorrisi e Canzoni -. Psicologicamente sono confuso, ho frequenti sbalzi di umore». Come ogni grande artista, il Blasco vive le sue emozioni molto profondamente, «Ho molte ansie e qualche angoscia», spiega, «La mia autostima, poi, è sottoterra. Non è che se migliaia di fan mi dicono che sono un dio poi io mi ci senta. Anzi: più me lo dicono, più mi sento male. Perché io lo so come sono fatto dentro. Il punto è che non esiste un solo Vasco. Dentro di me ne convivono almeno due, ma forse anche di più. Ed è una lotta continua tra le diverse personalità per il controllo delle mie azioni. Uno dei miei difetti peggiori è che cerco sempre di compiacere gli altri. Sono bravo, in questo. Ho spesso usato il mio desiderio di far contenta la gente per sedurre il pubblico dal palco. Qualcuno dirà che è un talento, ma per me non lo è. Vorrei essere duro e puro, forte. Sembro il più bravo di tutti e invece sono una frana».
Vasco Rossi è amatissimo dai suoi fan, che certo si allarmeranno di fronte a certe dichiarazioni. «In un certo senso è un miracolo che io sia vivo, con tutte le sigarette che fumo e i tranquillanti che prendo per stare calmo», dice. La migliore medicina in questo momento complicato? La musica. «Fosse per me, non andrei mai a dormire. Ogni mattina, quando riapro gli occhi, devo cominciare tutto da zero, mi tocca ricostruirmi completamente. Mi servono almeno due o tre ore. Meno male che c'è la musica. Suonare è un piacere fisico. E a me, poi, danno pure dei soldi. Ma certi giorni sento di essere al limite, sul punto di salutare tutti e salpare verso i mari del Sud. Magari la fine di questo tour io neppure la vedrò, la vedrà solo il pubblico. Incontro in giro dei ragazzi che mi dicono di aver comprato i biglietti per dei concerti che terrò tra un anno e a me vien da dire: "Non dovessi esserci io, voi andateci lo stesso. Trovatevi tra voi"».
Il tour internazionale "Europe Indoor" partirà il 6 ottobre da Pesaro (il 2 anteprima a Mantova aperta agli iscritti al Blasco Fan Club), debutto che sarà acompagnato dalla trasmissione in radio, a partire dal 25 settembre, di "Ad ogni costo", testo originale scritto dal rocker sulla musica di "Creep" dei Radiohead. «La considero - dice Vasco - una delle più belle musiche degli ultimi 15 anni, è così intensa e struggente che mi è venuta voglia di interpretarla con un testo mio». Dopo Pesaro, dove sono previsti quattro show, il tour proseguirà per Ancona (4 concerti) e Caserta (6 concerti). Nel 2010 l'Indoor si trasferirà a Milano, Torino, Londra, Bruxelles, Zurigo, Berlino, Barcellona, Bologna, Firenze. È la prima volta che in Italia vengono messi in vendita i biglietti di un tour con un anno di anticipo.
Incidente al wc per Lily
Notizia del 29 settembre 2009 - 16:00La Allen devastata da un attacco di mal di pancia, scappa dal palcoscenico per correre al bagno, ma...
Non si tratta di un gossip o di una voce di corridoio, di una testimonianza di un mebro del cast o di un ballerino. È la stessa protagonista dell'evento a raccontare l'accaduto, senza imbarazzo alcuno. Lei è Lily Allen, che da poco ha deciso di ritirarsi dal mondo della musica dopo averne fatte e dette di cotte e di crude (arrivò a sostenere che la cocaina non fa male e scoppiò a piangere in una crisi di nervidurante un concerto).
Alla domanda "qual è stata la tua peggiore esperienza da palcoscenico" la ragazza ha raccontato serafica di quella volta che ha dovuto cantare in preda a una diarrea fulminante, a causa di un'influenza intestinale. Ebbene sì. Queste le sue esatte parole: «La cosa peggiore mi è capitata a Seattle due anni fa; avevo la diarrea ma portai comunque avanti lo spettacolo, fino alla fine. Mi è scappata la cacca per tutta la durata del concerto. Alla fine sono corsa al bagno e una volta sulla tazza non riuscivo più a fermarmi. Il pubblico intanto gridava “Lily, Lily”, perché volevano che uscissi per un bis. Non me la sono sentita di mandare fuori qualcuno a dire: “Statevi zitti, Lily sta cagando!”, anche se quella in fondo era la pura verità». E non è la prima volta che Lily si libera davanti ai fan, lo ha fatto anche a Glasgow, dando di stomaco mentre firmava autografi.
Il bassista dei Green Day, Mike Dirnt, invece, è stato colto da un attacco di mal di fegato durante uno show e a furia di balzare su e già è accaduto il peggio: «Stavo saltando - racconta - ero ancora in aria quando ho sentito che non mi sarei potuto trattenere e ho vomitato sul palco». E siccome "the show must go on", gli hanno messo un secchio sul palco, che lui ha utilizzato una trentina di volte, per tutto il concerto.
Non si tratta di un gossip o di una voce di corridoio, di una testimonianza di un mebro del cast o di un ballerino. È la stessa protagonista dell'evento a raccontare l'accaduto, senza imbarazzo alcuno. Lei è Lily Allen, che da poco ha deciso di ritirarsi dal mondo della musica dopo averne fatte e dette di cotte e di crude (arrivò a sostenere che la cocaina non fa male e scoppiò a piangere in una crisi di nervidurante un concerto).
Alla domanda "qual è stata la tua peggiore esperienza da palcoscenico" la ragazza ha raccontato serafica di quella volta che ha dovuto cantare in preda a una diarrea fulminante, a causa di un'influenza intestinale. Ebbene sì. Queste le sue esatte parole: «La cosa peggiore mi è capitata a Seattle due anni fa; avevo la diarrea ma portai comunque avanti lo spettacolo, fino alla fine. Mi è scappata la cacca per tutta la durata del concerto. Alla fine sono corsa al bagno e una volta sulla tazza non riuscivo più a fermarmi. Il pubblico intanto gridava “Lily, Lily”, perché volevano che uscissi per un bis. Non me la sono sentita di mandare fuori qualcuno a dire: “Statevi zitti, Lily sta cagando!”, anche se quella in fondo era la pura verità». E non è la prima volta che Lily si libera davanti ai fan, lo ha fatto anche a Glasgow, dando di stomaco mentre firmava autografi.
Il bassista dei Green Day, Mike Dirnt, invece, è stato colto da un attacco di mal di fegato durante uno show e a furia di balzare su e già è accaduto il peggio: «Stavo saltando - racconta - ero ancora in aria quando ho sentito che non mi sarei potuto trattenere e ho vomitato sul palco». E siccome "the show must go on", gli hanno messo un secchio sul palco, che lui ha utilizzato una trentina di volte, per tutto il concerto.
Ragazza madre cerca chi l’ha messa incinta tramite YouTube
Curioso appello su YouTube: una bella mamma confessa di aver fatto sesso con uno sconosciuto, e lo cerca tramite il famoso portale di video mostrando sè e suo figlio. Sei per caso tu il papà?
Oramai siamo tutti collegati ogni giorno con i vari social network come Facebook, YouTube, oppure siamo spesso su internet a leggere le ultime notizie (o a vedere le notizie che la classica tv non da). E allora perchè non usarli per le richieste che in un primo momento possono sembrare strane ma che grazie ad internet possono trovare risposta? Questo nuovo filmato che circola su YouTube e su altri portali di video online mostra una (bella) mamma danese, bionda, con un bimbo in braccio, che fa outing e spiega che suo figlio è frutto di un incontro veloce in un pub in Danimarca (insomma, una botta e via, magari dopo aver bevuto troppo), dove lei è rimasta incinta. Lei non ricorda il nome del suo partner di quella notte, nè ovviamente il telefono o altro. Lui non sa di essere padre. Il frutto di quell’amore è nelle sue braccia, si chiama August, e la bella mamma fa diffondere il filmato e chiede se il tipo con cui è stata la sta guardando, e la riconosce, sappia che.. è padre! Oppure se qualche suo amico la riconosce.. Ecco il curioso appello:
Insomma, se hai fatto una notte di sesso in Danimarca con una bella bionda sconosciuta, dai un’occhiata a questo filmato, potresti scoprire di essere padre!
Oramai siamo tutti collegati ogni giorno con i vari social network come Facebook, YouTube, oppure siamo spesso su internet a leggere le ultime notizie (o a vedere le notizie che la classica tv non da). E allora perchè non usarli per le richieste che in un primo momento possono sembrare strane ma che grazie ad internet possono trovare risposta? Questo nuovo filmato che circola su YouTube e su altri portali di video online mostra una (bella) mamma danese, bionda, con un bimbo in braccio, che fa outing e spiega che suo figlio è frutto di un incontro veloce in un pub in Danimarca (insomma, una botta e via, magari dopo aver bevuto troppo), dove lei è rimasta incinta. Lei non ricorda il nome del suo partner di quella notte, nè ovviamente il telefono o altro. Lui non sa di essere padre. Il frutto di quell’amore è nelle sue braccia, si chiama August, e la bella mamma fa diffondere il filmato e chiede se il tipo con cui è stata la sta guardando, e la riconosce, sappia che.. è padre! Oppure se qualche suo amico la riconosce.. Ecco il curioso appello:
Insomma, se hai fatto una notte di sesso in Danimarca con una bella bionda sconosciuta, dai un’occhiata a questo filmato, potresti scoprire di essere padre!
lunedì 28 settembre 2009
MISS MAGLIETTA BAGNATA E' SEGRETARIA DI BORDIGHERA
ALASSIO (SAVONA) - Erika Buteri, 23 anni, segretaria d'azienda di Bordighera (Imperia), è stata eletta ieri sera 'Miss Maglietta Bagnata 2009'. La manifestazione si è svolta in piazza Partigiani ad Alassio. Erika Buteri, che succede a Floriana Pannella, è stata premiata dal vicesindaco Giovanni Aicardi e dall'assessore alla cultura e al turismo Monica Zioni.
Ventisette le concorrenti. Erika sarà protagonista del prossimo video del cantante Povia quindi parteciperà ad uno stage come veejay per Match Music canale della piattaforma digitale Sky.
Madrine dell'evento erano l'ex pornostar Selen e la vincitrice dell'edizione dello scorso anno Floriana Pannella, pornostar e volto della nuova piattaforma del digitale terrestre 'Dahlia tv'. A presentare le concorrenti sono stati i due inviati di Striscia la notizia Luca Galtieri e il Mago di Az.
Ventisette le concorrenti. Erika sarà protagonista del prossimo video del cantante Povia quindi parteciperà ad uno stage come veejay per Match Music canale della piattaforma digitale Sky.
Madrine dell'evento erano l'ex pornostar Selen e la vincitrice dell'edizione dello scorso anno Floriana Pannella, pornostar e volto della nuova piattaforma del digitale terrestre 'Dahlia tv'. A presentare le concorrenti sono stati i due inviati di Striscia la notizia Luca Galtieri e il Mago di Az.
IRAN: LANCIATI MISSILI A LUNGA GITTATA
TEHERAN - I Pasdaran iraniani hanno lanciato questa mattina un missile a lungo raggio Shahab-3 nell'ambito di manovre in corso da ieri. Lo Shahab-3, con una gittata di 2.000 chilometri, è potenzialmente in grado di raggiungere Israele. Lanciato con successo anche un missile a due stadi Sejil, che ha una portata di 2.000 chilometri. Lanciati oggi anche due missili a media portata.
Fonti dei Guardiani della rivoluzione citate dalla televisione iraniana hanno detto che il raggio d'azione dello Shahab-3 è compreso tra i 1.300 e i 2.000 chilometri. La televisione ha mostrato le immagini del lancio, da un luogo imprecisato nel deserto. Quando il missile si è alzato nel cielo, lasciando dietro di sé una lunga scia di fumo bianco, grida di 'Allah Akbar' (Dio è grande) si sono alzate dai militari presenti. Ieri, nell'ambito delle stesse manovre, erano stati testati missili a corto e a medio raggio. Lo scorso maggio l'Iran aveva detto di avere sperimentato con successo un altro vettore con una gittata di 2.000 chilometri, il Sejil-2. Il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qashqavi, ha detto che le manovre in corso "sono di routine e non hanno nulla a che vedere" con le tensioni sul programma nucleare della Repubblica islamica. Il potenziale militare testato nell'esercitazione, ha aggiunto il portavoce, ha solo un fine "deterrente".
IRAN: MISSILI POSSONO COLPIRE QUALSIASI PUNTO REGIONE - "Con i nostri missili possiamo prendere di mira ogni luogo della regione": lo ha detto oggi il comandante delle forze aeree dei Pasdaran iraniani, Hossein Salami, dopo manovre che hanno visto il lancio di due missili a lunga gittata potenzialmente in grado di raggiungere Israele. La risposta ad un eventuale attacco contro la Repubblica islamica sarà "distruttiva e tale da far pentire anche regimi incapaci e nel mezzo di una crisi", ha aggiunto Salami, citato dall'agenzia Fars, con riferimento ad Israele. I Guardiani della rivoluzione hanno lanciato oggi missili Sejil, a due stadi e alimentati con combustibile solido, con una gittata di 2.000 chilometri, e Shahab-3, con combustibile liquido e una gittata fra i 1.300 e i 2.000 chilometri. Il ministro della Difesa, Ahmad Vahidi, ha inoltre inaugurato un impianto per la produzione di combustibile solido per rifornire i missili.
Fonti dei Guardiani della rivoluzione citate dalla televisione iraniana hanno detto che il raggio d'azione dello Shahab-3 è compreso tra i 1.300 e i 2.000 chilometri. La televisione ha mostrato le immagini del lancio, da un luogo imprecisato nel deserto. Quando il missile si è alzato nel cielo, lasciando dietro di sé una lunga scia di fumo bianco, grida di 'Allah Akbar' (Dio è grande) si sono alzate dai militari presenti. Ieri, nell'ambito delle stesse manovre, erano stati testati missili a corto e a medio raggio. Lo scorso maggio l'Iran aveva detto di avere sperimentato con successo un altro vettore con una gittata di 2.000 chilometri, il Sejil-2. Il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qashqavi, ha detto che le manovre in corso "sono di routine e non hanno nulla a che vedere" con le tensioni sul programma nucleare della Repubblica islamica. Il potenziale militare testato nell'esercitazione, ha aggiunto il portavoce, ha solo un fine "deterrente".
IRAN: MISSILI POSSONO COLPIRE QUALSIASI PUNTO REGIONE - "Con i nostri missili possiamo prendere di mira ogni luogo della regione": lo ha detto oggi il comandante delle forze aeree dei Pasdaran iraniani, Hossein Salami, dopo manovre che hanno visto il lancio di due missili a lunga gittata potenzialmente in grado di raggiungere Israele. La risposta ad un eventuale attacco contro la Repubblica islamica sarà "distruttiva e tale da far pentire anche regimi incapaci e nel mezzo di una crisi", ha aggiunto Salami, citato dall'agenzia Fars, con riferimento ad Israele. I Guardiani della rivoluzione hanno lanciato oggi missili Sejil, a due stadi e alimentati con combustibile solido, con una gittata di 2.000 chilometri, e Shahab-3, con combustibile liquido e una gittata fra i 1.300 e i 2.000 chilometri. Il ministro della Difesa, Ahmad Vahidi, ha inoltre inaugurato un impianto per la produzione di combustibile solido per rifornire i missili.
domenica 27 settembre 2009
INCIDENTI STRADALI, STRAGE DI GIOVANI NEL WEEKEND
http://stores.shop.ebay.it/ripadidanilopattiROMA - Una corsa folle con una Ferrari rosso fuoco e poi distruzione e morte. Pochi istanti e sulla via Tiburtina, a Tivoli, una cittadina alle porte di Roma, é stata una strage, l'ennesima strage causata dall'alta velocità. La Ferrari che sbanda e invade la corsia opposta dove sopraggiungeva un'auto con cinque giovani e una moto con a bordo una coppia.
