mercoledì 2 dicembre 2009

Bambini maltrattati, arrestate 2 maestre

Scandalo nell'asilo 'Cip e Ciop' di Pistoia



PISTOIA - Due maestre di un asilo nido privato di Pistoia sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile per presunti maltrattamenti su fanciulli. Tra i maltrattamenti a cui venivano sottoposti i piccoli dell'asilo 'Cip-Ciop' c'é anche quello di "mangiare il loro vomito", come ha rivelato il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno. Le arrestate sono la responsabile dell'asilo nido, 41 anni, di Pistoia, e l'insegnante, 28 anni, residente a Pistoia.

Gli arresti delle due donne, secondo quanto reso noto dalla polizia, sono stati eseguiti dopo "una complessa attività di indagine", iniziata nell'agosto scorso dopo le segnalazioni e le denunce presentate dai genitori di alcuni bambini che in passato avevano frequentato l'asilo nido. I riscontri sono stati possibili anche grazie all'utilizzo di di telecamere di videosorveglianza installate dalla squadra mobile nei locali dell'asilo.
Un bambino di otto-dieci mesi che vomita, gli schiaffi sulla sua nuca da parte di una educatrice, il piccolo che cade sul vomito e la donna che lo solleva da terra prendendolo per un braccio con violenza. E' questo l'episodio, avvenuto questa mattina, che ha portato la polizia a compiere l'arresto in flagranza delle due donne. "Davanti a questa immagine ripresa dalle telecamere che avevamo installato nella scuola - ha detto il procuratore Renzo Dell'Anno - non potevamo attendere oltre. Dovevamo tutelare i bambini e non potevamo permettere altri maltrattamenti".
Maltrattamenti il cui elenco e' lungo, secondo i genitori dei bambini iscritti all'asilo nido Cip-Ciop di Pistoia che hanno denunciato alla questura gli episodi facendo scattare indagini che hanno portato all'arresto delle due educatrici. Oltre a costringere i piccoli a mangiare il loro vomito, secondo le accuse, i piccoli subivano vari castighi. Sarebbero stati tenuti chiusi al buio nei bagni, non veniva dato loro da bere, venivano fuori dalle aule al freddo, venivano strattonati con forza tanto che spesso alcuni sarebbero tornati a casa con arrossamenti.
Tempo fa un bambino tornò a casa con una spalla lussata ma all'episodio non venne dato particolare peso in quanto i genitori pensavano potesse essere stato un episodio banale durante il gioco tra bimbi. "Ora, alla luce di quanto registrato dai filmati, rivaluteremo tutte le segnalazioni avute anche in passato", ha detto il procuratore Renzo dell'Anno.
Tra i maltrattamenti che i filmati della questura hanno registrato ci sono anche scappellotti ai bambini e pressione sulla bocca al momento dei pasti per costringere i piccoli a mangiare. Questi particolari sono stati rivelati dal procuratore. Questa mattina, dopo aver visionato il filmato, gli agenti si sono presentati a scuola e, intorno alle 11, hanno arrestato la prima donna. Gli agenti della Mobile si sono presentati ai cancelli della struttura ed hanno invitato l'educatrice a seguirli in questura. Più tardi, alle 11.40, è avvenuto il secondo arresto. Il procuratore ha immediatamente avvertito il sindaco di Pistoia Renzo Berti della situazione, che ha provveduto con l'invio di personale specializzato, a gestire la scuola.

GENITORI STUPITI, SOLIDARIETA' MAESTRE
Stupore, sorpresa, solidarietà alle maestre. Davanti all'asilo nido Cip e Ciop di Pistoia tra i genitori regna l'incredulità e c'é anche chi, come la signora Greta Mazzei, madre di un bimbo di due anni, che manifesta solidarietà alle maestre. "Prima di iscrivere mio figlio all'asilo nido avevo raccolte tutte le informazioni sulla scuola.
La maestra Laura era descritta come una persona rigida, ma tutti mi avevano detto che i suoi metodi educativi erano validi. In questi mesi mai mi sono accorta che qualcosa non andava e mio figlio è sempre stato sereno. Voglio esprimere solidarietà alle maestre. Qualche volta mio figlio mi raccontava che la maestra Laura lo aveva brontolato, ma niente di più". Davanti alla scuola ci sono anche mamme che hanno i figli da tre anni iscritti alla scuola tutte concordano nel manifestare stupore e meraviglia per quanto accaduto. "I bambini non si sono mai lamentati. Sapevamo di alcune denunce ma per noi non avevano senso siamo confuse. Abbiamo appreso la notizia dalla tv, mentre il Comune aveva cominciato a contattarci. Un papà, invece per dimostrare la bontà delle insegnanti ha detto: "Quando mio figlio, a casa, piangeva per una bizza gli dicevo che se non avesse smetto il giorno dopo non lo avrei mandato all'asilo".
Dal portone dell'asilo nido esce una mamma visibilmente adirata e grida più volte vergogna verso i poliziotti che da tempo sostano davanti al cancello del nido. "Si, ho gridato vergogna verso i poliziotti perché non si compiono azioni di questo genere davanti a bambini piccoli nel pieno dell'attività, potevano usare altri metodi".

ARRESTATA GESTISCE ALTRO ASILO, SOSPESA ATTIVITA'
Laura Scuderi, l'educatrice arrestata questa mattina per i maltrattamenti sui bambini dell'asilo nido Cip-Ciop, gestisce un'altra struttura identica nel comune di Quarrata (Pistoia). Lo rende noto la questura. Secondo i poliziotti nell'asilo nido di Quarrata non sono stati verificati episodi di maltrattamenti. E' stata comunque sospesa l'attivita' della struttura, 'Il bosco magico'.
Il procuratore Renzo dell'Anno ha avvertito dell'arresto della signora Scuderi il sindaco della cittadina pistoiese, Sabrina Sergio Gori alla quale è stato dato incarico di verificare se esistono le condizioni, da parte dell'amministrazione comunale di poter gestire l'asilo in assenza della titolare.

lunedì 30 novembre 2009

Virus A, mutazione arriva in Italia


Il caso di mutazione del virus A/H1N1 riscontrato in Italia "non è preoccupante perché si è verificato durante il ricovero e non si è propagato". Lo ha precisato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, a Torino per un incontro sul disegno di legge sul rischio clinico. "Il vaccino resta più che mai valido nell'obiettivo di virus almeno nell'emisfero nord", ha aggiunto Fazio ricordando che nell'Unita di crisi di giovedi" "molto verosimilmente si deciderà di allargare la vaccinazione alle fasce dai sei mesi ai 17 anni e degli ultrasessantacinquenni con fattori di rischio"

Tra gli italiani colpiti dall'influenza A c'é stato un solo caso di mutazione del virus H1N1. Lo rende noto il ministero della Salute, dopo la segnalazione, da parte delle autorità sanitarie norvegesi, di una singola mutazione in alcuni pazienti affetti da una grave polmonite. La mutazione segnalata dalle autorità norvegesi riguardava l'emoagglutinina (proteina virale di superficie) del virus A/H1N1, consistente nel cambiamento di un unico aminoacido (una glicina al posto di un acido aspartico). "Casi sporadici della stessa mutazione - comunica il ministero - sono stati riportati, a partire da aprile, in diversi paesi del mondo sia in pazienti con polmoniti gravi sia in pazienti con decorso benigno della malattia".
"A seguito di tali segnalazioni, l'Istituto Superiore di Sanità ha rivalutato le sequenze di oltre 100 ceppi virali identificati da altrettanti pazienti diagnosticati negli ultimi mesi in diverse regioni italiane. La mutazione - si spiega - è stata rinvenuta sino ad ora in un solo paziente, affetto da una grave forma di polmonite risolta a seguito di trattamento con Ecmo eseguito in terapia intensiva. Nessuno degli altri pazienti esaminati, inclusi quelli con manifestazioni gravi o letali, presentava detta mutazione".
"I dati italiani - prosegue la nota - confermerebbero quindi che la mutazione in oggetto non appare per ora predominante nei casi gravi o letali di nuova influenza; inoltre, la stessa mutazione ha un carattere sporadico e non sembra allo stato attuale in fase di diffusione". "Tale mutazione - aggiunge il ministero - non influisce sull'efficacia del vaccino né sull'efficacia del trattamento con farmaci antivirali. A questo proposito si ricorda che, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, su oltre 160 pazienti analizzati sinora, si è riscontrato un unico caso di resistenza a oseltamivir. Tale resistenza,é insorta a seguito del trattamento prolungato di un paziente affetto da gravi patologie preesistenti ed è rimasta isolata, non avendo dato seguito ad episodi di trasmissione del ceppo resistente".

martedì 10 novembre 2009

Allerta per i missili stranieri con un sms


Singolare proposta in Israele, per via dell’assuefazione alle sirene da parte della popolazione


L’abitudine investe l’essere umano a tutti i livelli, anche alle sirene d’allarme in tempo di guerra purtroppo. La diretta conseguenza è una diminuzione della reattività della popolazione civile nei momenti di urgenza, come ha fatto notare il capo del Home Front Command Israeliano, intervistato dal Jerusalem Post. La difesa aerea israeliana che controlla lo spazio aereo sopra Gaza è in grado di calcolare da dove vengono sparati i Qassam verso il territorio israeliano. Un computer della Difesa seleziona all’istante il quadrante da dove è partito il missile e fornisce le coordinate alle batterie dei missili per la risposta immediata, calcola dove potranno cadere i razzi e lancia l’allerta alla Difesa Civile. Al termine della comunicazione, iniziano a suonare le sirene per le strade e da quel momento ci sono quindici secondi per trovare un riparo prima dell’impatto. Ma il suono stridente delle sirene non è più in grado di attirare l’attenzione della popolazione civile israeliana in maniera rapida ed efficace. Assuefazione? Forse. Fatto sta che le loro orecchie si sono drasticamente abituate a quell’incessante sottofondo e le statistiche rilevano che il 90 per cento delle vittime civili israeliane sono state colpite mentre si trovavano all’aperto, lontano da edifici e rifufi. Ragion per cui il Comando del Fronte Interno Israeliano, vale a dire la Difesa Civile, sta pensando di sviluppare un sistema di allerta antimissile che sarà ricevuto da ogni singolo telefonino via sms. E sarà questo il segnale che è giunto il momento di correre in un rifugio. Il nuovo sistema dovrebbe essere pronto entro due anni: “il sensore dei razzi creerà un’elissi virtuale con l’indicazione certa della zona d’impatto dell’ordigno e a quel punto tutti i telefonini di quell’area riceveranno l’allarme”, ha detto il colonnello Chilik Soffer al Jerusalem Post. Partendo dall’assunto secondo cui più specifico è l’allarme più pronta sarà la popolazione, si è deciso di studiare un sistema che, oltre a restringere l’allerta ad una zona ben precisa, quella dove verosimilmente andrà a cadere l’ordigno, sia in grado di raggiungere ogni e qualsiasi cittadino dotato di telefonino. Resta il fatto che quando, come nel caso di Sderot o di altri centri Negev sottoposti allo stillicidio dei Kassam lanciati da Gaza, la distanza del razzo dal suo obiettivo è solo di pochi chilometri, anche il tempo accordato per raggiungere un rifugio o una qualsiasi protezione è molto, troppo, stretto. Anche un sms a quel punto servirà a poco senza un adeguato sistema militare antimissile.

lunedì 2 novembre 2009

LA LEGGE NON È TENERA IN SCOZIA


Il ventisettenne motociclista inglese Neil Purves è stato condannato a nove mesi di carcere e a cinque anni di sospensione della patente per aver superato i 265 km/h a cavallo della sua Suzuki GSX-R 1000 sulla A702 nei pressi della località di West Linton.

