lunedì 30 novembre 2009

Virus A, mutazione arriva in Italia


Il caso di mutazione del virus A/H1N1 riscontrato in Italia "non è preoccupante perché si è verificato durante il ricovero e non si è propagato". Lo ha precisato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, a Torino per un incontro sul disegno di legge sul rischio clinico. "Il vaccino resta più che mai valido nell'obiettivo di virus almeno nell'emisfero nord", ha aggiunto Fazio ricordando che nell'Unita di crisi di giovedi" "molto verosimilmente si deciderà di allargare la vaccinazione alle fasce dai sei mesi ai 17 anni e degli ultrasessantacinquenni con fattori di rischio"

Tra gli italiani colpiti dall'influenza A c'é stato un solo caso di mutazione del virus H1N1. Lo rende noto il ministero della Salute, dopo la segnalazione, da parte delle autorità sanitarie norvegesi, di una singola mutazione in alcuni pazienti affetti da una grave polmonite. La mutazione segnalata dalle autorità norvegesi riguardava l'emoagglutinina (proteina virale di superficie) del virus A/H1N1, consistente nel cambiamento di un unico aminoacido (una glicina al posto di un acido aspartico). "Casi sporadici della stessa mutazione - comunica il ministero - sono stati riportati, a partire da aprile, in diversi paesi del mondo sia in pazienti con polmoniti gravi sia in pazienti con decorso benigno della malattia".
"A seguito di tali segnalazioni, l'Istituto Superiore di Sanità ha rivalutato le sequenze di oltre 100 ceppi virali identificati da altrettanti pazienti diagnosticati negli ultimi mesi in diverse regioni italiane. La mutazione - si spiega - è stata rinvenuta sino ad ora in un solo paziente, affetto da una grave forma di polmonite risolta a seguito di trattamento con Ecmo eseguito in terapia intensiva. Nessuno degli altri pazienti esaminati, inclusi quelli con manifestazioni gravi o letali, presentava detta mutazione".
"I dati italiani - prosegue la nota - confermerebbero quindi che la mutazione in oggetto non appare per ora predominante nei casi gravi o letali di nuova influenza; inoltre, la stessa mutazione ha un carattere sporadico e non sembra allo stato attuale in fase di diffusione". "Tale mutazione - aggiunge il ministero - non influisce sull'efficacia del vaccino né sull'efficacia del trattamento con farmaci antivirali. A questo proposito si ricorda che, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, su oltre 160 pazienti analizzati sinora, si è riscontrato un unico caso di resistenza a oseltamivir. Tale resistenza,é insorta a seguito del trattamento prolungato di un paziente affetto da gravi patologie preesistenti ed è rimasta isolata, non avendo dato seguito ad episodi di trasmissione del ceppo resistente".

martedì 10 novembre 2009

Allerta per i missili stranieri con un sms


Singolare proposta in Israele, per via dell’assuefazione alle sirene da parte della popolazione


L’abitudine investe l’essere umano a tutti i livelli, anche alle sirene d’allarme in tempo di guerra purtroppo. La diretta conseguenza è una diminuzione della reattività della popolazione civile nei momenti di urgenza, come ha fatto notare il capo del Home Front Command Israeliano, intervistato dal Jerusalem Post. La difesa aerea israeliana che controlla lo spazio aereo sopra Gaza è in grado di calcolare da dove vengono sparati i Qassam verso il territorio israeliano. Un computer della Difesa seleziona all’istante il quadrante da dove è partito il missile e fornisce le coordinate alle batterie dei missili per la risposta immediata, calcola dove potranno cadere i razzi e lancia l’allerta alla Difesa Civile. Al termine della comunicazione, iniziano a suonare le sirene per le strade e da quel momento ci sono quindici secondi per trovare un riparo prima dell’impatto. Ma il suono stridente delle sirene non è più in grado di attirare l’attenzione della popolazione civile israeliana in maniera rapida ed efficace. Assuefazione? Forse. Fatto sta che le loro orecchie si sono drasticamente abituate a quell’incessante sottofondo e le statistiche rilevano che il 90 per cento delle vittime civili israeliane sono state colpite mentre si trovavano all’aperto, lontano da edifici e rifufi. Ragion per cui il Comando del Fronte Interno Israeliano, vale a dire la Difesa Civile, sta pensando di sviluppare un sistema di allerta antimissile che sarà ricevuto da ogni singolo telefonino via sms. E sarà questo il segnale che è giunto il momento di correre in un rifugio. Il nuovo sistema dovrebbe essere pronto entro due anni: “il sensore dei razzi creerà un’elissi virtuale con l’indicazione certa della zona d’impatto dell’ordigno e a quel punto tutti i telefonini di quell’area riceveranno l’allarme”, ha detto il colonnello Chilik Soffer al Jerusalem Post. Partendo dall’assunto secondo cui più specifico è l’allarme più pronta sarà la popolazione, si è deciso di studiare un sistema che, oltre a restringere l’allerta ad una zona ben precisa, quella dove verosimilmente andrà a cadere l’ordigno, sia in grado di raggiungere ogni e qualsiasi cittadino dotato di telefonino. Resta il fatto che quando, come nel caso di Sderot o di altri centri Negev sottoposti allo stillicidio dei Kassam lanciati da Gaza, la distanza del razzo dal suo obiettivo è solo di pochi chilometri, anche il tempo accordato per raggiungere un rifugio o una qualsiasi protezione è molto, troppo, stretto. Anche un sms a quel punto servirà a poco senza un adeguato sistema militare antimissile.

lunedì 2 novembre 2009

LA LEGGE NON È TENERA IN SCOZIA


Il ventisettenne motociclista inglese Neil Purves è stato condannato a nove mesi di carcere e a cinque anni di sospensione della patente per aver superato i 265 km/h a cavallo della sua Suzuki GSX-R 1000 sulla A702 nei pressi della località di West Linton.

La Polizia ha dichiarato che si tratta della velocità più alta mai rilevata su una strada della Scozia. La pena esemplare, quindi, rappresenta un monito per quanti siano anche solo sfiorati dall'idea di emulare questa pericolosa "bravata".
Un esempio da seguire anche nel nostro Paese, al contrario fin troppo permissivo con chi non rispetta il Codice della strada.

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