Un bilancio pesantissimo destinato ad aggravarsi con il passare delle ore: quattro morti, quattro feriti e due giovani donne in coma, tutte e due incinta ma una ha perso il bimbo nell'impatto violento che ha lasciato, in quel tratto di strada, un groviglio di lamiere che per ore è stato impossibile districare. Un bilancio a cui si aggiunge quello di altre 4 giovani vittime morte la notte scorsa sulle strade in diverse parti d'Italia.
Proprio dai resti delle auto, praticamente irriconoscibili, dell'incidente di Tivoli arrivano le prime ipotesi sulle cause del drammatico incidente avvenuto in un tratto di strada stretto e a doppio senso di circolazione, dove il limite di velocità è quello di 40 chilometri orari. Il quel tratto poco prima c'é una curva e, probabilmente, il conducente della Ferrari, ha perso il controllo del bolide che è diventato come un'ordigno lanciato sulla Fiat Punto e sulla Kawasaki. A morire sul colpo, intrappolati nei posti di guida delle auto, sono stati il conducente della Ferrari Giovanni Modesti di 43 anni e Mario Di Fausto, 21 anni, che era al volante della Fiat Punto. Poi, dopo aver lottato per ore tra la vita e la morte sono deceduti anche Mirko Solitari, 22 anni, che viaggiava sulla Fiat, e il motociclista, Antonio Gabriele Bianchi, 41 anni.
In coma Emily Dante, 20 anni, in stato di gravidanza. Mentre ha perso invece il bambino Alessia De Santis, 22 anni: era alla 20/ma settimana di gravidanza ed è attualmente ricoverata al Policlinico Umberto I. Nello scontro sono rimasti feriti l'unico passeggero della Ferrari Andrea Mosti, 41 anni, la moglie del motociclista, che viaggiava con lui, Lucia Trischetta, 48 anni, e il quinto passeggero della Fiat Punto ma le condizioni di questi ultimi non destano preoccupazioni. E la giornata di oggi, negli ospedali romani, è stata scandita dal doloroso via vai di parenti e amici di vittime e feriti. "Poteva andare ad uccidersi da solo e invece ha ucciso tanta altra gente", riesce a dire tra le lacrime la madre di Mirko Solitari.
"Mio figlio non doveva morire così, la sua ragazza aspettava un figlio, che se nascerà nascerà orfano. Su quella Ferrari c'era un folle, solo un pazzo poteva andare così veloce in quel tratto di strada". E attoniti sono i colleghi di Antonio Gabriele Bianchi, "lavorava alla Pirelli, nel settore informatico da diversi anni - raccontano alcuni colleghi che hanno affiancato i familiari e amici più stretti in ospedale - era una persona buona e generosa, molto prudente. In moto andava sempre piano perché sapeva che era pericoloso".
Altro incidente grave a Roma. Non andava veloce ma era ubriaca e non ha visto quella donna che attraversava sulle strisce pedonali il Lungotevere dell'Acquacetosa, a Roma, insieme alle due figlie di 12 e 4 anni e una loro amichetta. Le ha prese in pieno e ora la bambina più grande, che ha 12 anni, è ricoverata in gravi condizioni a causa di un trauma cranico. La ragazzina è stata operata d'urgenza e ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell'ospedale Gemelli e i medici avrebbero giudicato le sue condizioni preoccupanti. La prognosi é riservata. Non sono gravi, invece, le altre due bambine di 10 e quattro anni, ricoverate al Bambino Gesù. Non preoccupano neanche le ferite della madre falciata sulle strisce pedonali, la donna, che ha subito anche un forte choc è ricoverata in codice giallo all'ospedale Santo Spirito. Una denuncia e la patente ritirata per la donna di 65 anni che guidava in stato di ebbrezza. L'alcol test ha infatti stabilito che aveva nel sangue un tasso alcolemico di 1,10, il doppio rispetto al limite consentito. Secondo i primi accertamenti dei vigili urbani la donna, 65 anni, italiana ma nata in Etiopia, non andava a velocità sostenuta ma nonostante questo non si sarebbe accorta della madre con le due figlie e la loro amichetta che attraversavano la strada.
Il terribile incidente della scorsa notte riaccende i riflettori sulle stragi nel sabato sera, con 4 giovani morti nelle ultime ore. Nella capitale, sull'Aurelia, un 24enne ha perso la vita dopo che la sua auto si è ribaltata. A Fermo nelle Marche è morta una ragazza di 20 anni: stava tornando a casa, probabilmente le è stato fatale un colpo di sonno. Era il suo compleanno. Un altro giovane, 27 anni, è morto a Piacenza: l'auto si cui viaggiava si è schiantata contro un albero. E una 20enne è morta a Bologna, in un incidente in cui altri tre ragazzi sono rimasti feriti.
Due motociclisti, un uomo e una donna, sono morti in uno scontro frontale tra moto poco dopo le undici di questa mattina, sulla strada provinciale 1 Varese-Laveno all'altezza di Cocquio, un piccolo centro in provincia di Varese.
Un bilancio pesantissimo destinato ad aggravarsi con il passare delle ore: quattro morti, quattro feriti e due giovani donne in coma, tutte e due incinta ma una ha perso il bimbo nell'impatto violento che ha lasciato, in quel tratto di strada, un groviglio di lamiere che per ore è stato impossibile districare. Un bilancio a cui si aggiunge quello di altre 4 giovani vittime morte la notte scorsa sulle strade in diverse parti d'Italia.
Proprio dai resti delle auto, praticamente irriconoscibili, dell'incidente di Tivoli arrivano le prime ipotesi sulle cause del drammatico incidente avvenuto in un tratto di strada stretto e a doppio senso di circolazione, dove il limite di velocità è quello di 40 chilometri orari. Il quel tratto poco prima c'é una curva e, probabilmente, il conducente della Ferrari, ha perso il controllo del bolide che è diventato come un'ordigno lanciato sulla Fiat Punto e sulla Kawasaki. A morire sul colpo, intrappolati nei posti di guida delle auto, sono stati il conducente della Ferrari Giovanni Modesti di 43 anni e Mario Di Fausto, 21 anni, che era al volante della Fiat Punto. Poi, dopo aver lottato per ore tra la vita e la morte sono deceduti anche Mirko Solitari, 22 anni, che viaggiava sulla Fiat, e il motociclista, Antonio Gabriele Bianchi, 41 anni.
In coma Emily Dante, 20 anni, in stato di gravidanza. Mentre ha perso invece il bambino Alessia De Santis, 22 anni: era alla 20/ma settimana di gravidanza ed è attualmente ricoverata al Policlinico Umberto I. Nello scontro sono rimasti feriti l'unico passeggero della Ferrari Andrea Mosti, 41 anni, la moglie del motociclista, che viaggiava con lui, Lucia Trischetta, 48 anni, e il quinto passeggero della Fiat Punto ma le condizioni di questi ultimi non destano preoccupazioni. E la giornata di oggi, negli ospedali romani, è stata scandita dal doloroso via vai di parenti e amici di vittime e feriti. "Poteva andare ad uccidersi da solo e invece ha ucciso tanta altra gente", riesce a dire tra le lacrime la madre di Mirko Solitari.
"Mio figlio non doveva morire così, la sua ragazza aspettava un figlio, che se nascerà nascerà orfano. Su quella Ferrari c'era un folle, solo un pazzo poteva andare così veloce in quel tratto di strada". E attoniti sono i colleghi di Antonio Gabriele Bianchi, "lavorava alla Pirelli, nel settore informatico da diversi anni - raccontano alcuni colleghi che hanno affiancato i familiari e amici più stretti in ospedale - era una persona buona e generosa, molto prudente. In moto andava sempre piano perché sapeva che era pericoloso".
Altro incidente grave a Roma. Non andava veloce ma era ubriaca e non ha visto quella donna che attraversava sulle strisce pedonali il Lungotevere dell'Acquacetosa, a Roma, insieme alle due figlie di 12 e 4 anni e una loro amichetta. Le ha prese in pieno e ora la bambina più grande, che ha 12 anni, è ricoverata in gravi condizioni a causa di un trauma cranico. La ragazzina è stata operata d'urgenza e ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell'ospedale Gemelli e i medici avrebbero giudicato le sue condizioni preoccupanti. La prognosi é riservata. Non sono gravi, invece, le altre due bambine di 10 e quattro anni, ricoverate al Bambino Gesù. Non preoccupano neanche le ferite della madre falciata sulle strisce pedonali, la donna, che ha subito anche un forte choc è ricoverata in codice giallo all'ospedale Santo Spirito. Una denuncia e la patente ritirata per la donna di 65 anni che guidava in stato di ebbrezza. L'alcol test ha infatti stabilito che aveva nel sangue un tasso alcolemico di 1,10, il doppio rispetto al limite consentito. Secondo i primi accertamenti dei vigili urbani la donna, 65 anni, italiana ma nata in Etiopia, non andava a velocità sostenuta ma nonostante questo non si sarebbe accorta della madre con le due figlie e la loro amichetta che attraversavano la strada.
Il terribile incidente della scorsa notte riaccende i riflettori sulle stragi nel sabato sera, con 4 giovani morti nelle ultime ore. Nella capitale, sull'Aurelia, un 24enne ha perso la vita dopo che la sua auto si è ribaltata. A Fermo nelle Marche è morta una ragazza di 20 anni: stava tornando a casa, probabilmente le è stato fatale un colpo di sonno. Era il suo compleanno. Un altro giovane, 27 anni, è morto a Piacenza: l'auto si cui viaggiava si è schiantata contro un albero. E una 20enne è morta a Bologna, in un incidente in cui altri tre ragazzi sono rimasti feriti.
Due motociclisti, un uomo e una donna, sono morti in uno scontro frontale tra moto poco dopo le undici di questa mattina, sulla strada provinciale 1 Varese-Laveno all'altezza di Cocquio, un piccolo centro in provincia di Varese.
sabato 26 settembre 2009
venerdì 25 settembre 2009
TERRORISMO: NUOVO MESSAGGIO AUDIO BIN LADEN A EUROPEI
DUBAI - Osama Bin Laden ha diffuso via internet un nuovo messaggio audio, indirizzato ai popoli europei. Lo ha riferito oggi il Site, servizio statunitense specializzato nel monitoraggio dei siti estremisti islamici. Il Site spiega che il messaggio e' stato diffuso via Internet, oltre che nella versione in inglese, anche in una con sottotitoli in tedesco. In Germania domenica prossima si terranno le elezioni.
L'ultimo messaggio audio di Bin Laden era quello al popolo americano, diffuso il 14 settembre scorso, tre giorni dopo l'ottavo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001.
Nel nuovo messaggio audio diffuso su internet il leader di al Qaida, Osama bin Laden, intima ai Paesi europei di ritirare le loro truppe dall' Afghanistan. ''Non stiamo chiedendo niente di ingiusto. Siete voi (europei) che dovete mettere fine all'ingiustizia e ritirare i vostri soldati (dall'Afghanistan)'', dice la voce nel messaggio, sottotitolato in tedesco.
L'ultimo messaggio audio di Bin Laden era quello al popolo americano, diffuso il 14 settembre scorso, tre giorni dopo l'ottavo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001.
Nel nuovo messaggio audio diffuso su internet il leader di al Qaida, Osama bin Laden, intima ai Paesi europei di ritirare le loro truppe dall' Afghanistan. ''Non stiamo chiedendo niente di ingiusto. Siete voi (europei) che dovete mettere fine all'ingiustizia e ritirare i vostri soldati (dall'Afghanistan)'', dice la voce nel messaggio, sottotitolato in tedesco.
martedì 22 settembre 2009
lunedì 21 settembre 2009
F1: RADIATO BRIATORE, DUE ANNI A RENAULT
Una squalifica a vita in Formula 1 per Flavio Briatore e la minaccia di sospensione per due anni nel caso in cui la Renault commetta di nuovo infrazioni gravi. E' durissima la sentenza della Fia soprattutto nei confronti dell'ormai ex team principal della scuderia francese che aveva già deciso di lasciare la sua squadra per "salvarla" da sanzioni più pesanti.
E così è effettivamente successo: Briatore non potrà più mettere piede nel Circus, il suo direttore tecnico Pat Symonds non lo potrà fare per cinque anni, ma Alonso e l'attuale sostituto di Piquet Junior, Roman Grosjean, potranno continuare a correre. Sia Fernando Alonso, (non è coinvolto nella vicenda, recita il comunicato Fia) che Piquet Junior, a cui è stata concessa l'immunità per aver collaborato con la federazione, escono indenni dalla sentenza di Parigi. Tanto è costata a Briatore e alla Renault la vicenda del falso incidente nella notte di Singapore 2008 quando Alonso approfittò della situazione in pista in regime di safety car dopo il 'botto' di Piquet Junior passando in testa alla gara per aver rifornito prima di tutti poco prima dell'uscita del compagno di team. Le prime notizie sull'incidente del figlio di Nelson Piquet erano trapelate poco dopo la fine del Gran Premio di Spa il 30 agosto scorso con la conferma da parte della Fia dell'avvio di una indagine sul caso sollevato dalla televisione brasiliana Globo riguardo al Gp di Singapore, vinto proprio dalla Renault di Alonso.
MOSLEY: ABBIAMO ELIMINATO LE PERSONE RESPONSABILI "La Formula 1 esce piuttosto bene da questa vicenda, perché abbiamo dimostrato di aver eliminato le persone responsabili": questo il primo commento del presidente della Fia, Max Mosley, con i giornalisti dopo la decisione del Consiglio mondiale sul caso Piquet jr con la radiazione a vita di Flavio Briatore e la sospensione con la condizionale per due anni della scuderia Renault.
"COSPIRAZIONE PER INCIDENTE", ECCO SENTENZA FIA - Il Consiglio mondiale Fia ha stabilito che "i membri del team Renault di Formula 1 Flavio Briatore, Pat Symonds e Nelson Piquet jr hanno cospirato per provocare un incidente deliberatamente al Gran Premio di Singapore 2008": questo il punto chiave della sentenza pronunciata oggi a carico del team Renault e di alcuni suoi esponenti dal Consiglio della Federazione nazionale dell'automobile a Parigi. Il Consiglio, si legge ancora, "ritiene che le infrazioni Renault nel Gran Premio di Singapore 2008 siano state di una gravità senza precedenti. La Renault non soltanto ha compromesso l'integrità dello sport ma ha anche messo in pericolo la vita degli spettatori, dei funzionari, di altri concorrenti e dello stesso Nelson Piquet jr. Il Consiglio mondiale ritiene che violazioni di questa gravità meritino una squalifica a tempo indeterminato dal campionato del mondo Fia. Tuttavia, considerate le circostanze attenuanti e in particolare i passi intrapresi dalla Renault per identificare e assegnare la responsabilità delle violazioni all'interno del suo team e condannare le persone coinvolte, il Consiglio ha deciso di sospendere la Renault fino alla fine della stagione 2011. Il Consiglio renderà attiva questa squalifica se la Renault sarà trovata colpevole di un'altra violazione del genere durante questo periodo". Quanto alle persone coinvolte, il Consiglio "dichiara che il signor Briatore, per un periodo di tempo illimitato, non dovrà partecipare ad alcun evento internazionale, campionato, coppa, trofeo o altro in qualsiasi veste" e "non concederà alcuna licenza a nessun team o altra entità che dovesse ingaggiare Briatore in qualsiasi ruolo. Dà anche istruzione a tutti i funzionari persenti agli eventi Fia di non consentire a Briatore l'accesso a nessuna area sotto la giurisdizione Fia. Inoltre, non intende rinnovare nessuna licenza a piloti associati con Briatore o ad altra entità o persona che lo siano".
E così è effettivamente successo: Briatore non potrà più mettere piede nel Circus, il suo direttore tecnico Pat Symonds non lo potrà fare per cinque anni, ma Alonso e l'attuale sostituto di Piquet Junior, Roman Grosjean, potranno continuare a correre. Sia Fernando Alonso, (non è coinvolto nella vicenda, recita il comunicato Fia) che Piquet Junior, a cui è stata concessa l'immunità per aver collaborato con la federazione, escono indenni dalla sentenza di Parigi. Tanto è costata a Briatore e alla Renault la vicenda del falso incidente nella notte di Singapore 2008 quando Alonso approfittò della situazione in pista in regime di safety car dopo il 'botto' di Piquet Junior passando in testa alla gara per aver rifornito prima di tutti poco prima dell'uscita del compagno di team. Le prime notizie sull'incidente del figlio di Nelson Piquet erano trapelate poco dopo la fine del Gran Premio di Spa il 30 agosto scorso con la conferma da parte della Fia dell'avvio di una indagine sul caso sollevato dalla televisione brasiliana Globo riguardo al Gp di Singapore, vinto proprio dalla Renault di Alonso.