La Polizia ha dichiarato che si tratta della velocità più alta mai rilevata su una strada della Scozia. La pena esemplare, quindi, rappresenta un monito per quanti siano anche solo sfiorati dall'idea di emulare questa pericolosa "bravata".
Un esempio da seguire anche nel nostro Paese, al contrario fin troppo permissivo con chi non rispetta il Codice della strada.

mercoledì 28 ottobre 2009

Giovane scomparsa, fidanzato confessa omicidio



Il corpo fatto a pezzi e seppellito nelle campagne di Augusta

SIRACUSA - Risolto dai carabinieri il giallo della scomparsa di Francesca Ferraguto, la barista di Augusta (Siracusa) di 22 anni della quale non si avevano notizie dalla fine dello scorso maggio. I militari dell'Arma della compagnia di Augusta hanno infatti posto in stato di fermo con le accuse di omicidio ed occultamento di cadavere il fidanzato della ragazza, Gianfranco Bari, 35 anni, operaio, pure lui di Augusta. L'uomo, messo alle strette dopo mesi e mesi di indagini, ha confessato. Il corpo privo di vita della giovane donna è stato così ritrovato, orribilmente fatto a pezzi e seppellito in un fondo nei pressi dell'abitazione rurale del padre dell'operaio fermato, nelle campagne di Augusta. All'origine del delitto ci sarebbe stato l'ennesimo litigio originato da motivi di gelosia.

I GIORNI DELLA SCOMPARSA - La scomparsa di Francesca Ferraguto era sembrata un allontanamento volontario. Della vicenda si era occupata la trasmissione "Chi l'ha visto", ma l'ipotesi dell'omicidio era tenuta a distanza. Lo scorso 9 luglio l'auto della ragazza era stata trovata dalla polizia nei pressi della stazione di Catania. La vettura era aperta e con le chiavi inserite nel cruscotto. La ragazza viveva da due anni con il fidanzato, in una casa poco distante dall'abitazione dei genitori di lei, che alcuni giorni dopo la scomparsa della figlia, avvenuta il 25 maggio, avevano avvertito i carabinieri.
IL CADAVERE FATTO A PEZZI CON UNA SEGA - Per fare a pezzi il cadavere della compagna appena uccisa, l'assassino ha utilizzato un flex, una sega elettrica in genere utilizzata per tagliare materiali duri come il marmo. L'agghiacciante particolare è emerso dalla ricostruzione fatta dagli investigatori sull'uccisione di Francesca Ferraguto da parte del fidanzato Gianfranco Bari, operaio trentacinquenne sottoposto a fermo dopo la sua confessione. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Augusta, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa Manuela Cavallo. Bari ha detto di ricordare solo di aver picchiato la donna, che sarebbe caduta a terra battendo violentemente la testa e morendo. Dopo avrebbe utilizzato uno dei suoi attrezzi di lavoro per tagliare in più parti il corpo, chiuderlo in sacchi di plastica da rifiuti e quindi gettarli in una profonda buca che aveva scavato in un terreno vicino all'abitazione rurale dei suoi genitori, dove i resti sono stati trovati ieri sera dopo che Bari, messo alle strette, aveva confessato.
I TENTATIVI DI DEPISTAGGIO - Gianfranco Bari ha raccontato agli investigatori che la sera del 25 maggio aveva accompagnato Francesca Ferraguto dall'estetista, in serata era passato a riprenderla e, insieme, avevano mangiato un panino fuori. Poi il ritorno a casa, dove i due vivevano. L'uomo era separato e i suoi tre figli, nati dal precedente matrimonio, che gli erano stati affidati, abitavano con i suoi genitori. Una volta a casa tra i due era scoppiato un litigio, l'ennesimo, ma questa volta con un epilogo tragico. Anche dalle testimonianze di amici e parenti della vittima è emerso che la relazione tra i due fosse a tratti burrascosa. Inizialmente Gianfranco Bari agli inquirenti aveva raccontato che dopo la litigata aveva fatto una doccia e mentre era in bagno aveva sentito il rumore della porta di casa che si chiudeva con violenza: Francesca era andata via. L'uomo costruisce il suo alibi così: telefona dal suo cellulare a quello di Francesca lasciandole messaggi in segreteria telefonica e invitandola a ritornare. Nei giorni successivi, utilizzando il telefono cellulare della compagna che aveva con sé, invia alcuni sms sia al proprio telefonino che a quello della madre, e anche ad un sottufficiale dei carabinieri, suo conoscente, che si stava occupando delle ricerche della ragazza. Nel testo dei messaggini Bari, fingendosi Francesca, scrive di essersi allontanata da casa perché vuol stare sola. I messaggi giungono da parti diverse del territorio, avvalorando per gli investigatori - che avevano messo l'utenza sotto controllo - l'ipotesi di un allontanamento volontario. La svolta nelle indagini sull' omicidio di Francesca Ferraguto avviene quando l'assassino, Gianfranco Bari, commette l'unico errore di questa vicenda: una sola volta pone la sim card della ragazza nel suo telefono personale per leggere alcuni messaggi. In quel momento gli investigatori hanno la certezza che l'uomo ha anche il telefono (trovato ieri sera nell'abitazione rurale dei genitori del fermato) e la sua sim. Nel tentativo di depistare gli investigatori, Bari inserisce la sim del telefono di Francesca in un altro suo vecchio apparecchio telefonico: sale su un treno diretto a Milano ma prima che il convoglio si muova nasconde il cellulare acceso nell'imbottitura di un sedile e scende. Il telefono di Francesca parte da solo per Milano per poi tornare, alcuni giorni dopo, ormai spento, ad Augusta. I carabinieri presidiano le stazioni di Catania e Augusta ma in quel treno, dove Francesca non è mai salita non c'é ovviamente traccia della ragazza. Questi spostamenti virtuali di Francesca lungo l'Italia trovano eco, hanno spiegato gli investigatori, anche nella trasmissione di Rai 3 "Chi l'ha visto", che si occupa del caso in più di un'occasione. Diverse le segnalazioni di persone che affermano di aver visto e anche parlato con Francesca. Tutto questo sembra dare credito all'alibi di Bari. Ma il pm Manuela Cavallo è convinta che quella di Francesca non sia una sparizione volontaria e va dritta per la sua strada. Ieri pomeriggio convoca per una nuova audizione l'operaio, che messo alle strette, incalzandolo in particolare sulla vicenda delle sim card, confessa.



lunedì 26 ottobre 2009

Ladri fanno saltare il caveau dell'Ikea


Nel mirino il punto vendita di Rimini. Mistero sul bottino

RIMINI - Una violenta esplosione ha scosso intorno alle 5 del mattino l'area nei pressi del casello autostradale di Rimini Nord dove ha sede l'Ikea: alcuni banditi hanno cercato di forzare il caveau facendo saltare una carica di esplosivo che ha provocato ingenti danni agli uffici del centro commerciale. Al momento non è dato sapere se e quanti soldi i rapinatori sono riusciti a sottrarre alle casse dell'Ikea. Sul posto si sono recati i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona. Sull'accaduto indaga la Polizia di Stato.

mercoledì 21 ottobre 2009

I SIMPSON COMPIONO 20 ANNI


Il 16 Settembre iniziano i festeggiamenti planetari per il 20° Anniversario della serie tv con l’uscita della Stagione 12 in DVD.

A partire dal 16 Settembre, in concomitanza con l’uscita del cofanetto DVD della Stagione 12 de I Simpson, 20th Century Fox Home Entertainment invita tutti i fan della serie tv a cartoni più longeva della storia, a partecipare ai lunghi festeggiamenti planetari per il 20° Anniversario de I Simpson!
Risale infatti al 1989 la prima messa in onda americana dei corti animati “antenati” de I Simpson durante il Tracey Ullman Show. In America lo show debuttò in prima serata il 17 dicembre 1989. In Italia abbiamo dovuto attendere il 1991 per vedere Homer, Marge, Lisa, Bart e Maggie in prime time (prima su Canale 5 e poi su Italia 1). Ma oggi, dopo quasi 20 anni di messa in onda tv, la geniale parodia della famiglia americana creata dal fumettista Matt Groening (papà anche di American Dad e Futurama) ha ancora la forza satirica e la comicità sempre al passo con i tempi per riflettere sulla condizione umana, la cultura, la famiglia, la società e anche la stessa televisione.
Le celebrazioni di questo importante anniversario coinvolgeranno la divisione Home Entertainment di 20th Century Fox con speciali iniziative a livello globale ed eventi studiati per l’occasione che si svilupperanno lungo tutto il corso del 2009, per culminare a Gennaio 2010.
La prima sorpresa riservata a tutti i fan è l’uscita il del nuovo cofanetto a 4 dischi con tutti gli episodi della stagione 12, prevista per il 16 Settembre. Tra i 21 episodi sono inclusi: “Party Posse: musica e follia”, ovvero l’odissea di Bart e della sua boy band – i Party Posse – alle prese con un repertorio musicale dai testi alquanto subliminali e “Trilogia di una giornata”, nel quale si raccontano le giornate tipo di Lisa, Bart e Homer attraverso linee narrative diverse.Tantissimi anche gli extra inclusi in ogni singolo disco tra i quali un’introduzione agli episodi di Matt Groening.
E ancora, dal 16 Settembre, tutte le prime 11 stagioni in DVD de I Simpson, sono per la prima volta disponibili ad un prezzo davvero eccezionale!

