giovedì 3 settembre 2009

Stermina famiglia e tenta suicidio


R.Emilia, gesto folle di un disoccupato


Un disoccupato di origini torinesi, Davide Duò, 47 anni, ha ucciso la moglie e un figlio mentre dormivano, ha ridotto in fin di vita l'altro figlio, morto dopo alcune ore, e la padrona di casa che da 20 anni li ospitava. Poi ha ingurgitato farmaci e alcol, ha chiamato il 113 e si è buttato dalla finestra del suo appartamento al terzo piano. E' successo a Sabbione, frazione di Reggio Emilia. L'uomo è ora in coma all'ospedale.

Per uccidere la moglie Sandra Pattio, 45enne di Orbassano (Torino) e il figlio 20enne Thomas, studente, il 47enne, ex operaio ceramista disoccupato, ha utilizzato una mazzetta da muratori e un coltello del tipo di quelli per disossare i prosciutti. Poi ha ridotto in fin di vita l'altro figlio Marco, che avrebbe compiuto 5 anni il 29 ottobre, ed Elisabetta Detti, la 79enne proprietaria di casa ed amica di sua suocera, che li ospitava. Marco è morto dopo una lunga agonia.

Verso le quattro della mattina l'uomo ha chiamato il 113 raccontando quanto aveva compiuto. Poi si è imbottito di medicinali ed alcol. Prima dell'arrivo delle forze dell'ordine l'uomo, stordito, è uscito di casa e poi si è gettato: ora lotta tra la vita e la morte all'ospedale di Reggio Emilia dove si trova in stato di coma.

Sulla vicenda indagano i carabinieri del nucleo investigativo che hanno trovato le vittime nei loro letti, salvo la proprietaria di casa esanime fuori dalla stanza da letto. Gli investigatori parlano di una vera e propria mattanza.

Le prime ipotesi parlano di un disagio di natura psichica dell'uomo, ex operaio ceramista disoccupato, aggravato dalla disoccupazione. Davide Duò da tempo sarebbe stato sofferente di depressione ed è definito "un tipo ombroso" dai conoscenti. I parenti della vicina Scandiano lo sentivano pochissimo e da tempo non lo vedevano. Da una ventina d'anni si era trasferito a Reggio, dove con la famiglia era ospite in casa di Elisabetta Detti.

Il sindaco: "Nessuna segnalazione dai servizi"

Graziano Delrio, Il sindaco di Reggio Emilia, arrivato sul luogo della strage, ha detto che il Comune non aveva mai avuto segnalazioni dai servizi sociali su problemi della famiglia di Davide Duò, nè segnalazioni dalle forze dell'ordine per gesti di violenza. L'autore della strage familiare era stato in cassa integrazione per due anni e la misura era terminata nel maggio di quest'anno quando l'uomo era stato licenziato. La moglie, Sandra Pattio era operatrice assistenziale impiegata alla Rete di Reggio Emilia.

Duò rischia l'accusa di omicidio plurimo, ma nessuna ipotesi è stata formulata ancora nei suoi confronti. L'uomo ha riportato diversi traumi ossei compatibili con un volo di circa otto metri. Gravi lesioni tra cui una spinale che lo hanno ridotto in coma. Grave anche il figlioletto Marco che ha una seria lesione al capo, mentre la padrona di casa Elisabetta Guidetti è stata operata al torace ma ha anche un forte trauma facciale ed è in prognosi riservata. I tre sono ricoverati nell'ospedale di Reggio Emilia.

Morto anche l'altro figlio

Le condizioni cliniche del piccolo Marco Duò, ferito gravemente dal padre, sono peggiorate progressivamente fino al decesso per arresto cardiocircolatorio.

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