MOSLEY: ABBIAMO ELIMINATO LE PERSONE RESPONSABILI "La Formula 1 esce piuttosto bene da questa vicenda, perché abbiamo dimostrato di aver eliminato le persone responsabili": questo il primo commento del presidente della Fia, Max Mosley, con i giornalisti dopo la decisione del Consiglio mondiale sul caso Piquet jr con la radiazione a vita di Flavio Briatore e la sospensione con la condizionale per due anni della scuderia Renault.
"COSPIRAZIONE PER INCIDENTE", ECCO SENTENZA FIA - Il Consiglio mondiale Fia ha stabilito che "i membri del team Renault di Formula 1 Flavio Briatore, Pat Symonds e Nelson Piquet jr hanno cospirato per provocare un incidente deliberatamente al Gran Premio di Singapore 2008": questo il punto chiave della sentenza pronunciata oggi a carico del team Renault e di alcuni suoi esponenti dal Consiglio della Federazione nazionale dell'automobile a Parigi. Il Consiglio, si legge ancora, "ritiene che le infrazioni Renault nel Gran Premio di Singapore 2008 siano state di una gravità senza precedenti. La Renault non soltanto ha compromesso l'integrità dello sport ma ha anche messo in pericolo la vita degli spettatori, dei funzionari, di altri concorrenti e dello stesso Nelson Piquet jr. Il Consiglio mondiale ritiene che violazioni di questa gravità meritino una squalifica a tempo indeterminato dal campionato del mondo Fia. Tuttavia, considerate le circostanze attenuanti e in particolare i passi intrapresi dalla Renault per identificare e assegnare la responsabilità delle violazioni all'interno del suo team e condannare le persone coinvolte, il Consiglio ha deciso di sospendere la Renault fino alla fine della stagione 2011. Il Consiglio renderà attiva questa squalifica se la Renault sarà trovata colpevole di un'altra violazione del genere durante questo periodo". Quanto alle persone coinvolte, il Consiglio "dichiara che il signor Briatore, per un periodo di tempo illimitato, non dovrà partecipare ad alcun evento internazionale, campionato, coppa, trofeo o altro in qualsiasi veste" e "non concederà alcuna licenza a nessun team o altra entità che dovesse ingaggiare Briatore in qualsiasi ruolo. Dà anche istruzione a tutti i funzionari persenti agli eventi Fia di non consentire a Briatore l'accesso a nessuna area sotto la giurisdizione Fia. Inoltre, non intende rinnovare nessuna licenza a piloti associati con Briatore o ad altra entità o persona che lo siano".
giovedì 17 settembre 2009
ATTACCO CONTRO ITALIANI A KABUL, 6 MORTI E 4 FERITI
Sei militari italiani sono stati uccisi e quattro feriti in un attentato avvenuto nel pieno centro di Kabul, sulla Massoud Circle, la strada che conduce all'aeroporto della capitale afghana. Sia i morti che i feriti (questi ultimi non sarebbero in pericolo di vita) sono tutti del 186.o Reggimento Paracadutisti Folgore. Nell'attentato sono morti anche due afghani e oltre 30 civili sarebbero rimasti feriti.
Fonti della Difesa hanno reso noto i nomi dei sei militari italiani morti, le cui famiglie sono state avvisate. Si tratta del tenente Antonio Fortunato, originario di Lagonegro (Potenza); del primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; del primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nativo di Glarus (Svizzera); del primo caporal maggiore Massimiliano Randino, di Pagani (Salerno); del sergente maggiore Roberto Valente, di Napoli, e del primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto.
Decine di veicoli hanno preso fuoco. L'attacco è stato rivendicato dai talebani ed è stato fatto - hanno riferito fonti dei ribelli ad Al Jazira - "con lo scopo di dimostrare che nessuno può considerarsi al sicuro in Afghanistan". "Sui mezzi c'erano complessivamente 10 nostri soldati. Sei sono morti", ha confermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa intervenendo al Senato. I morti italiani sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati Lince. Due delle vittime tornavano dalla licenza. Secondo una prima ricostruzione della Difesa italiana, a provocare l'esplosione sarebbe stata un'autobomba. Due i mezzi militari - due veicoli blindati Lince - rimasti coinvolti.
L'auto, che secondo il ministro La Russa era ''era imbottita di almeno 150 kg di esplosivo'', è scoppiata al passaggio del primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo è morto e altri tre sono rimasti feriti. L'attentato è avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l'ambasciata Usa, il comando Isaf e l'aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere. Negli ultimi mesi, nonostante la massiccia presenza di forze armate internazionali, a Kabul si sono moltiplicati gli attacchi suicidi dei talebani. L'ultimo è stato l'8 settembre scorso, quando un'autobomba ha ucciso tre civili esplodendo davanti all'entrata della base aerea della Nato.
BOSSI, SPERO A NATALE TUTTI A CASA - ''Spero che a Natale possano venire tutti a casa'': lo ha detto il Ministro per le Riforme, Umberto Bossi, a Monfalcone (Gorizia), commentando la strage di militari italiani a Kabul. ''Quanto accaduto - ha aggiunto Bossi - significa che e' difficile esportare la democrazia''. Secondo Bossi, ''il tentativo di portare la democrazia in Afghanistan e' fallito''. ''Le missioni costano un sacco di soldi - ha aggiunto - e purtroppo anche delle vite umane. Questo e' sicuro. Io sono sempre dello stesso parere. A casa quanto prima''. Bossi ha annunciato che su questo tema ''si discutera' nel prossimo Consiglio dei Ministri''.
CASINI: BOSSI? E' UN IRRESPONSABILE - ''A Natale tutti a casa? Se davvero il ministro Bossi ha detto cosi', e' un irresponsabile''. Pier Ferdinando Casini risponde cosi', alla fine della seduta della Camera sulle comunicazioni del ministro della Difesa Ignazio La Russa, ai giornalisti che gli chiedono delle parole del leader della Lega sulla missione italiana in Afghanistan.
Fonti della Difesa hanno reso noto i nomi dei sei militari italiani morti, le cui famiglie sono state avvisate. Si tratta del tenente Antonio Fortunato, originario di Lagonegro (Potenza); del primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; del primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nativo di Glarus (Svizzera); del primo caporal maggiore Massimiliano Randino, di Pagani (Salerno); del sergente maggiore Roberto Valente, di Napoli, e del primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto.
Decine di veicoli hanno preso fuoco. L'attacco è stato rivendicato dai talebani ed è stato fatto - hanno riferito fonti dei ribelli ad Al Jazira - "con lo scopo di dimostrare che nessuno può considerarsi al sicuro in Afghanistan". "Sui mezzi c'erano complessivamente 10 nostri soldati. Sei sono morti", ha confermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa intervenendo al Senato. I morti italiani sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati Lince. Due delle vittime tornavano dalla licenza. Secondo una prima ricostruzione della Difesa italiana, a provocare l'esplosione sarebbe stata un'autobomba. Due i mezzi militari - due veicoli blindati Lince - rimasti coinvolti.
L'auto, che secondo il ministro La Russa era ''era imbottita di almeno 150 kg di esplosivo'', è scoppiata al passaggio del primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo è morto e altri tre sono rimasti feriti. L'attentato è avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l'ambasciata Usa, il comando Isaf e l'aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere. Negli ultimi mesi, nonostante la massiccia presenza di forze armate internazionali, a Kabul si sono moltiplicati gli attacchi suicidi dei talebani. L'ultimo è stato l'8 settembre scorso, quando un'autobomba ha ucciso tre civili esplodendo davanti all'entrata della base aerea della Nato.
BOSSI, SPERO A NATALE TUTTI A CASA - ''Spero che a Natale possano venire tutti a casa'': lo ha detto il Ministro per le Riforme, Umberto Bossi, a Monfalcone (Gorizia), commentando la strage di militari italiani a Kabul. ''Quanto accaduto - ha aggiunto Bossi - significa che e' difficile esportare la democrazia''. Secondo Bossi, ''il tentativo di portare la democrazia in Afghanistan e' fallito''. ''Le missioni costano un sacco di soldi - ha aggiunto - e purtroppo anche delle vite umane. Questo e' sicuro. Io sono sempre dello stesso parere. A casa quanto prima''. Bossi ha annunciato che su questo tema ''si discutera' nel prossimo Consiglio dei Ministri''.
CASINI: BOSSI? E' UN IRRESPONSABILE - ''A Natale tutti a casa? Se davvero il ministro Bossi ha detto cosi', e' un irresponsabile''. Pier Ferdinando Casini risponde cosi', alla fine della seduta della Camera sulle comunicazioni del ministro della Difesa Ignazio La Russa, ai giornalisti che gli chiedono delle parole del leader della Lega sulla missione italiana in Afghanistan.
mercoledì 16 settembre 2009
SANAA UCCISA PER UN SOGNO, INTEGRARSI. LE ACCUSE AL PADRE
MONTEREALE VALCELLINA - Uccisa per il suo sogno d'integrarsi. Sanaa Dafani voleva appartenere al mondo nel quale viveva. Voleva farlo nel modo migliore, lavorando e accettando la normalità della vita di quel Friuli che l'aveva accolta dopo la partenza dal sobborgo di Casablanca, dove era nata.
Le coltellate che ieri sera le hanno strappato la vita, in un bosco di Montereale Valcelllina (Pordenone), hanno ucciso anche quel sogno che lei coltivava con l'entusiasmo dei suoi 18 anni, proprio come fanno altre migliaia di giovani immigrati che sono nati o vivono in Italia. Per l'omicidio di Sanaa, nel carcere di Pordenone è rinchiuso il padre, El Ketawi Dafani, 45 anni, aiuto cuoco in un ristorante di Pordenone. E' accusato dell'omicidio della figlia, un delitto che molto probabilmente ha progettato e realizzato perché quella voglia di normalità della figlia, bella, moderna e simpatica a tutti, a lui, proprio non andava giù.
C'era poi la relazione che la ragazza aveva avviato con Massimo De Biasio, 31 anni, socio del ristorante Spia di Montereale Valcellina, dove la figlia lavorava. Anche quella relazione a El Ketawi Dafani e alla sua famiglia (moglie e altre due figlie, di quattro e dieci anni) non piaceva per niente: troppa differenza di età, troppe diversità di cultura, una religione troppo lontana dall'Islam. E c'era anche la decisione di Sanaa che da alcune settimane non viveva più a casa: era da un'amica a Fontanafredda (Pordenone), secondo il racconto della mamma; a casa di Massimo, secondo le testimonianze di alcuni amici.
Alla fine per El Ketawi Dafani, forse anche un po' stressato dai digiuni del Ramadam, è diventato tutto eccessivo. Ieri sera - secondo la ricostruzione dei Carabinieri - ha atteso la coppia sulla strada che portava al ristorante Spia; ha bloccato l'auto in una zona boscosa; ha accoltellato la figlia, l'ha inseguita nel bosco e l'ha colpita anche alla gola; ha ferito il fidanzato ed è poi fuggito. I Carabinieri della Compagnia di Sacile (Pordenone) non hanno impiegato molto a risalire a lui.
Un testimone ha visto una Ford Fiesta rossa allontanarsi dal luogo del delitto; ha dato ai Carabinieri alcuni numeri di targa che coincidono proprio con la Ford Fiesta rossa di El Ketawi Dafani. In casa sua, a Piezzo di Azzano Decimo (Pordenone), sono stati trovati degli abiti messi in ammollo, forse per cancellare le tracce di sangue. Un negoziante di Montereale Valcellina ha detto che ieri mattina El Ketawi Dafani aveva acquistato un grosso coltello da cucina, che i Carabinieri non hanno trovato, proprio come l'arma del delitto. E poi, Massimo, ancora sanguinante, accanto a Sanaa morente, al primo soccorritore che é arrivato l'ha detto chiaramente: "E' stato il papà di Sanaa".
Dalla tragedia di Sanaa è venuto anche il monito per la politica. "E' un delitto orribile, disumano, inconcepibile, frutto di una assurda guerra di religione che è arrivata fin dentro le nostre case", ha detto il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, che come la Regione Friuli Venezia Giulia si costituirà parte civile nel processo. "Casi terribili come questi - ha aggiunto - ci inducono a proseguire la strada del 'modello italiano' nell'integrazione degli immigrati: ciascuno, in Italia, deve avere il diritto di professare la propria fede come crede, ma - ha concluso - il Paese può accettarlo soltanto se questa è rispettosa dei diritti umani, compreso quelli delle donne, e delle leggi dello Stato".
Le coltellate che ieri sera le hanno strappato la vita, in un bosco di Montereale Valcelllina (Pordenone), hanno ucciso anche quel sogno che lei coltivava con l'entusiasmo dei suoi 18 anni, proprio come fanno altre migliaia di giovani immigrati che sono nati o vivono in Italia. Per l'omicidio di Sanaa, nel carcere di Pordenone è rinchiuso il padre, El Ketawi Dafani, 45 anni, aiuto cuoco in un ristorante di Pordenone. E' accusato dell'omicidio della figlia, un delitto che molto probabilmente ha progettato e realizzato perché quella voglia di normalità della figlia, bella, moderna e simpatica a tutti, a lui, proprio non andava giù.
C'era poi la relazione che la ragazza aveva avviato con Massimo De Biasio, 31 anni, socio del ristorante Spia di Montereale Valcellina, dove la figlia lavorava. Anche quella relazione a El Ketawi Dafani e alla sua famiglia (moglie e altre due figlie, di quattro e dieci anni) non piaceva per niente: troppa differenza di età, troppe diversità di cultura, una religione troppo lontana dall'Islam. E c'era anche la decisione di Sanaa che da alcune settimane non viveva più a casa: era da un'amica a Fontanafredda (Pordenone), secondo il racconto della mamma; a casa di Massimo, secondo le testimonianze di alcuni amici.
Alla fine per El Ketawi Dafani, forse anche un po' stressato dai digiuni del Ramadam, è diventato tutto eccessivo. Ieri sera - secondo la ricostruzione dei Carabinieri - ha atteso la coppia sulla strada che portava al ristorante Spia; ha bloccato l'auto in una zona boscosa; ha accoltellato la figlia, l'ha inseguita nel bosco e l'ha colpita anche alla gola; ha ferito il fidanzato ed è poi fuggito. I Carabinieri della Compagnia di Sacile (Pordenone) non hanno impiegato molto a risalire a lui.
Un testimone ha visto una Ford Fiesta rossa allontanarsi dal luogo del delitto; ha dato ai Carabinieri alcuni numeri di targa che coincidono proprio con la Ford Fiesta rossa di El Ketawi Dafani. In casa sua, a Piezzo di Azzano Decimo (Pordenone), sono stati trovati degli abiti messi in ammollo, forse per cancellare le tracce di sangue. Un negoziante di Montereale Valcellina ha detto che ieri mattina El Ketawi Dafani aveva acquistato un grosso coltello da cucina, che i Carabinieri non hanno trovato, proprio come l'arma del delitto. E poi, Massimo, ancora sanguinante, accanto a Sanaa morente, al primo soccorritore che é arrivato l'ha detto chiaramente: "E' stato il papà di Sanaa".
Dalla tragedia di Sanaa è venuto anche il monito per la politica. "E' un delitto orribile, disumano, inconcepibile, frutto di una assurda guerra di religione che è arrivata fin dentro le nostre case", ha detto il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, che come la Regione Friuli Venezia Giulia si costituirà parte civile nel processo. "Casi terribili come questi - ha aggiunto - ci inducono a proseguire la strada del 'modello italiano' nell'integrazione degli immigrati: ciascuno, in Italia, deve avere il diritto di professare la propria fede come crede, ma - ha concluso - il Paese può accettarlo soltanto se questa è rispettosa dei diritti umani, compreso quelli delle donne, e delle leggi dello Stato".