I SIMPSON STAGIONE 12

CONTENUTI SPECIALI

- Disegno e animazione: parlano gli animatori.                                                                                               - Panoramica dell’animazione picture in picture.
- Episodi in varie lingue.
- Un momento divertente con Matt Groening.
- Il meglio de “L’uomo dei fumetti”.
- Galleria di bozzetti: parlano gli animatori
- Pubblicità.                                                                                                                                                - Scene tagliate
- Il Global Fan Fest.
- Commento audio degli episodi

CARATTERISTICHE TECNICHE

Audio: Italiano 5.1 Dolby Digital, Inglese 5.1 Dolby Digital
Video: 1.33.1, 4:3.
Menu: Italiano, Inglese, Spagnolo.
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Spagnolo.

I Simpson:
La più longeva sitcom in onda sulla tv americana, I Simpson ha raggiunto lo storico traguardo del 400° episodio nel Maggio 2007 seguito dal planetario successo del primo lungometraggio I Simpson, Il film (2007). Gli acclamatissimi personaggi della serie, Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie Simpson, utilizzano i tradizionali stereotipi della vita familiare e li stravolgono. Esploso come fenomeno culturale nel 1990, I Simpson si conferma uno dei prodotti più acclamati e distribuiti internazionalmente oltre che in USA. I Simspon possono vantare una Stella nella Walk of Fame di Hollywood dal 14 Gennaio 2000 e sono famosi anche per la partecipazione, come doppiatori, di molte star e celebrità non solo americane. Nella primavera del 2008 è stata inaugurata The Simpsons Ride presso gli Universal Studios ad Orlando in Florida e ad Hollywood in California. La multi premiata (I Simpson hanno incassato ben 10 Emmy Award®) serie tv è attualemente giunta alla 21° stagione. I Simpson è una produzione Gracie Films in associazione con 20th Century Fox Television. I produttori sono: James L. Brooks, Matt Groening, e Al Jean. La divisione Licenze e Marketing di Gracie Film sviluppa e produce i cofanetti DVD della serie. I Simpson sono prodotti dallo studio grafico Film Roman.

mercoledì 14 ottobre 2009

H1N1, primo vaccinato. E' un medico di Milano


MILANO - All'Asl di Milano e' stata vaccinata la prima persona in Italia contro il virus H1N1 responsabile dell'Influenza A. A dirlo all'ANSA e' Luciano Bresciani, assessore alla Sanita' della Regione Lombardia. Il primo vaccinato e' un operatore sanitario della stessa Asl, di circa 40 anni. A vaccinarlo e' stato lo stesso assessore, medico e cardiochirurgo.

"Abbiamo appena varato la sconfitta dell'influenza A" ha dichiarato Bresciani subito dopo aver iniettato il primo vaccino. A riceverlo, in dose unica, è stato Giorgio Ciconali, medico e direttore del servizio di igiene pubblica della Asl di Milano. Nel corso della giornata, spiega l'assessore, si procederà con altre vaccinazioni, aumentandole grado per grado fino a portarle a regime nei prossimi giorni. Il tutto avverrà in linea con le dosi che si renderanno via via disponibili: si attende in Lombardia una consegna da parte del Ministero della salute ogni due-tre giorni.

lunedì 12 ottobre 2009

Fabrizio Corona condannato


ROMA 12 OTT - Fabrizio Corona e' stato condannato per la detenzione e la ricettazione di una pistola rubata e per detenzione e spendita di banconote false. Il 'fotografo dei vip' e' stato condannato con rito abbreviato dal Gup di Milano Mariolina Panasiti a 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa, convertiti in una pena pecuniaria di 4.560 euro. Il Pm aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione.

Bomba contro caserma, due feriti a Milano


MILANO - Un libico di 35 anni ha fatto esplodere una bomba rudimentale, stamani alle 7.45, davanti alla caserma Santa Barbara in piazzale Perrucchetti a Milano. I feriti sono due: un militare colpito lievemente da una scheggia e lo stesso attentatore che ha invece riportato gravi lacerazioni a una mano, che gli è stata amputata, e al viso. L'attentatore è regolare in Italia, residente a Milano e con precedenti penali che, però, secondo fonti di intelligence, non hanno niente a che fare con il terrorismo.

Le indagini sull'attentato compiuto stamani contro la caserma santa Barbara di Milano sono condotte congiuntamente da Ros dei Carabinieri e Digos della Questura di Milano.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha convocato il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza Pubblica. All'ordine del giorno la verifica delle iniziative antiterrorismo, anche alla luce dei recenti episodi nazionali e internazionali. Al Comitato prendera' parte anche il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), prefetto Gianni De Gennaro.
L'intelligence al momento considera l'attentato 'il gesto isolato di una persona che non ha alcun precedente specifico'. Secondo una prima ricostruzione dell'attentato, il libico, cercando di infilarsi tra l'auto di un militare che stava entrando dalla porta carraia della caserma e il muro, è stato affrontato, da lontano, dai militari di guardia che gli hanno spianato contro il fucile mitragliatore. A quel punto, dicendo solo brevi parole in arabo, il libico ha fatto saltare in aria la valigetta in metallo che aveva in una mano. In tasca aveva un biglietto ferroviario per una tratta proveniente da Napoli sul quale gli investigatori stanno ancora lavorando per capirne l'importanza. Si escludono al momento in Procura, a Milano, collegamenti tra l'attentatore di questa mattina e i 4 marocchini, due dei quali arrestati nel dicembre del 2008, che avevano intenzione di compiere attentati contro obiettivi sensibili tra cui proprio la caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti. Il comandante della caserma, il Colonnello Valentino De Simone, e fonti investigative hanno "smentito categoricamente" che il libico abbia proferito frasi inerenti ai nostri militari in Afghanistan.
Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, in una conferenza alla quale hanno partecipato anche i capi della Digos e del Ros di Milano e i vertici dei carabinieri di Milano. Spataro ha spiegato che l'esplosione "non ha visto utilizzata l'intera quantitativo di esplosivo". In sostanza l'ordigno, a base di nitrati, sostanze che si trovano liberamente in vendita, non è esploso del tutto. Spataro ha comunque sottolineato che non si sa se il libico arrestato "abbia da sé confezionato l'ordigno" e che "la quantità della sostanza utilizzata e quella inesplosa non è ancora stata accertata".
L'attentato di questa mattina, afferma il direttore della polizia di prevenzione (Ucigos), il prefetto Carlo De Stefano, "presenta aspetti di gravità e virulenza che fanno ipotizzare che l'obiettivo dell'attentatore fosse quello di provocare vittime". Allo stato, aggiunge inoltre, "é difficile stabilire se si tratta di un gesto isolato di un fanatico o del disegno di un gruppo integralista". Il direttore dell'Ucigos conferma che la caserma Santa Barbara "era già emersa come possibile obiettivo di un'azione terroristica" ma che Mohammed Game non aveva "alcun collegamento" con i marocchini che progettavano attentati in Lombardia e arrestati nel dicembre scorso a Milano.

sabato 10 ottobre 2009

Messina: oggi i funerali. In migliaia per l'addio


MESSINA - Negozi chiusi e saracinesche abbassate in tutta la città: Messina celebra l'addio alle vittime dell'alluvione che ha colpito la zona a sud della città il primo ottobre. Alcune migliaia di persone sono già radunate sul sagrato antistante la cattedrale dove l'arcivescovo Calogero La Piana celebra i funerali. La città è stretta attorno alle vittime e ai loro familiari e in tanti vogliono dare l'ultimo saluto a chi ha perso la vita per le frane che hanno devastato Giampilieri Superiore e Scaletta Zanclea.

Ventuno le bare avvolte nel tricolore poste ai piedi dell'altare. Su ogni feretro cuscini di fiori rossi e le foto delle vittime. Fuori, intanto, sono già alcune centinaia le persone che si sono radunate per l'ultimo saluto ai morti. Saranno presenti, tra le autorità, anche il premier, Silvio Berlusconi, il presidente del Senato, Renato Schifani, in rappresentanza del capo dello Stato.
Proclamata la giornata di lutto nazionale, sollecitata nei giorni scorsi dal sindaco, Giuseppe Buzzanca, e dallo stesso vescovo. Giunto al Duomo, il ministro Alfano però ribadisce: "Non c'é stato alcun ritardo nella proclamazione del lutto nazionale per la tragedia di Messina. Lo abbiamo deciso al primo Consiglio dei ministri utile". Il Guardasigilli ha aggiunto poi che "Berlusconi si è assunto l'onere della ricostruzione e rispetterà tempi e modi". "Bisogna fare chiarezza su quanto accaduto - ha concluso - ciascuno deve fare la sua parte: il governo, la magistratura e le istituzioni locali".
Una piccola bara bianca, avvolta nel tricolore, cui è legato un palloncino con scritto il suo nome, Ilaria. E' il feretro della più piccola, 5 anni, delle vittime dell'alluvione del messinese recuperate. Il suo feretro è accanto a quello della madre, Teresa Macina, di nazionalità polacca. Le mani delle sue amichette hanno adagiato sul feretro due pupazzetti ed un disegno con un grande cuore. Poco più in là altri due palloncini bianchi stanno a simboleggiare gli altri due bambini vittime della tragedia, Lorenzo, di 2 anni, e Francesco, di 6. Tutti e tre i piccoli vivevano a Giampilieri Superiore, ma solo il corpicino di Ilaria è stato recuperato. Per Lorenzo e Francesco le ricerche ancora proseguono per dare loro una degna sepoltura. Intanto la loro "presenza" è testimoniata da quei due palloncini legati al feretro della madre, Maria Letizia Scionti.
Ieri sera oltre un migliaio di persone ha reso omaggio alle vittime con una veglia funebre. In cattedrale sono state portate 21 bare, tutte avvolte nella bandiera tricolore tranne una, quella di una donna romena, con la bandiera del suo paese. I familiari di altre sei vittime hanno preferito esequie in forma privata, mentre deve ancora essere riconosciuto il cadavere di uno dei morti estratti dalla macerie. Durante la veglia momenti di intesa commozione, sopratutto tra i familiari delle vittime.
Intanto si leva la voce del comitato formatosi tra i cittadini colpiti dal disastro: chiedono che le nuove case non vengano costruite altrove. "Gli abitanti e i commercianti di Scaletta, Giampilieri, Altolia e degli altri villaggi colpiti dal nubifragio nel Messinese non vogliono aver costruite case in posti diversi e preferiscono tornare dove hanno vissuto per tanti anni", spiega Ernesto Fiorilo, presidente nazionale di Consumatori Associati e presidente del comitato. "L'alluvione di Messina - aggiunge - è un evento totalmente diverso dal terremoto dell'Aquila e richiede interventi differenti. La ricostruzione delle case e dei negozi deve avvenire nei villaggi di origine per non cancellare queste realtà e deve essere affidata alle imprese locali per rilanciare l'economia. Gli imprenditori infatti devono essere aiutati subito perché altrimenti le attività commerciali rischiano di scomparire per sempre". "Non vogliamo inoltre più sentire dire - prosegue Fiorillo - che la colpa di tutto è dell'abusivismo edilizio perché la causa esclusiva della tragedia è la mancata attenzione di chi doveva prevenire il dissesto idrogeologico, già dopo l'alluvione disastrosa del 2007 e la frana del 2008, e invece, ha ignorato il problema".

