giovedì 3 settembre 2009

IMPRENDITORE IL LAVORO PIU' AMBITO, IN CALO PROF E TOGHE


DRO (TRENTO) - Il medico e l'avvocato reggono, ma nelle aspirazioni italiane sul lavoro più ambito vengono dopo l'imprenditore. In calo, invece, insegnante, docente universitario e magistrato. Come dire: lo stipendio fisso non basta e sugli ideali prevale il dio denaro. Lo dice un rapporto sui mestieri del futuro, su 2.500 casi italiani di persone tra i 18 e i 74 anni e trenta colloqui motivazionali. E' stato presentato in Trentino nella giornata conclusiva della quinta edizione di VeDrò, pensatoio bipartisan di politici, professionisti e imprenditori quarantenni, nato da un'idea di Enrico Letta, Giulia Bongiorno e Angelino Alfano. Lo hanno effettuato Alberto Castelvecchi, linguista ed editore, e Monica Fabris, sociologa e presidente della Gpf, società che ha condotto la ricerca, con la Castelvecchi Consulting. Quello verso l'imprenditoria viene registrato come un "passaggio culturale rispetto a 15-20 anni fa, quando veniva vista come una classe speciale minoritaria". A determinarne l'aspirazione, così come per i mestieri di medico ed avvocato, sono "forti prospettive di guadagno personale" a cui per l'imprenditore si associa anche la "compartecipazione ai destini dell'azienda". Lo stipendio fisso determina invece il calo per insegnanti, docenti e magistrati. E' un declino tutto italiano, dice il rapporto. I nuovi mestieri, dal tecnologico all'artigianale, intanto portano centinaia di nuovi nomi, dal broker di mutui leggeri e ri-assicurazioni, alla guida speleologica urbana, passando per l'animatore virtuale. E a proposito, la web economy risulta ormai un dato definitivo. Emerge un quadro complessivo in movimento, a cui gli autori del rapporto si sentono di dare la prospettiva di "buona ventura". Altro dato generale è una nuova realtà, che soppianta il sommerso, il vecchio lavoro in nero: è il secondo lavoro. Contamina il primo e lo integra, in un misto continuo. Il rapporto, per questo, parla di "discronia" e assegna alla politica il compito di portare una "sincronia virtuosa, per creare regole nuove e mantenere le garanzie dei diritti". Gli autori della ricerca individuano nella politica anche il soggetto che, "oltre a realizzare degli interventi-tampone in tempi di crisi della finanza, deve preservare la legalità e la libera competizione, evitando spreco di ricchezza e attrito sociale ed etnico".

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