OKTOBERFEST: BIONDA PIU' CARA, MA L'OFFERTA NON DELUDE
BERLINO - L'edizione 2009 dell' intramontabile Oktoberfest potrebbe riservare un piccolo choc ai tedeschi, ma per i milioni di visitatori - soprattutto quelli europei - sarà una vera mecca: un litro di birra costerà quest'anno una media di 8,44 euro, il 3,8% in più sul 2008, ma notevolmente meno rispetto ai prezzi di molti Paesi europei, Italia inclusa.
Quanto all'offerta, anche quest'anno, oltre alle 'bionde' tradizionali, ci saranno quelle meno ortodosse, come la 'Erotik Bier' del mastro birraio Juergen Hopf, che promette di regalare alla città di Monaco un record meno pubblicizzato dei soliti primati sui consumi di birra e bovini interi: quello delle vendite di preservativi. Monaco di Baviera ospiterà la sua 176/ma edizione dell'Oktoberfest da sabato prossimo al 4 ottobre. Nonostante l'aumento di prezzo di quasi il 4%, per gli italiani - secondo la società di consulenza Eca International - un litro di birra costerà in media il 13% in meno rispetto ai prezzi sul mercato nazionale. I norvegesi, da parte loro, risparmieranno il 50%, mentre i francesi il 36% e gli svizzeri il 25%. Gran parte dei visitatori della Oktoberfest arriva in genere dagli Stati Uniti e dal Giappone: gli americani, anche a causa del dollaro debole, pagheranno circa il 5% in più, ma i giapponesi dovrebbero risparmiare il 40%.
Non tutti saranno così fortunati. Non i sudafricani, che spenderanno il triplo per il classico boccale da un litro, né gli australiani ed i neozelandesi, che saranno costretti a sborsare il 40% in più. Intanto, Hopf si prepara a partire alla volta di Monaco da Schoenbrunn, un piccolo villaggio tra le montagne bavaresi. Il mastro birrario ha già presentato la sua birra 'erotica' qualche anno fa in Italia e adesso - dopo un crescente successo in Germania - punta ad espandersi in Europa. Hopf non rivela il segreto della bevanda afrodisiaca, ma secondo la stampa tedesca la sua birra funziona a tal punto da fare concorrenza al Viagra. A tutto vantaggio, probabilmente, delle farmacie di Monaco, che l'anno scorso - complice il maltempo - hanno venduto ben 1,5 milioni di preservativi in 16 giorni, il 21% in più rispetto a tutto il mese di agosto.
Quanto all'offerta, anche quest'anno, oltre alle 'bionde' tradizionali, ci saranno quelle meno ortodosse, come la 'Erotik Bier' del mastro birraio Juergen Hopf, che promette di regalare alla città di Monaco un record meno pubblicizzato dei soliti primati sui consumi di birra e bovini interi: quello delle vendite di preservativi. Monaco di Baviera ospiterà la sua 176/ma edizione dell'Oktoberfest da sabato prossimo al 4 ottobre. Nonostante l'aumento di prezzo di quasi il 4%, per gli italiani - secondo la società di consulenza Eca International - un litro di birra costerà in media il 13% in meno rispetto ai prezzi sul mercato nazionale. I norvegesi, da parte loro, risparmieranno il 50%, mentre i francesi il 36% e gli svizzeri il 25%. Gran parte dei visitatori della Oktoberfest arriva in genere dagli Stati Uniti e dal Giappone: gli americani, anche a causa del dollaro debole, pagheranno circa il 5% in più, ma i giapponesi dovrebbero risparmiare il 40%.
Non tutti saranno così fortunati. Non i sudafricani, che spenderanno il triplo per il classico boccale da un litro, né gli australiani ed i neozelandesi, che saranno costretti a sborsare il 40% in più. Intanto, Hopf si prepara a partire alla volta di Monaco da Schoenbrunn, un piccolo villaggio tra le montagne bavaresi. Il mastro birrario ha già presentato la sua birra 'erotica' qualche anno fa in Italia e adesso - dopo un crescente successo in Germania - punta ad espandersi in Europa. Hopf non rivela il segreto della bevanda afrodisiaca, ma secondo la stampa tedesca la sua birra funziona a tal punto da fare concorrenza al Viagra. A tutto vantaggio, probabilmente, delle farmacie di Monaco, che l'anno scorso - complice il maltempo - hanno venduto ben 1,5 milioni di preservativi in 16 giorni, il 21% in più rispetto a tutto il mese di agosto.
martedì 15 settembre 2009
Los Angeles, è morto Patrick Swayze
Il protagonista di Dirty Dancing aveva 57 anni. Nel 2008 aveva scoperto di avere un cancro al pancreas
LOS ANGELES- Un altro lutto colpisce Hollywood. Patrick Swayze è morto a 57 anni. Il protagonista, tra l'altro, di Dirty dancing e Ghost aveva un cancro al pancreas diagnosticato nel gennaio del 2008. L'attore ha sempre cercato di lavorare, nonostante la malattia.
LA CARRIERA- Nato e cresciuto in Texas, Swayze aveva cominciato la sua carriera come ballerino. E per più di 40 anni è riuscito a lavorare. Sul grande schermo debutta nel 1979 con Skatetown, Usa. Il successo e la scalata nel mondo di Hollywood è arrivata nel 1987 con il ruolo Johnny Castle, il capo animatore di un villaggio e maestro di ballo. Dirty Dancing diventa una dei film più visti di tutti i tempi. Il successo viene consolidato da Ghost, dove recita affianco a Demi Moore. Poi Point Break e La città della Gioia. Nel 1991 è stato eletto l'uomo più sexy dell'anno dalla rivista americana People. Una carriera lunga e piena si successi.
LA MALATTIA- Patrick Swayze aveva annunciato nel marzo del 2008 che soffriva di una forma avanzata di cancro del pancreas. Era stato ricoverato in ospedale in gennaio per una polmonite e i medici hanno scoperto il tumore. Il cancro del pancreas è uno dei tumori più letali con soltanto un malato su dieci che riesce a sopravvivere a cinque anni dalla diagnosi. Inoltre si estende rapidamente agli altri organi, cio che in numerosi casi lo rende inoperabile.
LOS ANGELES- Un altro lutto colpisce Hollywood. Patrick Swayze è morto a 57 anni. Il protagonista, tra l'altro, di Dirty dancing e Ghost aveva un cancro al pancreas diagnosticato nel gennaio del 2008. L'attore ha sempre cercato di lavorare, nonostante la malattia.
LA CARRIERA- Nato e cresciuto in Texas, Swayze aveva cominciato la sua carriera come ballerino. E per più di 40 anni è riuscito a lavorare. Sul grande schermo debutta nel 1979 con Skatetown, Usa. Il successo e la scalata nel mondo di Hollywood è arrivata nel 1987 con il ruolo Johnny Castle, il capo animatore di un villaggio e maestro di ballo. Dirty Dancing diventa una dei film più visti di tutti i tempi. Il successo viene consolidato da Ghost, dove recita affianco a Demi Moore. Poi Point Break e La città della Gioia. Nel 1991 è stato eletto l'uomo più sexy dell'anno dalla rivista americana People. Una carriera lunga e piena si successi.
LA MALATTIA- Patrick Swayze aveva annunciato nel marzo del 2008 che soffriva di una forma avanzata di cancro del pancreas. Era stato ricoverato in ospedale in gennaio per una polmonite e i medici hanno scoperto il tumore. Il cancro del pancreas è uno dei tumori più letali con soltanto un malato su dieci che riesce a sopravvivere a cinque anni dalla diagnosi. Inoltre si estende rapidamente agli altri organi, cio che in numerosi casi lo rende inoperabile.
domenica 13 settembre 2009
Bimbo 3 anni picchiato, due arresti
La coppia avrebbe seviziato ripetutamente il piccolo
LECCE, 12 SET - Una donna e il suo compagno sono stati arrestati per aver picchiato e maltrattato il figlio di lei, di 3 anni. Secondo i carabinieri i due, entrambi di 29 anni, hanno causato gravi sofferenze psichiche e fisiche al piccolo. E' avvenuto a Gallipoli; le accuse sono lesioni personali gravissime e maltrattamenti. Il piccolo, sottoposto a continue sevizie, ora e' in condizioni di salute buone. L'indagine e' cominciata dopo la denuncia di uno zio del bambino.
LECCE, 12 SET - Una donna e il suo compagno sono stati arrestati per aver picchiato e maltrattato il figlio di lei, di 3 anni. Secondo i carabinieri i due, entrambi di 29 anni, hanno causato gravi sofferenze psichiche e fisiche al piccolo. E' avvenuto a Gallipoli; le accuse sono lesioni personali gravissime e maltrattamenti. Il piccolo, sottoposto a continue sevizie, ora e' in condizioni di salute buone. L'indagine e' cominciata dopo la denuncia di uno zio del bambino.
Mike Bongiorno: i funerali al Duomo di Milano
L’Italia ha detto addio a Mike Bongiorno. Nel Duomo di Milano i parenti, gli amici, le alte cariche dello stato e del comune, ma soprattutto tanta, tantissima gente comune, ha voluto dare il suo ultimo saluto al grande presentatore italiano: ecco le immagini delle esequie di Mike Bongiorno.
La gente ha cominciato ad affollare piazza del Duomo a Milano a partire dalle 8,30, portando con se’ anche cartelloni e striscioni per salutare e dimostrare il proprio affetto al grande presentatore italiano. Sono arrivati con due ore di anticipo e si sono disposti in modo ordinato, per poterlo vedere un’ultima volta: si parla di almeno 10mila persone.
Alla cerimonia, presieduta da Monsignor Erminio De Scalzi, il vescovo ausiliario di Milano, hanno presenziato i famigliari, la moglie Daniela e i figli Michele, Nicolo’, Leonardo, gli amici di sempre, come Fiorello, Pippo Baudo, Fabio Fazio, oltre che le autorita’, dal premier Silvio Berlusconi al sindaco di Milano Letizia Moratti.
Tanti i personaggi del piccolo schermo presenti, come Massimo Boldi, Cristina Parodi e il marito Giorgio Gori, Roberta Capua, Susanna Messaggio, il mitico “Signor No”, Gerry Scotti, Iva Zanicchi Renzo Arbore, Alba Parietti e molti altri ancora.
“Era un uomo felice di vivere, sposo e padre affettuoso, suscitava amicizia, ero uno spirito retto, preoccupato che la televisione non fosse più in grado di assolvere soprattutto un compito educativo e si lasciasse invece andare a una deriva dominata dal cattivo gusto“. Noi vogliamo salutarlo con queste parole, pronunciate durante l’omelia: “Oggi con l’affetto di innumerevoli persone consegniamo questo fratello nelle mani di Dio: è lì la vera e indefettibile felicità compresa, io penso, quella che lui chiamava allegria“.
Addio Mike!
La gente ha cominciato ad affollare piazza del Duomo a Milano a partire dalle 8,30, portando con se’ anche cartelloni e striscioni per salutare e dimostrare il proprio affetto al grande presentatore italiano. Sono arrivati con due ore di anticipo e si sono disposti in modo ordinato, per poterlo vedere un’ultima volta: si parla di almeno 10mila persone.
Alla cerimonia, presieduta da Monsignor Erminio De Scalzi, il vescovo ausiliario di Milano, hanno presenziato i famigliari, la moglie Daniela e i figli Michele, Nicolo’, Leonardo, gli amici di sempre, come Fiorello, Pippo Baudo, Fabio Fazio, oltre che le autorita’, dal premier Silvio Berlusconi al sindaco di Milano Letizia Moratti.
Tanti i personaggi del piccolo schermo presenti, come Massimo Boldi, Cristina Parodi e il marito Giorgio Gori, Roberta Capua, Susanna Messaggio, il mitico “Signor No”, Gerry Scotti, Iva Zanicchi Renzo Arbore, Alba Parietti e molti altri ancora.
“Era un uomo felice di vivere, sposo e padre affettuoso, suscitava amicizia, ero uno spirito retto, preoccupato che la televisione non fosse più in grado di assolvere soprattutto un compito educativo e si lasciasse invece andare a una deriva dominata dal cattivo gusto“. Noi vogliamo salutarlo con queste parole, pronunciate durante l’omelia: “Oggi con l’affetto di innumerevoli persone consegniamo questo fratello nelle mani di Dio: è lì la vera e indefettibile felicità compresa, io penso, quella che lui chiamava allegria“.
Addio Mike!
venerdì 11 settembre 2009
L'orrore dell'11 settembre nel silenzio di Obama: "Siamo tutti newyorchesi"
New York - Gli Stati Uniti non dimenticano. Ricordano guardando al futuro. Fanno memoriale della tragedia per cambiare il presente. Il volto triste, la mano ferma sul cuore e lo sguardo fisso nel vuoto: il presidente americano, Barack Obama, ha guidato con la moglie Michelle al fianco il minuto di silenzio per le quasi tremila vittime degli attentati dell’11 settembre 2001. Il suono della tromba ha echeggiato nei giardini della Casa Bianca alla stessa ora in cui il primo aereo dirottato si schiantava contro una delle Torri Gemelle. "Gli anni che passano non diminuiscono la pena - ha detto il presidente Obama - oggi siamo tutti newyorchesi".
Un futuro che faceva paura "Ricordando un futuro di cui molti hanno (ancora) paura", è il titolo del New York Times, secondo il quale all’indomani degli attacchi dell’11 settembre, molti newyorkesi vedevano un futuro cupo, che non è ancora stato superato. Sull’onda dell’emozione e del cordoglio seguiti agli attentati dell’11 settembre del 2001, con le rovine delle Torri Gemelle ancora fumanti e i soccorritori all’opera per estrarre i corpi dalle macerie, i leader americani, dall’allora sindaco di New York Rudolph Giuliani all’ex presidente George W. Bush, promisero solennemente che il World Trade Center sarebbe stato ricostruito più bello e più grande di prima. Ma a otto anni da quella strage che ha segnato in maniera irreversibile la storia dell’Occidente, quelle parole di orgoglio e di speranza che già ridisegnavano nell’aria le torri simbolo della Grande Mela e dell’America tutta sembrano essere solo una bella favola.
Il discorso di Obama "Ogni anno in questo giorno siamo tutti newyorchesi", ha detto Obama rivolgendosi alla città di New York in un messaggio in ricordo degli attentati dell’11 settembre 2001. "Otto anni fa in un normale martedì mattina, morirono circa tremila persone nel più sanguinoso attacco mai avvenuto in territorio americano - ha scritto Obama - è stato un evento che ha cambiato per sempre la vita di questa città. Una tragedia che ha marchiato a fuoco e per sempre il nostro Paese. Ogni anno in questo giorno noi siamo tutti newyorkesi". Nel messaggio Obama ha ricordato poi che "come presidente, il mio primo pensiero è la sicurezza del popolo americano. È il primo pensiero con cui mi sveglio al mattino, l’ultimo pensiero con cui vado a dormire. Questa responsabilità è il cuore delle politiche che la mia amministrazione sta portando avanti". "Nessuno può garantire che non ci sarà più un altro attacco. Ma quello che io posso garantire è che noi faremo ogni cosa in nostro potere per ridurre la probabilità di un attacco, e non esiteremo a fare ciò che è necessario per difendere l’America".
La discussa ricostruzione Un sondaggio della Quinnipiac University condotto il mese scorso suggerisce che più della metà dei newyorchesi è convinta che la ricostruzione proceda male. Il sessanta per cento non crede che la Freedom Tower, alta 1.776 piedi in memoria delle 1.776 vittime del Wtc, sarà costruita entro i termini previsti. Garbugli politici, complicazioni nella realizzazione e la recessione economica hanno allungato i tempi e gonfiato i costi. Ora per la Freedom Tower e l’hub dei trasporti (che collegherà Ground Zero al sistema metropolitano di New York) si stima che i lavori saranno completati tra il 2011 e il 2014.