venerdì 9 ottobre 2009

Bomba sulla Luna, riuscito impatto


La sonda LCROSS ha scaglia un proiettile contro un cratere lunare
NEW YORK - A segno la prima fase della missione Lcross della Nasa per cercare acqua sulla Luna. Un razzo Centaur si e' schiantato sul cratere lunare Cabeus vicino al Polo Sud lunare alla ricerca di eventuali riserve idriche, seguito dalla 'sonda madre'. L'impatto a oltre 7.000 chilometri orari del 'missile bomba' Centaur, il primo stadio della sonda, con la superficie lunare e' avvenuto alle 7:33 ora di Cape Canaveral, con alcuni minuti di ritardo sull'orario previsto, sollevando una nube di polvere lunare.

La sonda ha avuto quindi soltanto quattro minuti per filmare e fotografare gli effetti dell'impatto e, attraverso gli strumenti di rilevamento a bordo, per cercare vapore acqueo o frammenti di ghiaccio nella nube di detriti alzata dall'esplosione. La spettacolare missione potrebbe confermare i risultati della sonda indiana Chandrayaan-1, che ha scoperto tracce d'acqua sulla superficie lunare, aprendo scenari di esplorazione alla 'Star Trek', il telefilm cult di fantascienza: la presenza di acqua è, infatti, considerata l'elemento essenziale per un eventuale ritorno dell'uomo sulla Luna, e stavolta per rimanerci, in una base spaziale stabile. Nel programma della Nasa, in attesa dell'approvazione della Casa Bianca, questa ipotesi è fissata per il 2020. Alla stampa americana Alan Andrews, che ha progettato la missione LCROSS, non ha nascosto la sua eccitazione per l'evento, che verrà trasmesso in diretta sul sito della Nasa: "La tempesta di polvere che si scatenerà e che potremo vedere sarà fantastica, come se la Luna ci venisse addosso", ha detto.
Il Centaur ha espresso una potenza pari a una tonnellata e mezzo di dinamite, sollevando una nube di 350mila chilogrammi di detriti lunari e aprendo una voragine che gli scienziati ritengono avrà un diametro di circa venti metri. La nube sollevata dal Centaur, che arriverà a quasi dieci chilometri d'altezza, sarà visibile anche dalla Terra con un telescopio di dieci pollici. La Luna, però, non corre alcun rischio: in media quattro volte al mese viene colpita da corpi celesti che provocano crateri equivalenti. La differenza, in questo caso, è che il punto dell'impatto è stato scelto dagli scienziati con cura, al polo sud della Luna, dove la luce del Sole non batte mai e dove potrebbero trovarsi depositi di ghiaccio nascosti nel sottosuolo. Svolto il suo primo compito 'dinamitardo', la sonda LCROSS rimarrà nello spazio per studiare la superficie lunare, in cerca del sito migliore per il futuro, eventuale, atterraggio sulla luna.

Obama Nobel per la Pace


Al presidente Usa il prestigioso riconoscimento

09 ottobre, 11:30

Barack Obama ha vinto il Nobel per la pace 2009. Il presidente Usa è stato insignito del premio "per i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli", si legge nella motivazione.

"Il Comitato ha dato grande importanza all'impostazione di Barack Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari", ha detto il presidente del Comitato per il Nobel, Thorbjoern Jagland. Nell'annunciare il premio, Jagland ha precisato che forse ad alcuni l'assegnazione al neopresidente americano può essere considerata prematura, ma per statuto il premio va assegnato a chi ha fatto il massimo per la pace nell'anno precedente.
Il premio verrà consegnato ufficialmente il 10 dicembre a Oslo, nell'anniversario della morte del fondatore, l'industriale e filantropo svedese Alfred Nobel. Il riconoscimento consiste in una medaglia, un diploma ed un assegno da 10 milioni di kronor (circa un milione di euro).

giovedì 8 ottobre 2009

Tsunami, il Pacifico trema ancora


SYDNEY - Due forti terremoti sottomarini hanno colpito il Pacifico sud-occidentale innescando per un paio d'ore un allarme tsunami per l'intera area appena una settimana dopo che ondate-killer avevano travolto l'arcipelago delle Samoa uccidendo circa 150 persone.

L'allarme-tsunami è stato lanciato dapprima per 11 nazioni, tra cui Papua Nuova Guinea, le turistiche isole Figi e altri paradisi come Vanuatu e la Nuova Caledonia, dove le autorità hanno spinto la popolazione ad evacuare la costa est dell'isola e le prospicienti Loyalty Island incitando la gente a spostarsi su alture.
Un portavoce della polizia di Noumea, capitale dell'arcipelago governato dalla Francia, aveva riferito che le ondate erano attese per 02:15 italiane. L'allarme è stato poi esteso ad Australia, Nuova Zelanda, Indonesia, Tonga e Samoa, le isole colpite dallo tsunami che la settimana scorsa ha spazzato via interi villaggi. Verso le due e tre italiane è arrivato il cessato allarme dato che le scosse hanno generato solo una piccola onda. Il breve incubo è stato innescato da due terremoti sottomarini, uno di magnitudo 7,8 e un altro di 7,3, rilevati ad un quarto d'ora l'uno dall'altro tra Vanuatu e le isole Salomone quando in Italia era da poco passata la mezzanotte.
La polizia nella capitale dell'isola, Port Vila, ha riferito di non aver avvertito il sisma e che non è stato notato alcun innalzamento del livello del mare. A Luganville, sulla costa meridionale dell'isola, sono state invece segnalate scene di panico con gente in fuga per strada. Poco prima un altro sisma, stimato dapprima in 6,9 ma poi scalato a 6,7 gradi Richter aveva scosso l'arcipelago sud-orientale filippino di Sulu che si sta appena riprendendo da un tifone che ha ucciso 22 persone.

mercoledì 7 ottobre 2009

Messina, 25 morti Arrivano 40 mln


Annuncio di Bertolaso. Sabato i funerali solenni e scoppia la polemica

MESSINA - "Sono 25 le vittime recuperate, non risulta il rinvenimento di altri corpi". E' quanto affermano dall'unità di crisi allestita in Prefettura a Messina. Nel pomeriggio il sindaco di Scaletta Zanclea, Mario Briguglio, aveva detto che dalle macerie nel paese erano stati estratti 2 corpi. In serata il primo cittadino, interpellato, ha affermato di aver avuto "notizie errate". "Il corpo recuperato è uno", aggiunge.

Secondo il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il bilancio definitivo "dovrebbe quindi essere di 35 vittime, visto che per i 10 dispersi non c'é nessuna speranza che siano trovati in vita".
SABATO I FUNERALI DELLE VITTIME - Sabato, alle 10.30, nella Cattedrale di Messina, saranno celebrati i funerali delle vittime dell'alluvione. Ad officiare le esequie sarà mons. Calogero La Piana, arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela. Per sabato il sindaco Giuseppe Buzzanca ha dichiarato il lutto cittadino ed a palazzo Zanca saranno issate a mezz'asta le quattro bandiere che sventolano normalmente nella sede municipale, la Europea, l'Italiana, la Regionale e quella Civica. Oggi pomeriggio, alle 15, nella chiesa di S. Maria Annunziata ed Assunta, a Forza d'Agrò (Me), saranno celebrati da padre Gennaro Currò, i funerali di Roberto Carullo, l'agente della Polfer vittima della tragedia di Giampilieri. Al rito funebre parteciperà il sindaco Buzzanca.
E' POLEMICA SUL LUTTO CITTADINO - "In questa fase non vogliamo fare polemiche, ma vorrei sapere perché non è stato proclamato il lutto nazionale per i funerali delle vittime dell'alluvione". Lo ha detto Giuseppe Buzzanca il sindaco di Messina. "Speriamo - ha aggiunto Buzzanca - che alla fine sia proclamato, altrimenti sarebbe molto grave: noi siciliani siamo forse figli di un Dio minore?"
BERTOLASO, IN ARRIVO 40 MILIONI PER LE EMERGENZE - Domani sarà emanata un'ordinanza di protezione civile che stanzia 20 milioni di euro per le prime emergenze dopo il disastro di Messina. La somma si aggiunge agli altri 20 stanziati dalla Regione Sicilia. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, in un'informativa alla Camera. L'ordinanza nomina il presidente della Regione commissario all'emergenza.

martedì 6 ottobre 2009

Burqa vietato in Italia, nuova battaglia della Lega


La proposta è di quelle destinate a far discutere. Arriva dalla Lega, sottoscritta da tutto il gruppo parlamentare, una proposta di legge 'anti-burqa'. Il testo, depositato il 2 ottobre e per il quale il Carroccio auspica "tempi strettissimi", modifica la legge Reale del 1975 in materia di 'tutela dell'ordine pubblico e identificabilità delle personé che prevede il divieto di utilizzare "senza un giustificato motivo" caschi o qualsiasi altro tipo di oggetto o indumento che impedisca il riconoscimento della persona. La Lega, come è stato spiegato dal capogruppo Roberto Cota e dalle deputate del Carroccio Manuela Dal Lago e Carolina Lussana in una conferenza stampa, propone di togliere il "giustificato motivo" fonte, tra l'altro, di contenziosi tra sindaci e prefetti, e inserire tra gli oggetti che non possono essere utilizzati, in quanto impediscono di essere riconosciuti, "gli indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa". Leggi il burqa. Cota sottolinea che si tratta "di una legge per fare chiarezza".

