Singolare proposta in Israele, per via dell’assuefazione alle sirene da parte della popolazione
L’abitudine investe l’essere umano a tutti i livelli, anche alle sirene d’allarme in tempo di guerra purtroppo. La diretta conseguenza è una diminuzione della reattività della popolazione civile nei momenti di urgenza, come ha fatto notare il capo del Home Front Command Israeliano, intervistato dal Jerusalem Post. La difesa aerea israeliana che controlla lo spazio aereo sopra Gaza è in grado di calcolare da dove vengono sparati i Qassam verso il territorio israeliano. Un computer della Difesa seleziona all’istante il quadrante da dove è partito il missile e fornisce le coordinate alle batterie dei missili per la risposta immediata, calcola dove potranno cadere i razzi e lancia l’allerta alla Difesa Civile. Al termine della comunicazione, iniziano a suonare le sirene per le strade e da quel momento ci sono quindici secondi per trovare un riparo prima dell’impatto. Ma il suono stridente delle sirene non è più in grado di attirare l’attenzione della popolazione civile israeliana in maniera rapida ed efficace. Assuefazione? Forse. Fatto sta che le loro orecchie si sono drasticamente abituate a quell’incessante sottofondo e le statistiche rilevano che il 90 per cento delle vittime civili israeliane sono state colpite mentre si trovavano all’aperto, lontano da edifici e rifufi. Ragion per cui il Comando del Fronte Interno Israeliano, vale a dire la Difesa Civile, sta pensando di sviluppare un sistema di allerta antimissile che sarà ricevuto da ogni singolo telefonino via sms. E sarà questo il segnale che è giunto il momento di correre in un rifugio. Il nuovo sistema dovrebbe essere pronto entro due anni: “il sensore dei razzi creerà un’elissi virtuale con l’indicazione certa della zona d’impatto dell’ordigno e a quel punto tutti i telefonini di quell’area riceveranno l’allarme”, ha detto il colonnello Chilik Soffer al Jerusalem Post. Partendo dall’assunto secondo cui più specifico è l’allarme più pronta sarà la popolazione, si è deciso di studiare un sistema che, oltre a restringere l’allerta ad una zona ben precisa, quella dove verosimilmente andrà a cadere l’ordigno, sia in grado di raggiungere ogni e qualsiasi cittadino dotato di telefonino. Resta il fatto che quando, come nel caso di Sderot o di altri centri Negev sottoposti allo stillicidio dei Kassam lanciati da Gaza, la distanza del razzo dal suo obiettivo è solo di pochi chilometri, anche il tempo accordato per raggiungere un rifugio o una qualsiasi protezione è molto, troppo, stretto. Anche un sms a quel punto servirà a poco senza un adeguato sistema militare antimissile.
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