Un futuro che faceva paura "Ricordando un futuro di cui molti hanno (ancora) paura", è il titolo del New York Times, secondo il quale all’indomani degli attacchi dell’11 settembre, molti newyorkesi vedevano un futuro cupo, che non è ancora stato superato. Sull’onda dell’emozione e del cordoglio seguiti agli attentati dell’11 settembre del 2001, con le rovine delle Torri Gemelle ancora fumanti e i soccorritori all’opera per estrarre i corpi dalle macerie, i leader americani, dall’allora sindaco di New York Rudolph Giuliani all’ex presidente George W. Bush, promisero solennemente che il World Trade Center sarebbe stato ricostruito più bello e più grande di prima. Ma a otto anni da quella strage che ha segnato in maniera irreversibile la storia dell’Occidente, quelle parole di orgoglio e di speranza che già ridisegnavano nell’aria le torri simbolo della Grande Mela e dell’America tutta sembrano essere solo una bella favola.
Il discorso di Obama "Ogni anno in questo giorno siamo tutti newyorchesi", ha detto Obama rivolgendosi alla città di New York in un messaggio in ricordo degli attentati dell’11 settembre 2001. "Otto anni fa in un normale martedì mattina, morirono circa tremila persone nel più sanguinoso attacco mai avvenuto in territorio americano - ha scritto Obama - è stato un evento che ha cambiato per sempre la vita di questa città. Una tragedia che ha marchiato a fuoco e per sempre il nostro Paese. Ogni anno in questo giorno noi siamo tutti newyorkesi". Nel messaggio Obama ha ricordato poi che "come presidente, il mio primo pensiero è la sicurezza del popolo americano. È il primo pensiero con cui mi sveglio al mattino, l’ultimo pensiero con cui vado a dormire. Questa responsabilità è il cuore delle politiche che la mia amministrazione sta portando avanti". "Nessuno può garantire che non ci sarà più un altro attacco. Ma quello che io posso garantire è che noi faremo ogni cosa in nostro potere per ridurre la probabilità di un attacco, e non esiteremo a fare ciò che è necessario per difendere l’America".
La discussa ricostruzione Un sondaggio della Quinnipiac University condotto il mese scorso suggerisce che più della metà dei newyorchesi è convinta che la ricostruzione proceda male. Il sessanta per cento non crede che la Freedom Tower, alta 1.776 piedi in memoria delle 1.776 vittime del Wtc, sarà costruita entro i termini previsti. Garbugli politici, complicazioni nella realizzazione e la recessione economica hanno allungato i tempi e gonfiato i costi. Ora per la Freedom Tower e l’hub dei trasporti (che collegherà Ground Zero al sistema metropolitano di New York) si stima che i lavori saranno completati tra il 2011 e il 2014.
Firenze, calci e pugni contro un gay
Picchiato davanti a un bar per omosessuali. Ha gli zigomi e il naso fratturati
L'Arcigay: "Non dobbiamo aver paura. Serve isolare le frange violente"
FIRENZE - Era il giorno della manifestazione contro l'omofobia organizzata sull'Arno a Firenze. Nella notte, davanti ad un bar per gay, due giovani hanno pestato a sangue un omosessuale di 26 anni. "Brutto frocio - gli hanno gridato - prendi queste". E a suon di pugni, gli hanno fratturato entrambi gli zigomi e il naso.
E' accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì ma solo oggi l'Arcigay di Firenze ha reso pubblica la denuncia. "I genitori del ragazzo ferito non sapevano che il figlio era omosessuale. Ora però le cose sono chiare e abbiamo incaricato i nostri legali di presentare denuncia alla polizia". Ricoverato in ospedale, il giovane picchiato è stato operato mentre gli agenti hanno sequestrato i filmati ripresi dalle telecamere fisse vicino al locale in piazza Salvemini dove è avvenuta l'aggressione nella speranza di recuperare immagini utili per l'indagine.
"Quella sera - spiegano all'Arcigay Giglio Rosa - il nostro amico era in locale per omosessuali. Ha attaccato discorso con due giovani ma quelli l'hanno apostrofato con male parole. Brutto finocchio. Noi siamo etero, gli hanno detto. Il padrone del locale ha preferito buttare fuori quei due che però hanno giurato vendetta e all'uscita dal bar, alle tre di notte, hanno aggredito il nostro amico".
"Bisogna isolare le frange violente della città", dice l'Arcigay, e chiede "a tutta gli iscritti di non avere paura", ma gli omosessuali sono spaventati. Troppi episodi di intolleranza verso i gay in questi giorni per non credere in una recrudescenza omofoba. A Roma, dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale e le bombe incendiarie sul portone del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, nella Gay Street della Capitale una settimana fa sono state lanciate due bombe carta contro un bar gay.
L'Arcigay: "Non dobbiamo aver paura. Serve isolare le frange violente"
FIRENZE - Era il giorno della manifestazione contro l'omofobia organizzata sull'Arno a Firenze. Nella notte, davanti ad un bar per gay, due giovani hanno pestato a sangue un omosessuale di 26 anni. "Brutto frocio - gli hanno gridato - prendi queste". E a suon di pugni, gli hanno fratturato entrambi gli zigomi e il naso.
E' accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì ma solo oggi l'Arcigay di Firenze ha reso pubblica la denuncia. "I genitori del ragazzo ferito non sapevano che il figlio era omosessuale. Ora però le cose sono chiare e abbiamo incaricato i nostri legali di presentare denuncia alla polizia". Ricoverato in ospedale, il giovane picchiato è stato operato mentre gli agenti hanno sequestrato i filmati ripresi dalle telecamere fisse vicino al locale in piazza Salvemini dove è avvenuta l'aggressione nella speranza di recuperare immagini utili per l'indagine.
"Quella sera - spiegano all'Arcigay Giglio Rosa - il nostro amico era in locale per omosessuali. Ha attaccato discorso con due giovani ma quelli l'hanno apostrofato con male parole. Brutto finocchio. Noi siamo etero, gli hanno detto. Il padrone del locale ha preferito buttare fuori quei due che però hanno giurato vendetta e all'uscita dal bar, alle tre di notte, hanno aggredito il nostro amico".
"Bisogna isolare le frange violente della città", dice l'Arcigay, e chiede "a tutta gli iscritti di non avere paura", ma gli omosessuali sono spaventati. Troppi episodi di intolleranza verso i gay in questi giorni per non credere in una recrudescenza omofoba. A Roma, dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale e le bombe incendiarie sul portone del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, nella Gay Street della Capitale una settimana fa sono state lanciate due bombe carta contro un bar gay.
giovedì 10 settembre 2009
Per Facebook tutti a faccia in giù
Si chiama Lying Down Game, il ”gioco dello stare sdraiati”, e consiste nel farsi fotografare distesi a faccia in giu’ in situazioni insolite per poi mettere le foto su internet: una follia cresciuta in Rete che ora ha portato in Gran Bretagna alla sospensione dal servizio di sette tra medici e infermieri che avevano messo su Facebook le loro foto sdraiati su attrezzature ospedaliere.
Il personale medico, racconta il Times, aveva il turno di notte in un ospedale di Swindon (Inghilterra), e ha passato il tempo facendosi immortalare, rigorosamente sdraiato faccia a terra con le braccia lungo il corpo, nei corridoi dell’ospedale,su barelle, letti di sale operatorie e sulla piazzola dell’
eliporto usato dalla Wiltshire Air Ambulance. Le immagini sono poi finite sulla pagina Facebook di quello che avevano chiamato il Secret Swindon Emergency Department Group.
I dirigenti del Great Western Hospital sono stati allertati da qualcuno che ha visto le foto, e hanno stabilito che quel gioco violava le regole su igiene e sicurezza del nosocomio. E’ immediatamente scattata la sospensione, e ora ci saranno le udienze disciplinari. I sette, e’ stato detto, rischiano il posto di lavoro.
Inventata da due amici inglesi, Scott Wood e Wayne Pyle, Lying down game e’ esplosa a livello mondiale questa estate. I due si trovavano in vacanza a Maiorca in Spagna, e hanno deciso
di vivacizzare le solite, banali foto di viaggio. ”Ho pensato - ha detto Wood, 34 anni, che vive a Newcastle, nel nord dell’Inghilterra - che sarebbe stato piu’ divertente posare sdraiati a terra, ma come se si fosse in piedi sull’attenti, e poi mettere le foto sul web”.
I partecipanti alla gara, che ha immediatamente avuto una diffusione ‘virale’ sulla rete, assegnano punti nei vari gruppi su Facebook o altrove, premiando le persone sdraiate nei luoghi piu’ bizzarri. Sono cosi’ apparse persone distese nelle situazioni piu’ insolite: su assi da stiro, alla sommita’ di gru, su auto, all’interno del motore di un Jumbo jet, in prossimita’ di monumenti celebri come il Taj Mahal in India, e anche su statue e sculture varie in giro per il mondo.
Un portavoce dell’ospedale, Alf Troughton, ha fatto sapere della sospensione di medici e infermieri per condotta poco professionale, precisando pero’ che il gioco ”non ha mai coinvolto pazienti, e riteniamo che in nessun momento la salute e la sicurezza dei pazienti siano state a rischio”.
Il personale medico, racconta il Times, aveva il turno di notte in un ospedale di Swindon (Inghilterra), e ha passato il tempo facendosi immortalare, rigorosamente sdraiato faccia a terra con le braccia lungo il corpo, nei corridoi dell’ospedale,su barelle, letti di sale operatorie e sulla piazzola dell’
eliporto usato dalla Wiltshire Air Ambulance. Le immagini sono poi finite sulla pagina Facebook di quello che avevano chiamato il Secret Swindon Emergency Department Group.
I dirigenti del Great Western Hospital sono stati allertati da qualcuno che ha visto le foto, e hanno stabilito che quel gioco violava le regole su igiene e sicurezza del nosocomio. E’ immediatamente scattata la sospensione, e ora ci saranno le udienze disciplinari. I sette, e’ stato detto, rischiano il posto di lavoro.
Inventata da due amici inglesi, Scott Wood e Wayne Pyle, Lying down game e’ esplosa a livello mondiale questa estate. I due si trovavano in vacanza a Maiorca in Spagna, e hanno deciso
di vivacizzare le solite, banali foto di viaggio. ”Ho pensato - ha detto Wood, 34 anni, che vive a Newcastle, nel nord dell’Inghilterra - che sarebbe stato piu’ divertente posare sdraiati a terra, ma come se si fosse in piedi sull’attenti, e poi mettere le foto sul web”.
I partecipanti alla gara, che ha immediatamente avuto una diffusione ‘virale’ sulla rete, assegnano punti nei vari gruppi su Facebook o altrove, premiando le persone sdraiate nei luoghi piu’ bizzarri. Sono cosi’ apparse persone distese nelle situazioni piu’ insolite: su assi da stiro, alla sommita’ di gru, su auto, all’interno del motore di un Jumbo jet, in prossimita’ di monumenti celebri come il Taj Mahal in India, e anche su statue e sculture varie in giro per il mondo.
Un portavoce dell’ospedale, Alf Troughton, ha fatto sapere della sospensione di medici e infermieri per condotta poco professionale, precisando pero’ che il gioco ”non ha mai coinvolto pazienti, e riteniamo che in nessun momento la salute e la sicurezza dei pazienti siano state a rischio”.
mercoledì 9 settembre 2009
Italia, Mondiale a un passo
Grosso-Iaquinta, Bulgaria battuta 2-0
L'Italia cancella la prestazione incolore di sabato in Georgia e a Torino sconfigge 2-0 la Bulgaria, prenotando un posto per i Mondiali del 2010 in Sudafrica. Le reti azzurre sono entrambe di matrice juventina e portano le firme di Grosso (neoacquisto bianconero) all'11' e di Iaquinta al 40'. L'Italia, a quota 20, ha ora 4 punti di vantaggio sull'Irlanda, quando alla fine del girone di qualificazione mancano solo due giornate.
LA PARTITA
Una serata a forti tinte bianconere. All'Olimpico di Torino, Marcello Lippi si affida al blocco juventino (sette i bianconeri nell'undici titolare) e porta a casa un successo appagante sotto tutti i punti di vista. Perché i tre punti conquistati sono esattamente quello di cui l'Italia aveva bisogno per volare in Irlanda, nella tana del Trap, con due risultati su tre a disposizione (anche pareggiando l'Italia sarebbe matematicamente qualificata per il Mondiale). E perché contro una Bulgaria disordinata, ma comunque pericolosa, la squadra azzurra ha mostrato finalmente un gioco efficace, veloce, a tratti divertente. Esattamente ciò che serviva per riaccendere l'ottimismo in vista della spedizione in Sudafrica, dopo i dubbi e le polemiche per una Confederations da dimenticare e una serie di prestazioni sottotono. L'ultima, quella (comunque fortunata) di Tbilisi.
Benissimo Grosso, bene De Rossi e Marchisio, promosso anche Gilardino. Come dire che le quattro mosse studiate da Lippi per cancellare le delusioni georgiane hanno dato l'esito sperato, offrendo al pubblico torinese spettacolo fin dai primi minuti. Grande ritmo nel primo tempo, con l'Italia vicina al gol già nei primi minuti e poi in vantaggio all'11 al termine di una splendida azione, culminata col triangolo Grosso-De Rossi-Grosso. Al 15' Iaquinta ha la palla del 2-0, ma conclude male servito da Zambrotta, dando tempo a Manolev di recuperare, poi al 26' il primo grande brivido della serata per Buffon: destro violento di Stiliyan Petrov, al quale il portiere azzurro oppone la solita gran parata, lasciando però dubbi sulla posizione del pallone al momento della respinta. Poi è di nuovo Italia. Al 40', Iaquinta rimedia all'errore precedente, sfruttando al meglio la sponda di Gilardino e scattando sul filo del fuorigioco: 2-0.
L'Italia va così al riposo sul 2-0, garantendosi un secondo tempo dai ritmi meno forsennati, con qualche spavento di troppo solo nell'ultimo quarto d'ora (al 19' Buffon era stato ancora una volta bravo su Georgiev), complice qualche disattenzione della difesa e il destro velenoso del già citato Georgiev. L'unico neo, l'ammonizione di Cannavaro, che al 29' esclude il difensore azzurro dalla gara di Dublino, la gara che all'Italia potrebbe consegnare, il prossimo 10 ottobre, il biglietto per il Sudafrica.
LE PAGELLE
Pirlo 7,5 La genialità di un architetto, la precisione di un geometra. C'è tutto questo nel primo tempo del regista azzurro, che Lippi avanza, azzeccando in pieno la mossa, alle spalle delle punte. Lanci lunghi, calci di punzione, tocchi di classe: tutto gli riesce alla perfezione. Buone notizie insomma. Anche per Leonardo.
Buffon 7,5 Nella serata di gloria juventina, c'è spazio anche per la prodezza del portierone azzurro. La Bulgaria avanza sospetti sulla posizione del pallone al momento della respinta. Proteste che non bastano a soffocare il rumore degli applausi.
Iaquinta 7,5 Scarica nella sua esultanza la rabbia di tutto l'attacco azzurro, soffocata in gola ormai da giugno, dall'ultimo acuto di Rossi nella Confederation Cup. Un digiuno di gol dal quale era già scaturito un grido - molto meno esaltante - d'allarme.
Grosso 7,5 Piacere, Fabio. All'Olimpico in azzurro prima che in bianconero, si presenta al 'suo' pubblico dopo appena 11 minuti, mostrando il meglio del repertorio. Oltre al gol, c'è lo scatto dei tempi migliori condito dalla precisione al cross.
Georgiev 6,5 Due brividi in due minuti. Non sono gli unici per Buffon, ma viene da chiedersi quante altre preoccupazioni avrebbero agitato la serata del portiere azzurro, se fosse stato in campo dall'inizio. Il suo destro, del resto, è una minaccia evidente.