"Non siamo razzisti - sottolinea ancora Cota - non abbiamo niente contro i musulmani, ma la legge deve essere uguale per tutti. La nostra proposta è assolutamente generale, come deve essere una legge". "Nessuno - sottolinea anche la Dal lago - è contro la religione islamica. Il Corano, tra l'altro, non parla del burqa e anche l'imam del Cairo, che si è schierato contro il 'Niqab' ci dà ragione. Noi vogliamo solo dare un chiarimento affinché tutti siano riconoscibili nei luoghi pubblici". Mentre Carolina Lussana, esperta di giustizia del Carroccio, sottolinea come la dizione "senza giustificato motivo" della legge del 1975, sia stata causa di diversi contenziosi tra sindaci e prefetti. "Tra la tutela della libertà religiosa e la tutela della sicurezza dei cittadini - chiarisce - per noi la priorità è la sicurezza". La proposta della Lega lascia invariate le sanzioni della legge del '75 prevedendo l'arresto da uno a due anni e l'ammenda da mille a duemila euro oltre che la possibilità dell'arresto in flagranza.
FERRANTI (PD): PROGETTO "INCOSTITUZIONALE" - "''E' una norma incostituzionale che lede la libertà religiosa e sono del tutto strumentali i richiami all'ordine pubblico. La verità è che si vuole colpire gli immigrati islamici nel loro intimo". Lo afferma Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, a proposito della proposta di legge presentata questa mattina a Montecitorio dalla Lega contro il burqa. "Ma come può una legge parlare di affiliazione religiosa? Le suore sarebbero affiliate? Ma stiamo scherzando? E poi: come si può pensare di modificare una cultura con una norme? - domanda la Ferranti - L'unico effetto dell'entrata in vigore di questa legge sarebbe quello di segregare in casa le donne islamiche. E' una legge cattiva contro gli immigrati, ma soprattutto è una legge razzista e soprattutto una legge contro le contro le donne".

lunedì 5 ottobre 2009

Save the Children: un sms per salvare un bambino


05 ottobre, 17:03



Ogni tre secondi nel mondo muore un bambino ma bastano tre secondi per salvarlo.

Se è vero che ogni tre secondi nel mondo muore un bambino, è altrettanto vero che bastano tre secondi per salvarlo: è il tempo necessario per inviare un sms e donare due euro. E' questo il senso della campagna internazionale 'Everyone' lanciata oggi da Save the Children per salvare 500 mila bambini all'anno nei Paesi in via di sviluppo.

"Bisogna garantire il diritto alla vita dei bambini, ha detto il presidente di Save the Children Italia, Claudio Tesauro, mentre il direttore generale, Valerio Neri, ha sottolineato come il grosso del problema della mortalità infantile, in 68 Paesi a basso reddito, "é intorno al momento della nascita". E quindi bisogna concentrare gli sforzi, ha precisato, "su questo drammatico momento neonatale".
La campagna, lanciata in contemporanea in oltre 40 Paesi, vuole mobilitare globalmente 60 milioni di persone per raggiungere 50 milioni di bambini e donne in età riproduttiva entro il 2015. La sezione italiana di Save the Children sarà direttamente impegnata a sostenere finanziariamente e operativamente alcuni progetti in Etiopia, Mozambico e Malawi.
E lo farà anche con l'appoggio di alcuni testimoni di eccezione, come Giobbe Covatta, Alessia Marcuzzi, Fabrizio Frizzi o la campionessa di pentathlon Alessia Pieretti, con una campagna pubblicitaria e con una raccolta fondi: da oggi al 1 novembre 2009, inviando un sms solidale al 48544 si potranno donare due euro.
OGNI 3 SECONDI MUORE UN BIMBO. TUTTI I NUMERI - Ogni tre secondi nel mondo un bambino con meno di 5 anni perde la vita; in un giorno ne muoiono 24 mila, in un anno 9 milioni. Di questi, 2 milioni muoiono il giorno stesso della nascita. E la maggior parte di questi decessi avviene per cause facilmente prevenibili come complicazioni neonatali (37%), polmonite (19%), diarrea (17%), malaria (8%), morbillo (4%).
Sono i dati agghiaccianti che emergono dal rapporto "La nuova sfida: dire basta alla mortalità infantile", presentato da Save the Children in occasione della conferenza stampa di lancio della nuova campagna mondiale dell'organizzazione contro la mortalità infantile. Il 97% dei bambini morti prima dei 5 anni riguarda 68 Paesi in via di sviluppo, e quello con il peggior tasso di mortalità infantile è la Sierra Leone, con 262 bambini morti ogni 1.000 nati, seguita dall'Afghanistan con 257 su 1.000. E non sempre alla crescita economica di un Paese corrisponde una diminuzione della mortalità infantile: ne è un esempio l'India, che registra un quinto dei decessi di tutto il mondo.
Secondo Save the Children, in base agli attuali trend di miglioramento annuo, il quarto Obiettivo di Sviluppo del Millennio, che si propone di ridurre dei due terzi la mortalità infantile, sarà raggiunto nel 2045 anziché nel 2015. E questo significa che ancora milioni di bambini moriranno, perché non si sono messe in atto soluzioni semplici e a basso costo che, però, possono costituire la differenza tra la vita e la morte. Tra queste, l'assistenza di personale specializzato durante il parto, immediate cure post-natali, trattamenti preventivi e terapeutici per polmonite, diarrea e malaria, supporto per la nutrizione, allattamento al seno, più ampi programmi di protezione sociale. Diversi paesi hanno dimostrato che un cambiamento è possibile: Bangladesh, Brasile, Egitto, Indonesia, Cina, Messico, Nepal e Filippine sono sulla strada giusta per raggiungere l'Obiettivo di sviluppo numero 4.
Per raggiungerlo entro il 2015, secondo il rapporto, è necessario salvare la vita di 5 milioni d 400 mila bambini all'anno, e perfarlo serve un investimento aggiuntivo dai 36 ai 45 miliardi didollari all'anno, cifra che corrisponde a meno della metà di quanto si spende annualmente in acqua imbottigliata.

domenica 4 ottobre 2009

Messina, fango e rabbia. Il premier: "Case nuove"


Berlusconi: "Emergenza prevista, ma non cosi' grande". Gli sfollati: "Non ci abbandonate"


MESSINA - Mi auguro si possa stanziare un miliardo per le zone a rischio idrogeologico così come fatto con le zone a rischio terremoto. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa nella prefettura di Messina al termine del sopralluogo nelle zone colpite dall'alluvione. "Il governo nel prossimo Cdm farà uno stanziamento di fondi, che si aggiungerà a quello della Regione", ha aggiunto Berlusconi, ricordando che la Regione Sicilia ha già stanziato 20 milioni di euro per far fronte all'emergenza. Il premier ha anche indicato nel governatore della Regione Raffaele Lombardo il commissario straordinario che si occuperà di gestire il post-emergenza.

"Bloccheremo le tasse e i mutui ai cittadini delle zone colpite dall'alluvione. La ricostruzione costa troppo e non è sicura. Quindi faremo come a L'Aquila: nuove abitazioni in altre zone ma sempre all'interno del tessuto urbano", aveva detto il premier appena arrivato a Messina.
"Quello che ho visto dall'elicottero è davvero impressionante. Meno male che siete scampati. Per poco non veniva giù l'intera montagna. Coraggio, state tranquilli". Sono le parole che Berlusconi ha rivolto nell'hotel Capo Peloro, a Messina, ad alcuni degli sfollati delle zone alluvionate. Il premier si e' recato poi in un villaggio turistico dove sono altri 190 sfollati. Le persone hanno elogiato il lavoro della protezione civile, delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco ma hanno chiesto di "non essere abbandonati" e di volere tornare presto nelle proprie abitazioni. Gli sfollati mentre ascoltavano le parole del presidente del Consiglio hanno applaudito per due volte. Con Berlusconi vi sono i ministri Matteoli e Prestigiacomo, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca.
Il nubifragio che si e' abbattuto sulla zona di Messina ''era stato previsto con anticipo: tutto era stato previsto, era stato previsto che si sarebbero verificato delle situazioni in queste zone. Avevamo dato avviso per tempo'', ha detto il premier, precisando pero' che ''poi la precipitazione e' stata ancora piu' intensa del previsto''. Berlusconi ha poi sottolineato che si e' comunque trattato di una ''emergenza idrogeologica eccezionale, che sarebbe sempre potuta accadere''.
Al momento sono 22 le vittime ufficiali dell'alluvione. Berlusconi ha spiegato che 13 sono state identificate e nove ancora no. "E temiamo - ha aggiunto - che ci siano circa 40 dispersi". Oggi sono state trovate altre vittime. Un corpo è stato estratto a Molino e altri 5 sono stati individuati a Giampilieri dove altre due vittime erano state recuperate nella notte.
CONTESTAZIONI PER IL PONTE SULLO STRETTO - Il presidente della Regione Raffele Lombardo all'arrivo in prefettura è stato contestato dal comitato "No ponte" e da alcuni cittadini che gli hanno gridato: "Ci sono voluti i morti per farvi venire a Messina". Un cartello compare tra la folla: "Non più vittime, vogliamo sicurezza. No a opere faraoniche". Lo ha realizzato Giuseppe Lanza, un bancario cinquantenne che vive a Giampilieri marina, la cui casa ha subito danni. "Non sono ideologicamente contrario al ponte - spiega - ma bisogna fare qualcosa per alleggerire i rischi. Mi pare che in questo momento l'idea del ponte sia davvero bizzarra".
NELLA NOTTE ALTRA FRANA - Nella notte e' caduta un'altra frana, sulla strada che collega Molino ad Altolia ed ha di nuovo ostruito la strada fra le due frazioni di Messina rimaste isolate per oltre 48 ore dopo il nubifragio di giovedì. E' invece libera la strada che da Giampilieri porta a Molino. Attualmente dunque solo Altolia è nuovamente isolata.
FAMILIARI, VOGLIAMO CORPI PER FUNERALI - I familiari di alcune vittime dell'alluvione chiedono la restituzione dei corpi dei parenti per poter celebrare i funerali. In obitorio stanno spiegando loro che senza autorizzazione i corpi non possono essere restituiti, considerato anche che è stata aperta un'inchiesta.

