giovedì 27 agosto 2009

Grillo si candida alle Primarie



Annuncio a sorpresa del comico genovese sul suo blog: «Colmerò il vuoto che c'è a sinistra». Ma non era il partito che tanto criticava? Immediata la levata di scudi da parte dei leader del Pd, da Fassino alla Melandri. Cosa ne pensi?


-->di RedazioneIl paladino della non politica si lancia in politica. Incredibile ma vero. Il comico genovese Beppe Grillo , da tempo sulle barricate a sparare ad alzo zero sui politici corrotti, sui quei parlamentari che siedono i parlamento nonostante siano stati condannati in via definitiva ha rotto gli indugi e ha deciso di fare il grande passo: si candiderà alle primarie del Partito Democratico del 25 ottobre. Lo ha annunciato lo stesso Grillo sul suo blog. E in poche ore dal blog del comico la notizia è rimbalzata in poche ore su Facebook e sui blog. Se l'annuncio è reale Grillo sarà dunque il quarto candidato dopo il segretario Dario Franceschini , l'ex ministro Pierluigi Bersani, il senatore chirurgo Ignazio Marino e l'outsider Mario Adinolfi.«Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle - scrive il comico genovese -. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c'è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all'introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell'acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D’Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l’indulto».Immediata la reazione di Fassino. «Grillo non è iscritto al Pd e lo ha attaccato di continuo. La sua candidatura è un boutade un po' provocatoria e non c’è alcuna ragione per considerarla una cosa seria. Bisogna vedere se noi accettiamo la sua iscrizione al partito e non penso che si possa accettare». «Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo - ha dichiarato la Melandri- inoltre credo che prima dei colpi di scena, chi sceglie di impegnarsi in politica debba avere rispetto per migliaia di cittadini che, a diverso titolo, si sono impegnati per costruire il Pd e che, rispettandolo, ci credono veramente». Più possibilista il senatore Marino: «Seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perchè debba essere escluso»
Al di là delle reali intenzioni del personaggio resta il fatto che la reazione dei principali leader del Pd lascia perplessi. Questa levata di scudi sembra un segnale di debolezza. Come se il Pd avesse veramente paura del comico. Verrebbe in mente di dare al partito di Franceschini un consiglio: lasciate al comico la possibilità di candidarsi alle primarie. In fin dei conti se si tratta solo di una boutade lo si vedrà presto. Se invece Grillo otterrà consensi vorrà dire che il Pd sta peggio di quanto si era pensato. Nei due casi c'è poco da stare allegri.

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