IL TABELLINO
Italia (4-3-1-2): Buffon 7,5; Zambrotta 6,5, Cannavaro 6,5, Chiellini 6,5, Grosso 7,5; Camoranesi 7, De Rossi 6,5, Marchisio 7 (28' st Pepe sv); Pirlo 7,5; Gilardino 6 (13' st Rossi 6), Iaquinta 7,5 (39' st D'Agostino sv). A disp. Marchetti, Legrottaglie, Santon, Di Natale. All. Lippi
Bulgaria (4-4-2): Ivankov 6; Manolev 6, I. Stoyanov 5, Angelov 5, Kishishev 6; Sarmov 5,5, Yankov 5,5 (28' st Domochiyski sv), S. Petrov 6,5, M. Petrov 5,5 (18' st Bojinov 6); Berbatov 6, Rangelov 5 (18' st Georgiev 6,5). A disp. Petkov, Minev, Nikolov, Iv. Stoyanov. All. Stoilov
Arbitro: Meyer (Ger)
Marcatori: 11' pt Grosso (I), 40' pt Iaquinta (I)
Ammoniti: Yankov (B), Cannavaro (I)
LA CRONACA DELLA PARTITA
48' st E' finita: 2-0 per l'Italia
45' st Ci saranno tre minuti di recupero
37' st Camoranesi in profondità per Rossi, che non perde tempo nel cercare la conclusione, ma trova Ivankov attento
34' st Bojinov sfrutta un'indecisione collettiva della retropguardia azzurra e conclude da lontano. Palla che sfiora il palo alla destra di Buffon
31' st Ancora Georgiev, con un destro potente dalla distanza che sfiora la traversa
30' st Batte la punizione Georgiev, palla che supera la barriera e sfiora il palo, alla destra di Buffon
29' st Cannavaro ammonito. Era diffidato, non ci sarà in Irlanda
26' st Colpo di tacco di Berbatov, con palla bloccata a terra da Buffon. C'era fuorigioco comunque
25' st Gran botta di destro di Berbatov, cercato in area con un lancio lungo. Palla di poco sopra la traversa
20' st Camoranesi lancia lungo Marchisio sulla sinistra, conclusione verso il secondo sulla quale non arriva Iaquinta per la deviazione vincente. Palla sul fondo
19' st Punizione di Georgiev da posizione molto defilata. Buffon bravissimo ancora una volta a deviare in corner il pallone, che gli spunta davanti all'ultimo momento
15' st Sinistro di Rossi, appena entrato. Nessun problema per Ivankov
10' st Stoyanov respinge una conclusione di Camoranesi, su corto rinvio di Ivankov
7' st Grosso tenta l'incursione in area da sinistra, ma viene fermato
4' st Ancora Martin Petrov, con un tiro-cross da sinistra che trova le braccia di Buffon
2' st Martin Petrov su punizione trova la testa di Stiliyan Petrov. Palla sul fondo
1' st E' iniziato il secondo tempo
46' pt E' finito il primo tempo. Italia-Bulgaria 2-0
43' pt Altra bella azione azzurra, conclusa da Camoranesi con un tiro non eccezionale. Ivankov non ha problemi
40' pt Il raddoppio azzurro arriva al termine di un'altra splendida combinazione, che vede protagonista questa volta la coppia d'attacco azzurra. Iaquinta-Gilardino-Iaquinta, con lo juventino che brucia la difesa bulgara sul filo del fuorigioco e batte Ivankov
40' pt GOL ITALIA: Iaquinta
39' pt Sarmov va al tiro, di destro. Conclusione da dimenticare
33' pt Ancora un bel passaggio di Pirlo, che serve De Rossi. Conclusione da posizione centrale, che Angelov devia sopra la traversa. Sul corner, Pirlo trova la testa di Iaquinta. Palla sul fondo
33' pt Gilardino corpo a corpo con Angelov va giù in area. Tutto regolare per Meyer
31' pt Batte Rangelov, sulla barriera. Riparte l'Italia
31' pt Zambrotta stende Yankov al limite dell'area. Punizione pericolosa
30' pt Iaquinta tutto solo a centro area devia di testa una punizione arretrata di Pirlo. Palla sopra la traversa
28' pt Ancora Stiliyan Petrov, col destro, da posizione centrale. Palla fuori di poco
27' pt De Rossi conclude di destro su punizione proveniente dalla fascia, palla a fil di palo
26' pt Miracolo di Buffon sulla conclusione di Stiliyan Petrov, che di destro devia violentemente un pallone proveniente dalla bandierina. La Bulgaria protesta, sostenendo che il pallone era entrato
22' pt Gilardino per Iaquinta, che si accentra e conclude alto
21' pt Rangelov conclude debolmente fra le braccia di Buffon. Incursione dalla sinistra
21' pt Zambrotta ci prova da lontano, palla altissima
18' pt Buffon blocca un colpo di testa di Rangelov da posizione centrale. Il cross proveniva da destra
15' pt Zambrotta scatta sulla destra, entra in area e anzichè tirare serve al centro Iaquinta, che conclude debolmente. La difesa bulgara libera, con Manolev, che riesce a deviare la traiettoria del pallone. Occasione sprecata
11' pt Azzurri in vantaggio grazie ad una combinazione Grosso-Pirlo-Grosso che porta al tiro il neo-juventino. Sinistro potente, che sbatte sotto la traversa e si infila alle spalle di Ivankov
11' pt GOL ITALIA: Grosso
10' pt Ivankov in uscita in presa alta anticipa Gilardino, lanciato ancora da Grosso
8' pt Gilardino non arriva per un soffio su un cross rasoterra di Grosso da sinistra. C'era Stoyanov su Gila
8' pt Grosso batte la punizione, la difesa bulgara libera
7' pt Kishishev stende Camoranesi vicino al vertice destro dell'area bulgara. Punizione
4' pt Sinistro debole di Marchisio su cross da destra di Zambrotta. Nessun problema per Ivankov
1' pt E' iniziata la partita
9 settembre 200923:23
L'Italia cancella la prestazione incolore di sabato in Georgia e a Torino sconfigge 2-0 la Bulgaria, prenotando un posto per i Mondiali del 2010 in Sudafrica. Le reti azzurre sono entrambe di matrice juventina e portano le firme di Grosso (neoacquisto bianconero) all'11' e di Iaquinta al 40'. L'Italia, a quota 20, ha ora 4 punti di vantaggio sull'Irlanda, quando alla fine del girone di qualificazione mancano solo due giornate.
LA PARTITA
Una serata a forti tinte bianconere. All'Olimpico di Torino, Marcello Lippi si affida al blocco juventino (sette i bianconeri nell'undici titolare) e porta a casa un successo appagante sotto tutti i punti di vista. Perché i tre punti conquistati sono esattamente quello di cui l'Italia aveva bisogno per volare in Irlanda, nella tana del Trap, con due risultati su tre a disposizione (anche pareggiando l'Italia sarebbe matematicamente qualificata per il Mondiale). E perché contro una Bulgaria disordinata, ma comunque pericolosa, la squadra azzurra ha mostrato finalmente un gioco efficace, veloce, a tratti divertente. Esattamente ciò che serviva per riaccendere l'ottimismo in vista della spedizione in Sudafrica, dopo i dubbi e le polemiche per una Confederations da dimenticare e una serie di prestazioni sottotono. L'ultima, quella (comunque fortunata) di Tbilisi.
Benissimo Grosso, bene De Rossi e Marchisio, promosso anche Gilardino. Come dire che le quattro mosse studiate da Lippi per cancellare le delusioni georgiane hanno dato l'esito sperato, offrendo al pubblico torinese spettacolo fin dai primi minuti. Grande ritmo nel primo tempo, con l'Italia vicina al gol già nei primi minuti e poi in vantaggio all'11 al termine di una splendida azione, culminata col triangolo Grosso-De Rossi-Grosso. Al 15' Iaquinta ha la palla del 2-0, ma conclude male servito da Zambrotta, dando tempo a Manolev di recuperare, poi al 26' il primo grande brivido della serata per Buffon: destro violento di Stiliyan Petrov, al quale il portiere azzurro oppone la solita gran parata, lasciando però dubbi sulla posizione del pallone al momento della respinta. Poi è di nuovo Italia. Al 40', Iaquinta rimedia all'errore precedente, sfruttando al meglio la sponda di Gilardino e scattando sul filo del fuorigioco: 2-0.
L'Italia va così al riposo sul 2-0, garantendosi un secondo tempo dai ritmi meno forsennati, con qualche spavento di troppo solo nell'ultimo quarto d'ora (al 19' Buffon era stato ancora una volta bravo su Georgiev), complice qualche disattenzione della difesa e il destro velenoso del già citato Georgiev. L'unico neo, l'ammonizione di Cannavaro, che al 29' esclude il difensore azzurro dalla gara di Dublino, la gara che all'Italia potrebbe consegnare, il prossimo 10 ottobre, il biglietto per il Sudafrica.
LE PAGELLE
Pirlo 7,5 La genialità di un architetto, la precisione di un geometra. C'è tutto questo nel primo tempo del regista azzurro, che Lippi avanza, azzeccando in pieno la mossa, alle spalle delle punte. Lanci lunghi, calci di punzione, tocchi di classe: tutto gli riesce alla perfezione. Buone notizie insomma. Anche per Leonardo.
Buffon 7,5 Nella serata di gloria juventina, c'è spazio anche per la prodezza del portierone azzurro. La Bulgaria avanza sospetti sulla posizione del pallone al momento della respinta. Proteste che non bastano a soffocare il rumore degli applausi.
Iaquinta 7,5 Scarica nella sua esultanza la rabbia di tutto l'attacco azzurro, soffocata in gola ormai da giugno, dall'ultimo acuto di Rossi nella Confederation Cup. Un digiuno di gol dal quale era già scaturito un grido - molto meno esaltante - d'allarme.
Grosso 7,5 Piacere, Fabio. All'Olimpico in azzurro prima che in bianconero, si presenta al 'suo' pubblico dopo appena 11 minuti, mostrando il meglio del repertorio. Oltre al gol, c'è lo scatto dei tempi migliori condito dalla precisione al cross.
Georgiev 6,5 Due brividi in due minuti. Non sono gli unici per Buffon, ma viene da chiedersi quante altre preoccupazioni avrebbero agitato la serata del portiere azzurro, se fosse stato in campo dall'inizio. Il suo destro, del resto, è una minaccia evidente.
IL TABELLINO
Italia (4-3-1-2): Buffon 7,5; Zambrotta 6,5, Cannavaro 6,5, Chiellini 6,5, Grosso 7,5; Camoranesi 7, De Rossi 6,5, Marchisio 7 (28' st Pepe sv); Pirlo 7,5; Gilardino 6 (13' st Rossi 6), Iaquinta 7,5 (39' st D'Agostino sv). A disp. Marchetti, Legrottaglie, Santon, Di Natale. All. Lippi
Bulgaria (4-4-2): Ivankov 6; Manolev 6, I. Stoyanov 5, Angelov 5, Kishishev 6; Sarmov 5,5, Yankov 5,5 (28' st Domochiyski sv), S. Petrov 6,5, M. Petrov 5,5 (18' st Bojinov 6); Berbatov 6, Rangelov 5 (18' st Georgiev 6,5). A disp. Petkov, Minev, Nikolov, Iv. Stoyanov. All. Stoilov
Arbitro: Meyer (Ger)
Marcatori: 11' pt Grosso (I), 40' pt Iaquinta (I)
Ammoniti: Yankov (B), Cannavaro (I)
LA CRONACA DELLA PARTITA
48' st E' finita: 2-0 per l'Italia
45' st Ci saranno tre minuti di recupero
37' st Camoranesi in profondità per Rossi, che non perde tempo nel cercare la conclusione, ma trova Ivankov attento
34' st Bojinov sfrutta un'indecisione collettiva della retropguardia azzurra e conclude da lontano. Palla che sfiora il palo alla destra di Buffon
31' st Ancora Georgiev, con un destro potente dalla distanza che sfiora la traversa
30' st Batte la punizione Georgiev, palla che supera la barriera e sfiora il palo, alla destra di Buffon
29' st Cannavaro ammonito. Era diffidato, non ci sarà in Irlanda
26' st Colpo di tacco di Berbatov, con palla bloccata a terra da Buffon. C'era fuorigioco comunque
25' st Gran botta di destro di Berbatov, cercato in area con un lancio lungo. Palla di poco sopra la traversa
20' st Camoranesi lancia lungo Marchisio sulla sinistra, conclusione verso il secondo sulla quale non arriva Iaquinta per la deviazione vincente. Palla sul fondo
19' st Punizione di Georgiev da posizione molto defilata. Buffon bravissimo ancora una volta a deviare in corner il pallone, che gli spunta davanti all'ultimo momento
15' st Sinistro di Rossi, appena entrato. Nessun problema per Ivankov
10' st Stoyanov respinge una conclusione di Camoranesi, su corto rinvio di Ivankov
7' st Grosso tenta l'incursione in area da sinistra, ma viene fermato
4' st Ancora Martin Petrov, con un tiro-cross da sinistra che trova le braccia di Buffon
2' st Martin Petrov su punizione trova la testa di Stiliyan Petrov. Palla sul fondo
1' st E' iniziato il secondo tempo
46' pt E' finito il primo tempo. Italia-Bulgaria 2-0
43' pt Altra bella azione azzurra, conclusa da Camoranesi con un tiro non eccezionale. Ivankov non ha problemi
40' pt Il raddoppio azzurro arriva al termine di un'altra splendida combinazione, che vede protagonista questa volta la coppia d'attacco azzurra. Iaquinta-Gilardino-Iaquinta, con lo juventino che brucia la difesa bulgara sul filo del fuorigioco e batte Ivankov
40' pt GOL ITALIA: Iaquinta
39' pt Sarmov va al tiro, di destro. Conclusione da dimenticare
33' pt Ancora un bel passaggio di Pirlo, che serve De Rossi. Conclusione da posizione centrale, che Angelov devia sopra la traversa. Sul corner, Pirlo trova la testa di Iaquinta. Palla sul fondo
33' pt Gilardino corpo a corpo con Angelov va giù in area. Tutto regolare per Meyer
31' pt Batte Rangelov, sulla barriera. Riparte l'Italia
31' pt Zambrotta stende Yankov al limite dell'area. Punizione pericolosa
30' pt Iaquinta tutto solo a centro area devia di testa una punizione arretrata di Pirlo. Palla sopra la traversa
28' pt Ancora Stiliyan Petrov, col destro, da posizione centrale. Palla fuori di poco
27' pt De Rossi conclude di destro su punizione proveniente dalla fascia, palla a fil di palo
26' pt Miracolo di Buffon sulla conclusione di Stiliyan Petrov, che di destro devia violentemente un pallone proveniente dalla bandierina. La Bulgaria protesta, sostenendo che il pallone era entrato
22' pt Gilardino per Iaquinta, che si accentra e conclude alto
21' pt Rangelov conclude debolmente fra le braccia di Buffon. Incursione dalla sinistra
21' pt Zambrotta ci prova da lontano, palla altissima
18' pt Buffon blocca un colpo di testa di Rangelov da posizione centrale. Il cross proveniva da destra
15' pt Zambrotta scatta sulla destra, entra in area e anzichè tirare serve al centro Iaquinta, che conclude debolmente. La difesa bulgara libera, con Manolev, che riesce a deviare la traiettoria del pallone. Occasione sprecata
11' pt Azzurri in vantaggio grazie ad una combinazione Grosso-Pirlo-Grosso che porta al tiro il neo-juventino. Sinistro potente, che sbatte sotto la traversa e si infila alle spalle di Ivankov
11' pt GOL ITALIA: Grosso
10' pt Ivankov in uscita in presa alta anticipa Gilardino, lanciato ancora da Grosso
8' pt Gilardino non arriva per un soffio su un cross rasoterra di Grosso da sinistra. C'era Stoyanov su Gila
8' pt Grosso batte la punizione, la difesa bulgara libera
7' pt Kishishev stende Camoranesi vicino al vertice destro dell'area bulgara. Punizione
4' pt Sinistro debole di Marchisio su cross da destra di Zambrotta. Nessun problema per Ivankov
1' pt E' iniziata la partita
9 settembre 200923:23
A/H1N1, "la malattia è leggera"
Fazio:"Finora 7mila casi.No allarmismo"
Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, rassicura: "La malattia legata al virus dell'influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione". Al termine dell'incontro dell'unità di crisi, dice: "Noi tutti abbiamo la reale impressione che si sta facendo un po' troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme". I casi ad oggi sono 7mila, dato "non ancora esponenziale e non tale da creare particolari allarmi" aggiunge.