mercoledì 30 settembre 2009

Sisma in Indonesia, migliaia tra le macerie


A Samoa oltre cento morti per lo tsunami

30 settembre, 19:29

BANGKOK - Almeno 75 morti accertati, centinaia di edifici crollati, migliaia di persone ancora sotto le macerie: quattro settimane dopo un altro potente sisma al largo dell'isola di Giava, la terra in Indonesia è tornata a tremare. Stavolta il terremoto si è verificato al largo di Padang, la principale città dell'isola di Sumatra, la più occidentale dell'arcipelago: una scossa di magnitudo 7,6 gradi Richter che - a poche ore dal maremoto che ha colpito le isole Samoa - ha fatto scattare anche un allarme tsunami, poi rientrato. Ma il bilancio delle vittime, con i soccorritori che faticano a raggiungere le aree più colpite, sembra destinato ad aumentare. Il sisma, verificatosi alle 17.16 locali (le 12.16 in Italia), ha avuto il suo epicentro nell'Oceano Indiano, a 50 km da Padang, ma è stato percepito nitidamente fino a Singapore, 440 km a nord-est, e a Kuala Lumpur, ancora più a nord.

Successivamente, una potente scossa di assestamento ha fatto registrare una magnitudo di 6,2 Richter, di poco inferiore a quella che lo scorso aprile colpì l'Abruzzo. A Padang, che conta poco meno di un milione di abitanti, testimoni hanno riferito di scene di panico, con numerosi focolai di incendi a causa dei cavi elettrici spezzati. La rottura delle tubature ha invece provocato allegamenti in varie zone della città. Gravissimi i danni alla rete dei trasporti. Il tetto dell'aeroporto cittadino Minangkabau è crollato e lo scalo, che collega Padang alla capitale Giakarta con 10 voli al giorno, è stato chiuso.
In città numerosi ponti sono parzialmente crollati. Tra gli edifici ridotti in macerie c'é anche l'ospedale Jalin. A causa dell'interruzione delle linee telefoniche, le autorità hanno avuto difficoltà a compilare una lista delle vittime, cresciuta con il passare delle ore. In serata, mentre a Padang è stata sospesa l'elettricità ed è calato il buio, il vicepresidente indonesiano, Jusuf Kalla, ha fornito l'ultimo bilancio di 75 vittime, aggiungendo che "migliaia di persone rimangono intrappolate" sotto gli edifici crollati. Il totale delle vittime potrebbe salire ulteriormente man mano che verrà fatta chiarezza sulla situazione a Pariaman, 78 km a nord-ovest di Padang, che ha subito anch'essa danni su larga scala. Secondo l'agenzia missionaria Misna, qui vi sarebbero non meno di 20 vittime, ma alcune fonti parlano già di oltre 75. Testimoni riferiscono di palazzi crollati e di un numero elevato, ma imprecisato, di persone sotto le macerie.
Nel frattempo, il ministero della Salute ha messo insieme squadre d'emergenza da inviare nelle due città colpite. Ma l' arrivo in zona dei soccorritori - una quarantina di medici, insieme a provviste di cibo e medicine - non è previsto prima di domani mattina. Padang non è nuova ai terremoti: l'ultimo sisma a provocare vittime (57 morti) si verificò nel marzo 2007. La città, che secondo gli esperti rischierebbe di venire cancellata da un sisma di elevata potenza, poggia proprio al di sopra dell'Anello (o Cintura) di fuoco del Pacifico, che si allunga per circa 40 mila km abbracciando per intero le coste dell'oceano Pacifico (tranne l'Antartide e l'Australia), e che viene colpita frequentemente da terremoti ed eruzioni vulcaniche. L'arcipelago indonesiano si sviluppa lungo questa faglia, tra le placca euro-asiatica e quella indo-australiana, ed è ad altissimo rischio sismico: lo scorso 2 settembre, un terremoto di magnitudo 7 aveva provocato 80 morti sulla costa meridionale dell'isola di Giava. Al largo di Sumatra si verificò anche il sisma di magnitudo 9,1 che il 26 dicembre 2004 causò il devastante tsumami nell'Oceano Indiano, provocando 230 mila morti in undici Paesi.
DEVASTATE LE SAMOA, IL MARE FA STRAGE
SYDNEY - Le onde assassine tornano a fare paura nel Pacifico. Uno tsunami ha devastato le Samoa, arrivando ad uccidere anche a Tonga. Le ondate sono state scatenate da un terremoto di magnitudo 8,0, registrato in mare, ad una profondità di appena 18 chilometri. Il sisma è stato seguito da altre tre scosse di magnitudo di almeno 5,6. Lo tsunami ha inondato e distrutto interi villaggi nell'arcipelago e causato ben oltre 100 morti. Ma è un bilancio ancora destinato ad aggravarsi: sono molte decine i dispersi, senza contare che il terremoto ha interrotto le linee di comunicazione con molti villaggi e con le isole minori. Persone e auto sono state trascinate in mare. A migliaia hanno cercato rifugio sui rilievi, dove trascorreranno la notte. Una serie di ondate alte fino a otto metri ha colpito la parte meridionale dell' arcipelago, diviso tra Samoa americane e Samoa occidentali (ex territorio tedesco amministrato dalla Nuova Zelanda dal 1914 fino all'indipendenza nel 1962) che hanno oltre 280 mila abitanti.
Al calar della notte, il bilancio ufficiale dei morti era di 113: nelle Samoa occidentali 84 secondo fonti ospedaliere, e 22 nelle Samoa americane secondo le autorità, mentre altre sette persone sono perite e tre disperse in un'isola dell'arcipelago di Tonga, Niuatoputato, la più vicina. Fra le vittime un bimbo britannico di due anni e una bambina australiana di sei. Morti anche un neozelandese e un'australiana che celebrava i suoi 50 anni con il marito, rimasto ferito. Altri sei australiani risultano dispersi e sette ricoverati in ospedale. Non si ha notizia, secondo le ambasciate d'Italia in Nuova Zelanda e in Australia, di cittadini italiani tra le vittime.
Ad essere duramente colpita è stata la costa meridionale dell'isola maggiore, Upoli, la più frequentata dai turisti, costellata di resort rimasti distrutti. "Sono viva per miracolo": ha raccontato Daniela Brussani, originaria di Roma, proprietaria del resort Iliili, distrutto dall'onda di tsunami. "Ero a letto quando, poco dopo l'alba, c'é stato un terremoto fortissimo. Mi sono alzata per fuggire, ma a malapena riuscivo a stare in piedi", ha detto la signora raggiunta telefonicamente dall'ANSA. Brussani ha sottolineato che non è scattato nessun allarme da parte delle autorità locali per mettere in guardia la popolazione: "Il governo ha fatto esercitazioni, promesso l'invio di sms di avviso ed il suono delle campane nelle chiese, ma non c'é stato nulla. I bambini sono morti mentre giocavano ignari sulle spiagge". "Non c'é stato tempo per mettersi in salvo, anche perché le spiagge colpite sono ai piedi di un'alta scogliera e bisogna camminare per due chilometri per raggiungere la strada e salire in luoghi più alti". Questa la testimonianza di Monalisa Punivalu, medico presso l'ospedale di Apia, rilasciata all'agenzia missionaria Misna. "Da stamattina abbiamo ricoverato 200 pazienti, di cui molti in condizioni serie ed alcuni hanno avuto bisogno di interventi chirurgici. Sono invece 82 le persone arrivate già senza vita".
Il premier Tuilaepa Sailele Malielegaoi si è detto "sotto shock" per la tragedia "inimmaginabile" che ha colpito l'arcipelago, spazzando via interi villaggi, compreso il suo. "Abbiamo perso tanto, tante persone sono scomparse", ha detto Malielegaoi, che appariva scosso e angosciato, partendo da Auckland in Nuova Zelanda per rientrare in patria. Nelle Samoa americane lo tsunami ha colpito l'unico Parco Nazionale Usa a sud dell'Equatore, dove decine di turisti e operatori risultano dispersi, e l'acqua ha inondato fino ad oltre un chilometro di terraferma. Il presidente Barack Obama ha dichiarato lo stato di calamità naturale nell'arcipelago, dove molte aree sono rimaste senza elettricità e acqua. Intanto l"Unione europea si è unita agli Usa e ad Australia e Nuova Zelanda, nel dare il via libera ai primi aiuti per le vittime, con 150 mila euro che saranno messi a disposizione della Croce Rossa internazionale per i bisogni essenziali della popolazione come acqua e medicine.

martedì 29 settembre 2009

I tormenti di Vasco Rossi


Notizia del 21 settembre 2009 - «Creativamente è un grande momento, è tutto il resto che è un casino: ho molte ansie e qualche angoscia. In un certo senso è un miracolo che io sia vivo, con tutte le sigarette che fumo e i tranquillanti che prendo». E il rocker arriva a mettere in forse