"Siamo realmente attrezzati - ha affermato Fazio - anche per affrontare le complicanze come le polmoniti che si manifestano in un numero limitato di casi. Secondo le previsioni degli esperti, non saranno più di un paio di centinaia i casi gravi in Italia alla fine della pandemia". Il decesso che si è verificato a Napoli, spiega il viceministro, "è avvenuto per una malattia virale intercorrente in un paziente in condizioni compromesse". La Gelini ribadisce: Nessun rinvio dell'apertura delle scuole"
"Non ci sarà nessun rinvio dell'inizio dell'anno scolastico. Le lezioni partiranno regolarmente. L'eventuale chiusura di singole classi o singole scuole sarà assunta su proposta della Asl, del sindaco competente e del dirigente scolastico". Lo ha detto il ministro Mariastella Gelmini durante la conferenza stampa dell'unità di crisi sull'influenza A.
Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, rassicura: "La malattia legata al virus dell'influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione". Al termine dell'incontro dell'unità di crisi, dice: "Noi tutti abbiamo la reale impressione che si sta facendo un po' troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme". I casi ad oggi sono 7mila, dato "non ancora esponenziale e non tale da creare particolari allarmi" aggiunge.
"Siamo realmente attrezzati - ha affermato Fazio - anche per affrontare le complicanze come le polmoniti che si manifestano in un numero limitato di casi. Secondo le previsioni degli esperti, non saranno più di un paio di centinaia i casi gravi in Italia alla fine della pandemia". Il decesso che si è verificato a Napoli, spiega il viceministro, "è avvenuto per una malattia virale intercorrente in un paziente in condizioni compromesse". La Gelini ribadisce: Nessun rinvio dell'apertura delle scuole"
"Non ci sarà nessun rinvio dell'inizio dell'anno scolastico. Le lezioni partiranno regolarmente. L'eventuale chiusura di singole classi o singole scuole sarà assunta su proposta della Asl, del sindaco competente e del dirigente scolastico". Lo ha detto il ministro Mariastella Gelmini durante la conferenza stampa dell'unità di crisi sull'influenza A.
martedì 8 settembre 2009
Morto Mike Bongiorno: aveva 85 anni
Il popolare conduttore televisivo si
è spento a Montecarlo per un infarto
MONTECARLO
Mike Bongiorno, nato a New York il 26 maggio 1924, è morto oggi a Montecarlo a causa di un probabile infarto. Il popolare presentatore è stato uno dei protagonisti della storia della Tv italiana.
Nelle ultime stagioni conduce vari programmi su Retequattro, ed è testimonial di alcune campagne pubblicitarie con Fiorello (Wind), con il quale aveva instaurato uno stretto rapporto di lavoro e di amicizia. Stava per condurre un nuovo programma su SkyUno, una nuova versione del celebre Rischiatutto.
Niente faceva presagire la morte di Mike Bongiorno, tanto è vero che il popolare conduttore televisivo proprio ieri mattina era partito da Milano per trascorrere un breve periodo di vacanza a Montecarlo prima di tuffarsi nella nuova avventura televisiva, un quiz su Sky, che avrebbe ripreso la fortunata serie del «Rischiatutto».
L’infarto, che lo ha ucciso, è avvenuto due ore fa. Il figlio Niccolò sta già raggiungendo Montecarlo. Uno stretto riserbo tra i collaboratori di Mike viene osservato in questi delicati frangenti: non vengono forniti ulteriori particolari nè sul luogo dove è avvenuto il decesso nè su chi fosse in quel momento con lui.
è spento a Montecarlo per un infarto
MONTECARLO
Mike Bongiorno, nato a New York il 26 maggio 1924, è morto oggi a Montecarlo a causa di un probabile infarto. Il popolare presentatore è stato uno dei protagonisti della storia della Tv italiana.
Nelle ultime stagioni conduce vari programmi su Retequattro, ed è testimonial di alcune campagne pubblicitarie con Fiorello (Wind), con il quale aveva instaurato uno stretto rapporto di lavoro e di amicizia. Stava per condurre un nuovo programma su SkyUno, una nuova versione del celebre Rischiatutto.
Niente faceva presagire la morte di Mike Bongiorno, tanto è vero che il popolare conduttore televisivo proprio ieri mattina era partito da Milano per trascorrere un breve periodo di vacanza a Montecarlo prima di tuffarsi nella nuova avventura televisiva, un quiz su Sky, che avrebbe ripreso la fortunata serie del «Rischiatutto».
L’infarto, che lo ha ucciso, è avvenuto due ore fa. Il figlio Niccolò sta già raggiungendo Montecarlo. Uno stretto riserbo tra i collaboratori di Mike viene osservato in questi delicati frangenti: non vengono forniti ulteriori particolari nè sul luogo dove è avvenuto il decesso nè su chi fosse in quel momento con lui.
domenica 6 settembre 2009
Benzina, ancora tagli ai listini
Dopo la corsa di agosto, i listini di verde e diesel hanno imboccato la via dei ribassi. Ritocchi all'ingiù per il terzo giorno consecutivo presso i principali distributori. E' quanto emerge dal consueto monitoraggio di "quotidianoenergia.it". "Da questa mattina Api-IP e Tamoil hanno tagliato di 1,5 centesimi i prezzi di riferimento dei due prodotti, scesi rispettivamente a 1,309 e 1,136 euro/litro. Erg ha ribassato benzina e diesel di 1,4 centesimi, ora a 1,315 e 1,139 euro/litro.
Ancora, Esso ha ulteriormente limato all'ingiù di 0,5 centesimi i listini scivolando a 1,304 euro/litro sulla verde e a 1,132 euro/litro sul gasolio, dunque al di sotto di Agip. Q8 ha ritoccato di 0,6 centesimi il solo prezzo della benzina, ora a 1,310 euro/litro. Shell è arretrata di 1,5 centesimi sul prodotto leggero, a 1,314 euro/litro, e di 0,9 centesimi su quello pesante, a 1,144 euro/litro. Total, infine, rispettivamente di 0,5 e 1 centesimi fino a 1,309 e 1,135 euro/litro".
A favorire questa raffica di ribassi sulla rete carburanti sono stati da un lato i tagli operati nei giorni scorsi da Agip ed Esso, dall'altro la debolezza delle quotazioni internazionali di benzina e diesel.
Ma nonostante queste sforbiciate, i prezzi sono ancora lontani dai minimi, visto che ad agosto c'è stata una discreta impennata. Secondo i dati Istat, per la benzina verde c'è stato un aumento dell'1,8% rispetto a luglio, mentre per il gasolio c'è stata una crescita del 3%. Nel confronto con agosto dell'anno scorso (quando il prezzo del petrolio era in continua ascesa sui mercati internazionali), le cose però vanno decisamente meglio: la verde è in flessione dell'11%, mentre il gasolio del 22,5%.
Punita vigilessa: lavorava troppo
Roma, quasi 24 ore in servizio
Punita dal comando perché avrebbe lavorato troppo. Accade a Roma dove una vigilessa, in forza al VII Gruppo, è stata punita dalla Vice-Comandante del Corpo perché avrebbe allungato di alcune ore il turno di lavoro. La denuncia dell'accaduto è stata formulata dal Sulpm che spiega come la vigilessa ha prima lavorato al Gruppo VII dalle ore 7 alle 17 al mercato di Porta Portese e dalle 19 fino alle 2 di notte.
"Questi - spiega il segretario del Sulpm alessandro Marchetti - sono servizi che vengono disposti per iscritto dai Dirigenti dei Gruppi interessati i quali addirittura assegnano ad ogni singolo Agente anche la strada nella quale devono recarsi e non sono attività che può svolgere autonomamente il dipendente. Semmai doveva essere punita se non ci fosse andata, ovvero se non avesse rispettato la disposizione di servizio".
"Siamo nel ridicolo - aggiunge - prima le ordinano di lavorare e poi la puniscono perché esegue l'ordine. Qualche mese fa - prosegue Marchetti - ho lavorato al Gruppo Sicurezza Urbana per 24 ore consecutive, mi chiedo seguendo lo stesso ragionamento se a quel punto trascorsa la tredicesima ora lavorativa non dovevo lasciare in mezzo alla strada l'uomo che arrestammo per riciclaggio di denaro sporco, mi devo attendere un rimprovero anche io? Comunque vada se lavori nel Corpo della Polizia Municipale ti tirano le pietre, ci chiediamo se non sia meglio chi non fa niente cosi non rischia nulla. Se questa e' la testa del Corpo, poveri noi, anzi poveri cittadini'.
Punita dal comando perché avrebbe lavorato troppo. Accade a Roma dove una vigilessa, in forza al VII Gruppo, è stata punita dalla Vice-Comandante del Corpo perché avrebbe allungato di alcune ore il turno di lavoro. La denuncia dell'accaduto è stata formulata dal Sulpm che spiega come la vigilessa ha prima lavorato al Gruppo VII dalle ore 7 alle 17 al mercato di Porta Portese e dalle 19 fino alle 2 di notte.
"Questi - spiega il segretario del Sulpm alessandro Marchetti - sono servizi che vengono disposti per iscritto dai Dirigenti dei Gruppi interessati i quali addirittura assegnano ad ogni singolo Agente anche la strada nella quale devono recarsi e non sono attività che può svolgere autonomamente il dipendente. Semmai doveva essere punita se non ci fosse andata, ovvero se non avesse rispettato la disposizione di servizio".
"Siamo nel ridicolo - aggiunge - prima le ordinano di lavorare e poi la puniscono perché esegue l'ordine. Qualche mese fa - prosegue Marchetti - ho lavorato al Gruppo Sicurezza Urbana per 24 ore consecutive, mi chiedo seguendo lo stesso ragionamento se a quel punto trascorsa la tredicesima ora lavorativa non dovevo lasciare in mezzo alla strada l'uomo che arrestammo per riciclaggio di denaro sporco, mi devo attendere un rimprovero anche io? Comunque vada se lavori nel Corpo della Polizia Municipale ti tirano le pietre, ci chiediamo se non sia meglio chi non fa niente cosi non rischia nulla. Se questa e' la testa del Corpo, poveri noi, anzi poveri cittadini'.
Brescia:si schianta Piper, un morto
L'incidente durante un'esibizione
Incidente aereo all'aeroporto di Montichiari, in provincia di Brescia, dove era in corso un'esibizione di velivoli acrobatici. Un piper, durante il suo numero, si è improvvisamente schiantato al suolo ai bordi di una delle piste dell'aeroporto dove si svolgeva la manifestazione. Uno dei piloti del velivolo è rimasto ucciso nell'incidente mentre l'altro occupante del piper è rimasto ferito. Fortunatamente nessuno degli spettatori è stato coinvolto.
Impossibile, al momento, determinare la causa all'origine dello schianto. Una manovra sbagliata o forse un guasto improvviso. Saranno i rilievi tecnici e il racconto del ferito a permettere di ricostruire quanto accaduto. Secondo le testimonianze raccolte l'aereo, un Piper da turismo, ha improvvisamente perso quota piombando a gran velocità su uno dei prato dell'aeroporto, ma senza coinvolgere il pubblico che vi si trovava per assistere all'Airshow.
Morto il pilota, ferito il co-pilota
Nell'incidente il pilota è morto: Marzio Maccarana, aveva 26 anni ed era di Gussago, allievo istruttore. Il copilota è invece rimasto ferito: si chiama Paolo Castellano, 55 anni, di Piacenza.
Le immagini di una tv locale utili all'inchiesta
Sono due le inchieste aperte: una dell'Enac e una della magistratura di Brescia. L'evento era seguito in diretta da una televisione locale, Teletutto, che si e' trovata così a dovere commentare in diretta l'incidente. Nelle immagini trasmesse dall'emittente si vede il piper avvicinarsi velocemente alla pista di atterraggio, eseguire una virata e poi impattare violentemente contro il suolo riducendosi a un ammasso di lamiere.
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2009/09/06&id=46339&from=link
Il Brasile affonda Maradona
La Seleçao passeggia 3-1 a Rosario con i gol di Luisao e Luis Fabiano (doppietta) e si qualifica per il Mondiale 2010. Mercoledì in Paraguay vietati passi falsi per l'Argentina: il pass per il Sudafrica è a rischio
ROSARIO (Argentina), 6 settembre 2009 - Il Brasile è la settima squadra a qualificarsi per il Mondiale 2010, al quale arriverà col classico ruolo di favorito. Se il passaporto viene timbrato con l’esagerato anticipo di tre turni è grazie alla partita perfetta che la Seleçao mette in scena a Rosario, dove passeggia in bello stile sulle rovine dell’Argentina lasciando impietrito Maradona. Gli altri risultati della notte sudamericana sono l’unico sollievo per Diego, perché le sconfitte di Ecuador e Uruguay mantengono a due punti il vantaggio della Seleccion sulle quinte, che ora sono appunto una coppia (la Colombia si è aggiunta all’Ecuador). Mercoledì l’Argentina gioca in Paraguay una partita a questo punto cruciale: dovesse perdere ancora, sarebbe a forte rischio non solo il quarto posto - l’ultimo che dà la qualificazione diretta - ma persino il quinto, valido per lo spareggio con la quarta di Nord e Centro America.
la chiave — Il Brasile vince 3-1 (Luisao al 23’, Luis Fabiano al 30’ p.t.; Datolo al 21’, Luis Fabiano al 23’ s.t.) per tre motivi: la schiacciante superiorità fisica, l’impreparazione degli avversari sulle palle inattive e la fulminea capacità di chiudere con un contropiede Kakà-Luis Fabiano lo spiraglio aperto dal sinistro della domenica di Datolo. Ben chiusa nei primi venti minuti per annusare l’aria del famoso Gigante di Arroyito - in realtà molto meno infernale del previsto - la Seleçao va in fuga la prima volta (23’) che Maicon passa la linea di metacampo: fallo, punizione lunga di Elano, stacco a centro-area di Luisao e palla nell’angolo. Il fatto che Luisao sia alto una testa più degli altri ventuno in campo non suggerisce alcun attivismo ai difensori argentini, che ripetono la solenne dormita al 30’ su un’occasione analoga. Dopo una respinta disperata di Andujar, stavolta è Luis Fabiano a timbrare il facile 2-0. Entrati allo stadio con gli occhi iniettati di sangue e le orecchie riempite dalle urla messianiche di Maradona ("il vostro Paese ha bisogno della vittoria", "dopo la pioggia ho visto il sole: vinceremo!" e altre facezie del genere), gli argentini dopo mezz’ora sono battuti e liquidati.
povero leo — Attesissimo nella sua città, Leo Messi è ovviamente un monumento alla delusione. Il modulo del primo tempo si evolve subito da 4-4-2 a 4-4-1-1 perché la stella del Barcellona, capito che in mezzo a Luisao, Felipe Melo e André Santos dà irraggiungibile come un cellulare senza campo, rincula sin quasi a Veron per toccare qualche pallone. Messi tenta le sue partenze in slalom, riuscendo anche a prendere velocità in un paio di occasioni: ma la nefasta presenza di Tevez, che stoppa i palloni a cinque metri se va bene, vieta una precisa chiusura dei triangoli. Non a caso nella ripresa l’innesto di Milito ben più di quello di Aguero porterà una logica nell’attacco argentino, e due chances vanificate soltanto dalla prontezza di riflessi di Julio Cesar.
che kaka' — Avanti 2-0 e con la serenità di una difesa blindata dai due mediani, il Brasile gioca sul velluto mettendo in vetrina essenzialmente due uomini: Felipe Melo che ferma e riparte come lo stantuffo di un treno, Kakà che negli spazi larghi concessi dagli argentini disperati è una piaga d’Egitto. Il terzo gol è uno splendido assist filtrante di Ricky per il pallonetto di Luis Fabiano, l’aspetto notevole è che arriva due minuti dopo uno strepitoso sinistro nel sette di Datolo da 25 metri. Speranzoso per un attimo in un pari che varrebbe oro, Maradona resta incenerito dal contropiede del 3-1. "Ero arrabbiato con i miei giocatori dopo il 6-1 preso in Bolivia - dice alla fine - stavolta c’è poco da dire, hanno vinto i migliori. In Paraguay sarà dura, ci andremo con lo spirito che riusciremo a ricostruire nei prossimi due giorni". Sull’altra sponda, Dunga per una notte dà libero sfogo alla sua gioia: "E’ stata la vittoria della qualità. Avevo raccomandato ai miei la calma, perché ero certo che restando in undici contro undici l’avremmo portata a casa. Fantastico qualificarsi con un anticipo così grande".
Tanti dubbi, poco gioco
La qualificazione dell'Italia ai Mondiali 2010 è vicinissima, ma che fatica in Georgia dove per vincere ci sono volute due autoreti e soprattutto il portierone della Juve. Troppe le lacune in campo: dai problemi a centrocampo alla difficoltà ad andare a rete
TBILISI (Georgia), 6 giugno 2009 - L’Italia è a un passo dal Mondiale. E questo è quello che conta. Con un punto in più dell’Irlanda e una partita in meno degli uomini del Trap non fa paura nemmeno il confronto diretto di Dublino. Se gli azzurri mercoledì a Torino batteranno la Bulgaria, potranno poi andare in Irlanda senza timori, con comunque a bordo del bus della squadra la ciambella di salvataggio dell’ultima sfida del girone di qualificazione, quella interna con Cipro.
TANTI DUBBI E POCO GIOCO — Sì, però la classifica rassicurante non deve far dimenticare le perplessità sul piano del gioco - più ancora dei risultati - che hanno accompagnato le ultime uscite degli azzurri. La Confederations Cup è un ricordo ancora vivo - parola di Buffon - che ha collegato alle batoste del Sud Africa l’avvio di gara da cancellare di ieri sera qui in Georgia. Insomma, gli azzurri avrebbero qualche problema a recuperare la massima fiducia dopo la figuraccia africana. Il primo tempo "bucato" contro Kaladze e compagnia non sembra infatti collegabile a un ritardo di fisico di preparazione, nonostante la stagione sia appena iniziata e gli azzurri non possano essere ancora al massimo. Le gambe, però, nel secondo tempo hanno girato più che nel primo, l’Italia è andata in progressione sul piano del ritmo. Eppure per battere una Georgia modesta ci sono volute due autoreti e un super Buffon. E allora cosa non ha funzionato? L’approccio alla gara, il modulo o gli uomini? O di tutto un po’? A centrocampo abbiamo fatto fatica a sviluppare una manovra fluida, e non è una novità. Siamo andati meglio con l’ingresso di D’Agostino. Lippi ha fatto giocare insieme il regista dell’Udinese e Pirlo, portato più in avanti. Esperimento interessante. In avanti nel primo tempo abbiamo fatto scena muta, con i nostri avanti poco serviti e poco brillanti. In attacco, formazioni alla mano, Lippi sta variando uomini e schemi. Non sono ancora stati individuati dei punti fermi, del resto è difficile: i gol delle punte latitano da un po’.
CERTEZZA BUFFON — Ma c’è chi ieri oltre a vincere ha convinto alla grande. Un super Buffon. Che non è giusto definire ritrovato, non se n’era mai andato, ma che è tornato al top della condizione. E di conseguenza favoloso. La parata sul malcapitato Dvailishvili, da pochi passi, è sembrata di quelle dei cartoni animati, troppo belle per essere vere. Doppiata nel finale da un altro super intervento dopo una deviazione di Criscito (altra nota lieta), salvato da un destino alla Kaladze. Un portiere così dà sicurezza a tutta la difesa, che ieri per la seconda partita di fila non ha subìto gol. Gigi anche in campionato è reduce da parate clamorose, come quella su Totti a Roma. L’Italia, che vede il traguardo Sud Africa 2010 vicino, almeno in porta ha una certezza formato gigante.
TBILISI (Georgia), 6 giugno 2009 - L’Italia è a un passo dal Mondiale. E questo è quello che conta. Con un punto in più dell’Irlanda e una partita in meno degli uomini del Trap non fa paura nemmeno il confronto diretto di Dublino. Se gli azzurri mercoledì a Torino batteranno la Bulgaria, potranno poi andare in Irlanda senza timori, con comunque a bordo del bus della squadra la ciambella di salvataggio dell’ultima sfida del girone di qualificazione, quella interna con Cipro.
TANTI DUBBI E POCO GIOCO — Sì, però la classifica rassicurante non deve far dimenticare le perplessità sul piano del gioco - più ancora dei risultati - che hanno accompagnato le ultime uscite degli azzurri. La Confederations Cup è un ricordo ancora vivo - parola di Buffon - che ha collegato alle batoste del Sud Africa l’avvio di gara da cancellare di ieri sera qui in Georgia. Insomma, gli azzurri avrebbero qualche problema a recuperare la massima fiducia dopo la figuraccia africana. Il primo tempo "bucato" contro Kaladze e compagnia non sembra infatti collegabile a un ritardo di fisico di preparazione, nonostante la stagione sia appena iniziata e gli azzurri non possano essere ancora al massimo. Le gambe, però, nel secondo tempo hanno girato più che nel primo, l’Italia è andata in progressione sul piano del ritmo. Eppure per battere una Georgia modesta ci sono volute due autoreti e un super Buffon. E allora cosa non ha funzionato? L’approccio alla gara, il modulo o gli uomini? O di tutto un po’? A centrocampo abbiamo fatto fatica a sviluppare una manovra fluida, e non è una novità. Siamo andati meglio con l’ingresso di D’Agostino. Lippi ha fatto giocare insieme il regista dell’Udinese e Pirlo, portato più in avanti. Esperimento interessante. In avanti nel primo tempo abbiamo fatto scena muta, con i nostri avanti poco serviti e poco brillanti. In attacco, formazioni alla mano, Lippi sta variando uomini e schemi. Non sono ancora stati individuati dei punti fermi, del resto è difficile: i gol delle punte latitano da un po’.
CERTEZZA BUFFON — Ma c’è chi ieri oltre a vincere ha convinto alla grande. Un super Buffon. Che non è giusto definire ritrovato, non se n’era mai andato, ma che è tornato al top della condizione. E di conseguenza favoloso. La parata sul malcapitato Dvailishvili, da pochi passi, è sembrata di quelle dei cartoni animati, troppo belle per essere vere. Doppiata nel finale da un altro super intervento dopo una deviazione di Criscito (altra nota lieta), salvato da un destino alla Kaladze. Un portiere così dà sicurezza a tutta la difesa, che ieri per la seconda partita di fila non ha subìto gol. Gigi anche in campionato è reduce da parate clamorose, come quella su Totti a Roma. L’Italia, che vede il traguardo Sud Africa 2010 vicino, almeno in porta ha una certezza formato gigante.
sabato 5 settembre 2009
Un amore a prova di social network
Decalogo per la buona salute di coppia
La durata e la buona salute del rapporto con il partner può essere un'alchimia difficile e complessa, facile da compromettere. Nell'epoca di Internet e dei rapporti virtuali perdono peso alcuni "nemici giurati" che la tradizione e i luoghi comuni da sempre considerano pericolosi per la tranquilla navigazione di un menage, mentre si fanno strada nuove insidie. Decisamente "out" è la concorrenza di personaggi come il bagnino palestrato, l'idraulico o la sexy segretaria, relegati al rango di personaggi da barzelletta o poco più, mentre un rischio molto maggiore viene dalle relazioni virtuali costruite online, sui social network o nelle chat line. Anzi, a questo proposito gli esperti mettono in guardia: l'uso scorretto di questi mezzi mette a rischio non solo il rapporto con il proprio compagno, ma la stessa rete amicale e le relazioni sociali nella vita "reale". Eppure, per sfruttare le possibilità offerte dal Web senza giocarsi il rapporto con il fidanzato o la fidanzata basta seguire poche semplici regole.
Gli esperti mettono in guardia: passare troppo tempo immersi nelle relazioni virtuali può dare origine a una visione distorta della realtà, con danni anche gravi all'intesa di coppia. E’ quanto emerge da uno studio promosso da Found!, società di digital Pr e digital marketing communication, che ha coinvolto 260 esperti tra sessuologi, sociologi, consulenti di coppia e avvocati, che hanno analizzato le relazioni personali e le cause di litigio all’interno di coppie e di gruppi di amici che utilizzano abitualmente i più conosciuti social network.
Gli esperti puntano il dito innanzi tutto su un eccesso di permanenza e di coinvolgimento, responsabile di molte situazioni di allontanamento all’interno della coppia (come evidenzia il 53% degli esperti intervistati). Dai focus condotti su coppie che utilizzano abitualmente questo strumento, uno dei fattori di sospetto e di disturbo che emerge con maggior forza è che le conoscenze virtuali del partner vengono vissute come una maggiore possibilità di crearsi una nuova relazione (41%). Tutto questo genera un clima di sospetto e un calo di fiducia (36%), specie se il tempo online trascorso dal compagno è considerato eccessivo. In ogni caso, i minuti (o le ore) concessi alla vita virtuale sono considerati dal 28% delle persone come tempo sottratto al rapporto di coppia, con minori occasioni di dialogo. Un altro problema sta nell'eccessivo coinvolgimento emozionale nelle relazioni virtuali, con effetti sulla vita reale, tanto che agli “amici” del social network si finisce per confidare cose di cui la stessa partner o lo stesso partner non sa nulla (21%). Ma non finisce qui. Una eccessiva dipendenza da Facebook e affini può creare una concezione distorta dell’amicizia, mentre i “litigi virtuali” rischiano di mettere in crisi interi gruppi di amici, stavolta in carne ed ossa.
Sotto accusa, però, non sono tanto i social network in quanto tali, ma l'uso che se ne fa. Ecco allora che dagli esperti arriva il “decalogo” sul loro corretto utilizzo.
1 - Mai dedicare più tempo all’universo online che a quello “reale”. Soprattutto non trasformare il social network in un rifugio dalla propria vita di coppia.
2 – Il Web non va utilizzato come valvola di sfogo o un “confessionale” in cui mettere in piazza i propri problemi o quelli di chi ci sta vicino.
3 - Non crearsi un profilo “nascosto”, senza informarne il partner: se e quando lo verrà a sapere sarà autorizzato a pensare male sul motivo per cui lo avete fatto e perderà la sua fiducia.
4 – Non eccedete sul personale, sia per quanto riguarda le immagini e i temi trattati, specie se questo coinvolge altre persone. Le regole della privacy e del buon gusto non devono mai essere dimenticate.
5 - Pensate sempre bene a ciò che state postando sul vostro spazio o su quello di qualcun altro: le parole rimangono, anche se possono essere cancellate, lasciano il segno e hanno conseguenze.
6 - Non diventate monotematici: parlare solo dei propri amici virtuali, oltre ad essere noioso, può creare sospetti e rabbia da parte del o della partner.
7 - Condividete con il/la partner gli interessi e gli amici all’interno del social network.
8 - Se volete “trasgredire” e utilizzare un social network come terreno di caccia per nuove avventure ricordate che non è così difficile essere “pizzicati”, con tutte le conseguenze del caso.
9 - Considerate sempre che un amico virtuale è avvantaggiato rispetto a un compagno reale: con lui condividete solo le cose belle, mentre con il/la partner reale condividete tutto. Attenzione insomma a non innamorarvi di una persona che potrebbe essere nella realtà molto diversa da come appare.
10 - I social network sono divertenti, stimolanti, consentono di fare nuove conoscenze e ritrovare vecchi amici, ma non dimenticate mai che la vita vera è quella di tutti i giorni.
La durata e la buona salute del rapporto con il partner può essere un'alchimia difficile e complessa, facile da compromettere. Nell'epoca di Internet e dei rapporti virtuali perdono peso alcuni "nemici giurati" che la tradizione e i luoghi comuni da sempre considerano pericolosi per la tranquilla navigazione di un menage, mentre si fanno strada nuove insidie. Decisamente "out" è la concorrenza di personaggi come il bagnino palestrato, l'idraulico o la sexy segretaria, relegati al rango di personaggi da barzelletta o poco più, mentre un rischio molto maggiore viene dalle relazioni virtuali costruite online, sui social network o nelle chat line. Anzi, a questo proposito gli esperti mettono in guardia: l'uso scorretto di questi mezzi mette a rischio non solo il rapporto con il proprio compagno, ma la stessa rete amicale e le relazioni sociali nella vita "reale". Eppure, per sfruttare le possibilità offerte dal Web senza giocarsi il rapporto con il fidanzato o la fidanzata basta seguire poche semplici regole.
Gli esperti mettono in guardia: passare troppo tempo immersi nelle relazioni virtuali può dare origine a una visione distorta della realtà, con danni anche gravi all'intesa di coppia. E’ quanto emerge da uno studio promosso da Found!, società di digital Pr e digital marketing communication, che ha coinvolto 260 esperti tra sessuologi, sociologi, consulenti di coppia e avvocati, che hanno analizzato le relazioni personali e le cause di litigio all’interno di coppie e di gruppi di amici che utilizzano abitualmente i più conosciuti social network.
Gli esperti puntano il dito innanzi tutto su un eccesso di permanenza e di coinvolgimento, responsabile di molte situazioni di allontanamento all’interno della coppia (come evidenzia il 53% degli esperti intervistati). Dai focus condotti su coppie che utilizzano abitualmente questo strumento, uno dei fattori di sospetto e di disturbo che emerge con maggior forza è che le conoscenze virtuali del partner vengono vissute come una maggiore possibilità di crearsi una nuova relazione (41%). Tutto questo genera un clima di sospetto e un calo di fiducia (36%), specie se il tempo online trascorso dal compagno è considerato eccessivo. In ogni caso, i minuti (o le ore) concessi alla vita virtuale sono considerati dal 28% delle persone come tempo sottratto al rapporto di coppia, con minori occasioni di dialogo. Un altro problema sta nell'eccessivo coinvolgimento emozionale nelle relazioni virtuali, con effetti sulla vita reale, tanto che agli “amici” del social network si finisce per confidare cose di cui la stessa partner o lo stesso partner non sa nulla (21%). Ma non finisce qui. Una eccessiva dipendenza da Facebook e affini può creare una concezione distorta dell’amicizia, mentre i “litigi virtuali” rischiano di mettere in crisi interi gruppi di amici, stavolta in carne ed ossa.
Sotto accusa, però, non sono tanto i social network in quanto tali, ma l'uso che se ne fa. Ecco allora che dagli esperti arriva il “decalogo” sul loro corretto utilizzo.
1 - Mai dedicare più tempo all’universo online che a quello “reale”. Soprattutto non trasformare il social network in un rifugio dalla propria vita di coppia.
2 – Il Web non va utilizzato come valvola di sfogo o un “confessionale” in cui mettere in piazza i propri problemi o quelli di chi ci sta vicino.
3 - Non crearsi un profilo “nascosto”, senza informarne il partner: se e quando lo verrà a sapere sarà autorizzato a pensare male sul motivo per cui lo avete fatto e perderà la sua fiducia.
4 – Non eccedete sul personale, sia per quanto riguarda le immagini e i temi trattati, specie se questo coinvolge altre persone. Le regole della privacy e del buon gusto non devono mai essere dimenticate.
5 - Pensate sempre bene a ciò che state postando sul vostro spazio o su quello di qualcun altro: le parole rimangono, anche se possono essere cancellate, lasciano il segno e hanno conseguenze.
6 - Non diventate monotematici: parlare solo dei propri amici virtuali, oltre ad essere noioso, può creare sospetti e rabbia da parte del o della partner.
7 - Condividete con il/la partner gli interessi e gli amici all’interno del social network.
8 - Se volete “trasgredire” e utilizzare un social network come terreno di caccia per nuove avventure ricordate che non è così difficile essere “pizzicati”, con tutte le conseguenze del caso.
9 - Considerate sempre che un amico virtuale è avvantaggiato rispetto a un compagno reale: con lui condividete solo le cose belle, mentre con il/la partner reale condividete tutto. Attenzione insomma a non innamorarvi di una persona che potrebbe essere nella realtà molto diversa da come appare.
10 - I social network sono divertenti, stimolanti, consentono di fare nuove conoscenze e ritrovare vecchi amici, ma non dimenticate mai che la vita vera è quella di tutti i giorni.
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