Altro che "voglio una vita esagerata", a 57 anni quella di Vasco Rossi sembra più che altro tormentata. Angoscia, ansia, sensazione di inadeguatezza: sono sintomi di un malessere che lui riconosce e che in un certo senso utilizza per fare musica. «Creativamente è un grande momento. Ho molte cose da dire, le canzoni vengono fuori quasi da sole. È tutto il resto che è un casino - ha raccontato il rocker emiliano in una lunga intervista a Tv Sorrisi e Canzoni -. Psicologicamente sono confuso, ho frequenti sbalzi di umore». Come ogni grande artista, il Blasco vive le sue emozioni molto profondamente, «Ho molte ansie e qualche angoscia», spiega, «La mia autostima, poi, è sottoterra. Non è che se migliaia di fan mi dicono che sono un dio poi io mi ci senta. Anzi: più me lo dicono, più mi sento male. Perché io lo so come sono fatto dentro. Il punto è che non esiste un solo Vasco. Dentro di me ne convivono almeno due, ma forse anche di più. Ed è una lotta continua tra le diverse personalità per il controllo delle mie azioni. Uno dei miei difetti peggiori è che cerco sempre di compiacere gli altri. Sono bravo, in questo. Ho spesso usato il mio desiderio di far contenta la gente per sedurre il pubblico dal palco. Qualcuno dirà che è un talento, ma per me non lo è. Vorrei essere duro e puro, forte. Sembro il più bravo di tutti e invece sono una frana».
Vasco Rossi è amatissimo dai suoi fan, che certo si allarmeranno di fronte a certe dichiarazioni. «In un certo senso è un miracolo che io sia vivo, con tutte le sigarette che fumo e i tranquillanti che prendo per stare calmo», dice. La migliore medicina in questo momento complicato? La musica. «Fosse per me, non andrei mai a dormire. Ogni mattina, quando riapro gli occhi, devo cominciare tutto da zero, mi tocca ricostruirmi completamente. Mi servono almeno due o tre ore. Meno male che c'è la musica. Suonare è un piacere fisico. E a me, poi, danno pure dei soldi. Ma certi giorni sento di essere al limite, sul punto di salutare tutti e salpare verso i mari del Sud. Magari la fine di questo tour io neppure la vedrò, la vedrà solo il pubblico. Incontro in giro dei ragazzi che mi dicono di aver comprato i biglietti per dei concerti che terrò tra un anno e a me vien da dire: "Non dovessi esserci io, voi andateci lo stesso. Trovatevi tra voi"».
Il tour internazionale "Europe Indoor" partirà il 6 ottobre da Pesaro (il 2 anteprima a Mantova aperta agli iscritti al Blasco Fan Club), debutto che sarà acompagnato dalla trasmissione in radio, a partire dal 25 settembre, di "Ad ogni costo", testo originale scritto dal rocker sulla musica di "Creep" dei Radiohead. «La considero - dice Vasco - una delle più belle musiche degli ultimi 15 anni, è così intensa e struggente che mi è venuta voglia di interpretarla con un testo mio». Dopo Pesaro, dove sono previsti quattro show, il tour proseguirà per Ancona (4 concerti) e Caserta (6 concerti). Nel 2010 l'Indoor si trasferirà a Milano, Torino, Londra, Bruxelles, Zurigo, Berlino, Barcellona, Bologna, Firenze. È la prima volta che in Italia vengono messi in vendita i biglietti di un tour con un anno di anticipo.

Incidente al wc per Lily


Notizia del 29 settembre 2009 - 16:00La Allen devastata da un attacco di mal di pancia, scappa dal palcoscenico per correre al bagno, ma...

Non si tratta di un gossip o di una voce di corridoio, di una testimonianza di un mebro del cast o di un ballerino. È la stessa protagonista dell'evento a raccontare l'accaduto, senza imbarazzo alcuno. Lei è Lily Allen, che da poco ha deciso di ritirarsi dal mondo della musica dopo averne fatte e dette di cotte e di crude (arrivò a sostenere che la cocaina non fa male e scoppiò a piangere in una crisi di nervidurante un concerto).
Alla domanda "qual è stata la tua peggiore esperienza da palcoscenico" la ragazza ha raccontato serafica di quella volta che ha dovuto cantare in preda a una diarrea fulminante, a causa di un'influenza intestinale. Ebbene sì. Queste le sue esatte parole: «La cosa peggiore mi è capitata a Seattle due anni fa; avevo la diarrea ma portai comunque avanti lo spettacolo, fino alla fine. Mi è scappata la cacca per tutta la durata del concerto. Alla fine sono corsa al bagno e una volta sulla tazza non riuscivo più a fermarmi. Il pubblico intanto gridava “Lily, Lily”, perché volevano che uscissi per un bis. Non me la sono sentita di mandare fuori qualcuno a dire: “Statevi zitti, Lily sta cagando!”, anche se quella in fondo era la pura verità». E non è la prima volta che Lily si libera davanti ai fan, lo ha fatto anche a Glasgow, dando di stomaco mentre firmava autografi.
Il bassista dei Green Day, Mike Dirnt, invece, è stato colto da un attacco di mal di fegato durante uno show e a furia di balzare su e già è accaduto il peggio: «Stavo saltando - racconta - ero ancora in aria quando ho sentito che non mi sarei potuto trattenere e ho vomitato sul palco». E siccome "the show must go on", gli hanno messo un secchio sul palco, che lui ha utilizzato una trentina di volte, per tutto il concerto.

Ragazza madre cerca chi l’ha messa incinta tramite YouTube


Curioso appello su YouTube: una bella mamma confessa di aver fatto sesso con uno sconosciuto, e lo cerca tramite il famoso portale di video mostrando sè e suo figlio. Sei per caso tu il papà?

Oramai siamo tutti collegati ogni giorno con i vari social network come Facebook, YouTube, oppure siamo spesso su internet a leggere le ultime notizie (o a vedere le notizie che la classica tv non da). E allora perchè non usarli per le richieste che in un primo momento possono sembrare strane ma che grazie ad internet possono trovare risposta? Questo nuovo filmato che circola su YouTube e su altri portali di video online mostra una (bella) mamma danese, bionda, con un bimbo in braccio, che fa outing e spiega che suo figlio è frutto di un incontro veloce in un pub in Danimarca (insomma, una botta e via, magari dopo aver bevuto troppo), dove lei è rimasta incinta. Lei non ricorda il nome del suo partner di quella notte, nè ovviamente il telefono o altro. Lui non sa di essere padre. Il frutto di quell’amore è nelle sue braccia, si chiama August, e la bella mamma fa diffondere il filmato e chiede se il tipo con cui è stata la sta guardando, e la riconosce, sappia che.. è padre! Oppure se qualche suo amico la riconosce.. Ecco il curioso appello:
Insomma, se hai fatto una notte di sesso in Danimarca con una bella bionda sconosciuta, dai un’occhiata a questo filmato, potresti scoprire di essere padre!

lunedì 28 settembre 2009

MISS MAGLIETTA BAGNATA E' SEGRETARIA DI BORDIGHERA


ALASSIO (SAVONA) - Erika Buteri, 23 anni, segretaria d'azienda di Bordighera (Imperia), è stata eletta ieri sera 'Miss Maglietta Bagnata 2009'. La manifestazione si è svolta in piazza Partigiani ad Alassio. Erika Buteri, che succede a Floriana Pannella, è stata premiata dal vicesindaco Giovanni Aicardi e dall'assessore alla cultura e al turismo Monica Zioni.

Ventisette le concorrenti. Erika sarà protagonista del prossimo video del cantante Povia quindi parteciperà ad uno stage come veejay per Match Music canale della piattaforma digitale Sky.
Madrine dell'evento erano l'ex pornostar Selen e la vincitrice dell'edizione dello scorso anno Floriana Pannella, pornostar e volto della nuova piattaforma del digitale terrestre 'Dahlia tv'. A presentare le concorrenti sono stati i due inviati di Striscia la notizia Luca Galtieri e il Mago di Az.

IRAN: LANCIATI MISSILI A LUNGA GITTATA


TEHERAN - I Pasdaran iraniani hanno lanciato questa mattina un missile a lungo raggio Shahab-3 nell'ambito di manovre in corso da ieri. Lo Shahab-3, con una gittata di 2.000 chilometri, è potenzialmente in grado di raggiungere Israele. Lanciato con successo anche un missile a due stadi Sejil, che ha una portata di 2.000 chilometri. Lanciati oggi anche due missili a media portata.

Fonti dei Guardiani della rivoluzione citate dalla televisione iraniana hanno detto che il raggio d'azione dello Shahab-3 è compreso tra i 1.300 e i 2.000 chilometri. La televisione ha mostrato le immagini del lancio, da un luogo imprecisato nel deserto. Quando il missile si è alzato nel cielo, lasciando dietro di sé una lunga scia di fumo bianco, grida di 'Allah Akbar' (Dio è grande) si sono alzate dai militari presenti. Ieri, nell'ambito delle stesse manovre, erano stati testati missili a corto e a medio raggio. Lo scorso maggio l'Iran aveva detto di avere sperimentato con successo un altro vettore con una gittata di 2.000 chilometri, il Sejil-2. Il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qashqavi, ha detto che le manovre in corso "sono di routine e non hanno nulla a che vedere" con le tensioni sul programma nucleare della Repubblica islamica. Il potenziale militare testato nell'esercitazione, ha aggiunto il portavoce, ha solo un fine "deterrente".
IRAN: MISSILI POSSONO COLPIRE QUALSIASI PUNTO REGIONE - "Con i nostri missili possiamo prendere di mira ogni luogo della regione": lo ha detto oggi il comandante delle forze aeree dei Pasdaran iraniani, Hossein Salami, dopo manovre che hanno visto il lancio di due missili a lunga gittata potenzialmente in grado di raggiungere Israele. La risposta ad un eventuale attacco contro la Repubblica islamica sarà "distruttiva e tale da far pentire anche regimi incapaci e nel mezzo di una crisi", ha aggiunto Salami, citato dall'agenzia Fars, con riferimento ad Israele. I Guardiani della rivoluzione hanno lanciato oggi missili Sejil, a due stadi e alimentati con combustibile solido, con una gittata di 2.000 chilometri, e Shahab-3, con combustibile liquido e una gittata fra i 1.300 e i 2.000 chilometri. Il ministro della Difesa, Ahmad Vahidi, ha inoltre inaugurato un impianto per la produzione di combustibile solido per rifornire i missili.

domenica 27 settembre 2009

INCIDENTI STRADALI, STRAGE DI GIOVANI NEL WEEKEND

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ROMA - Una corsa folle con una Ferrari rosso fuoco e poi distruzione e morte. Pochi istanti e sulla via Tiburtina, a Tivoli, una cittadina alle porte di Roma, é stata una strage, l'ennesima strage causata dall'alta velocità. La Ferrari che sbanda e invade la corsia opposta dove sopraggiungeva un'auto con cinque giovani e una moto con a bordo una coppia.

Un bilancio pesantissimo destinato ad aggravarsi con il passare delle ore: quattro morti, quattro feriti e due giovani donne in coma, tutte e due incinta ma una ha perso il bimbo nell'impatto violento che ha lasciato, in quel tratto di strada, un groviglio di lamiere che per ore è stato impossibile districare. Un bilancio a cui si aggiunge quello di altre 4 giovani vittime morte la notte scorsa sulle strade in diverse parti d'Italia.
Proprio dai resti delle auto, praticamente irriconoscibili, dell'incidente di Tivoli arrivano le prime ipotesi sulle cause del drammatico incidente avvenuto in un tratto di strada stretto e a doppio senso di circolazione, dove il limite di velocità è quello di 40 chilometri orari. Il quel tratto poco prima c'é una curva e, probabilmente, il conducente della Ferrari, ha perso il controllo del bolide che è diventato come un'ordigno lanciato sulla Fiat Punto e sulla Kawasaki. A morire sul colpo, intrappolati nei posti di guida delle auto, sono stati il conducente della Ferrari Giovanni Modesti di 43 anni e Mario Di Fausto, 21 anni, che era al volante della Fiat Punto. Poi, dopo aver lottato per ore tra la vita e la morte sono deceduti anche Mirko Solitari, 22 anni, che viaggiava sulla Fiat, e il motociclista, Antonio Gabriele Bianchi, 41 anni.
In coma Emily Dante, 20 anni, in stato di gravidanza. Mentre ha perso invece il bambino Alessia De Santis, 22 anni: era alla 20/ma settimana di gravidanza ed è attualmente ricoverata al Policlinico Umberto I. Nello scontro sono rimasti feriti l'unico passeggero della Ferrari Andrea Mosti, 41 anni, la moglie del motociclista, che viaggiava con lui, Lucia Trischetta, 48 anni, e il quinto passeggero della Fiat Punto ma le condizioni di questi ultimi non destano preoccupazioni. E la giornata di oggi, negli ospedali romani, è stata scandita dal doloroso via vai di parenti e amici di vittime e feriti. "Poteva andare ad uccidersi da solo e invece ha ucciso tanta altra gente", riesce a dire tra le lacrime la madre di Mirko Solitari.
"Mio figlio non doveva morire così, la sua ragazza aspettava un figlio, che se nascerà nascerà orfano. Su quella Ferrari c'era un folle, solo un pazzo poteva andare così veloce in quel tratto di strada". E attoniti sono i colleghi di Antonio Gabriele Bianchi, "lavorava alla Pirelli, nel settore informatico da diversi anni - raccontano alcuni colleghi che hanno affiancato i familiari e amici più stretti in ospedale - era una persona buona e generosa, molto prudente. In moto andava sempre piano perché sapeva che era pericoloso".
Altro incidente grave a Roma. Non andava veloce ma era ubriaca e non ha visto quella donna che attraversava sulle strisce pedonali il Lungotevere dell'Acquacetosa, a Roma, insieme alle due figlie di 12 e 4 anni e una loro amichetta. Le ha prese in pieno e ora la bambina più grande, che ha 12 anni, è ricoverata in gravi condizioni a causa di un trauma cranico. La ragazzina è stata operata d'urgenza e ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell'ospedale Gemelli e i medici avrebbero giudicato le sue condizioni preoccupanti. La prognosi é riservata. Non sono gravi, invece, le altre due bambine di 10 e quattro anni, ricoverate al Bambino Gesù. Non preoccupano neanche le ferite della madre falciata sulle strisce pedonali, la donna, che ha subito anche un forte choc è ricoverata in codice giallo all'ospedale Santo Spirito. Una denuncia e la patente ritirata per la donna di 65 anni che guidava in stato di ebbrezza. L'alcol test ha infatti stabilito che aveva nel sangue un tasso alcolemico di 1,10, il doppio rispetto al limite consentito. Secondo i primi accertamenti dei vigili urbani la donna, 65 anni, italiana ma nata in Etiopia, non andava a velocità sostenuta ma nonostante questo non si sarebbe accorta della madre con le due figlie e la loro amichetta che attraversavano la strada.
Il terribile incidente della scorsa notte riaccende i riflettori sulle stragi nel sabato sera, con 4 giovani morti nelle ultime ore. Nella capitale, sull'Aurelia, un 24enne ha perso la vita dopo che la sua auto si è ribaltata. A Fermo nelle Marche è morta una ragazza di 20 anni: stava tornando a casa, probabilmente le è stato fatale un colpo di sonno. Era il suo compleanno. Un altro giovane, 27 anni, è morto a Piacenza: l'auto si cui viaggiava si è schiantata contro un albero. E una 20enne è morta a Bologna, in un incidente in cui altri tre ragazzi sono rimasti feriti.
Due motociclisti, un uomo e una donna, sono morti in uno scontro frontale tra moto poco dopo le undici di questa mattina, sulla strada provinciale 1 Varese-Laveno all'altezza di Cocquio, un piccolo centro in provincia di Varese.

venerdì 25 settembre 2009

TERRORISMO: NUOVO MESSAGGIO AUDIO BIN LADEN A EUROPEI


DUBAI - Osama Bin Laden ha diffuso via internet un nuovo messaggio audio, indirizzato ai popoli europei. Lo ha riferito oggi il Site, servizio statunitense specializzato nel monitoraggio dei siti estremisti islamici. Il Site spiega che il messaggio e' stato diffuso via Internet, oltre che nella versione in inglese, anche in una con sottotitoli in tedesco. In Germania domenica prossima si terranno le elezioni.

L'ultimo messaggio audio di Bin Laden era quello al popolo americano, diffuso il 14 settembre scorso, tre giorni dopo l'ottavo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001.
Nel nuovo messaggio audio diffuso su internet il leader di al Qaida, Osama bin Laden, intima ai Paesi europei di ritirare le loro truppe dall' Afghanistan. ''Non stiamo chiedendo niente di ingiusto. Siete voi (europei) che dovete mettere fine all'ingiustizia e ritirare i vostri soldati (dall'Afghanistan)'', dice la voce nel messaggio, sottotitolato in tedesco.

lunedì 21 settembre 2009

F1: RADIATO BRIATORE, DUE ANNI A RENAULT


Una squalifica a vita in Formula 1 per Flavio Briatore e la minaccia di sospensione per due anni nel caso in cui la Renault commetta di nuovo infrazioni gravi. E' durissima la sentenza della Fia soprattutto nei confronti dell'ormai ex team principal della scuderia francese che aveva già deciso di lasciare la sua squadra per "salvarla" da sanzioni più pesanti.

E così è effettivamente successo: Briatore non potrà più mettere piede nel Circus, il suo direttore tecnico Pat Symonds non lo potrà fare per cinque anni, ma Alonso e l'attuale sostituto di Piquet Junior, Roman Grosjean, potranno continuare a correre. Sia Fernando Alonso, (non è coinvolto nella vicenda, recita il comunicato Fia) che Piquet Junior, a cui è stata concessa l'immunità per aver collaborato con la federazione, escono indenni dalla sentenza di Parigi. Tanto è costata a Briatore e alla Renault la vicenda del falso incidente nella notte di Singapore 2008 quando Alonso approfittò della situazione in pista in regime di safety car dopo il 'botto' di Piquet Junior passando in testa alla gara per aver rifornito prima di tutti poco prima dell'uscita del compagno di team. Le prime notizie sull'incidente del figlio di Nelson Piquet erano trapelate poco dopo la fine del Gran Premio di Spa il 30 agosto scorso con la conferma da parte della Fia dell'avvio di una indagine sul caso sollevato dalla televisione brasiliana Globo riguardo al Gp di Singapore, vinto proprio dalla Renault di Alonso.
MOSLEY: ABBIAMO ELIMINATO LE PERSONE RESPONSABILI "La Formula 1 esce piuttosto bene da questa vicenda, perché abbiamo dimostrato di aver eliminato le persone responsabili": questo il primo commento del presidente della Fia, Max Mosley, con i giornalisti dopo la decisione del Consiglio mondiale sul caso Piquet jr con la radiazione a vita di Flavio Briatore e la sospensione con la condizionale per due anni della scuderia Renault.
"COSPIRAZIONE PER INCIDENTE", ECCO SENTENZA FIA - Il Consiglio mondiale Fia ha stabilito che "i membri del team Renault di Formula 1 Flavio Briatore, Pat Symonds e Nelson Piquet jr hanno cospirato per provocare un incidente deliberatamente al Gran Premio di Singapore 2008": questo il punto chiave della sentenza pronunciata oggi a carico del team Renault e di alcuni suoi esponenti dal Consiglio della Federazione nazionale dell'automobile a Parigi. Il Consiglio, si legge ancora, "ritiene che le infrazioni Renault nel Gran Premio di Singapore 2008 siano state di una gravità senza precedenti. La Renault non soltanto ha compromesso l'integrità dello sport ma ha anche messo in pericolo la vita degli spettatori, dei funzionari, di altri concorrenti e dello stesso Nelson Piquet jr. Il Consiglio mondiale ritiene che violazioni di questa gravità meritino una squalifica a tempo indeterminato dal campionato del mondo Fia. Tuttavia, considerate le circostanze attenuanti e in particolare i passi intrapresi dalla Renault per identificare e assegnare la responsabilità delle violazioni all'interno del suo team e condannare le persone coinvolte, il Consiglio ha deciso di sospendere la Renault fino alla fine della stagione 2011. Il Consiglio renderà attiva questa squalifica se la Renault sarà trovata colpevole di un'altra violazione del genere durante questo periodo". Quanto alle persone coinvolte, il Consiglio "dichiara che il signor Briatore, per un periodo di tempo illimitato, non dovrà partecipare ad alcun evento internazionale, campionato, coppa, trofeo o altro in qualsiasi veste" e "non concederà alcuna licenza a nessun team o altra entità che dovesse ingaggiare Briatore in qualsiasi ruolo. Dà anche istruzione a tutti i funzionari persenti agli eventi Fia di non consentire a Briatore l'accesso a nessuna area sotto la giurisdizione Fia. Inoltre, non intende rinnovare nessuna licenza a piloti associati con Briatore o ad altra entità o persona che lo siano".

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